In Sicilia, come ha ribadito il Presidente della Regione, sono in vigore le norme regionali, che sono più restrittive di quelle nazionali.
Contrario del tutto, Musumeci, in particolare, sull’autorizzazione del governo centrale sulla passeggiata genitore – figli. In un intervento Musumeci ha lasciato una porta aperta solo per certificate esigenze di carattere medico e, in ogni caso, limitate a dieci minuti.
“se passa l’idea che ormai il peggio è passato e che tutti possiamo permetterci di uscire fuori è la rovina perché si vanifica quanto fatto finora”. Questa è la posizione del Presidente della Regione che aggiunge: “Noi ci salviamo o riusciamo a contenere la diffusione del virus soltanto se siamo rigorosi. Ho l’impressione che ci sia una sorta di relax, come se fosse tutto finito: non è così. In Sicilia e al Sud il picco deve ancora arrivare e sarebbe un peccato vanificare lo sforzo che cinque milioni di siciliani hanno fatto nelle settimane passate.”
Addirittura, per precauzione massima, parla di stare guardinghi ben oltre la data del 13 aprile, ipotizzata a Roma per cominciare ad allentare le maglie dell’isolamento familiare e casalingo, almeno fino al 20 aprile.
Del tutto condivisa la posizione del Presidente della Regione dal Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che dice: “Restiamo in casa. Non ci sono se e non ci sono ma.”
“Le norme regionali in Sicilia, più restrittive rispetto a quelle nazionali, restano valide e chiare: non è possibile fare attività fisica all’aperto, jogging o passeggiate, nemmeno con minori.
Non possiamo permetterci di abbassare la guardia adesso: sarebbe da incoscienti.
Tutti gli uomini e i mezzi delle Forze dell’ordine disponibili sono in strada per presidiare il territorio e ieri la sola Polizia Municipale ha controllato 97 persone, 25 attività commerciali, 37 soggetti in quarantena ed elevato 6 denunce; ma solo se ognuno continuerà a fare la sua parte ne usciremo presto.
Nessuna sfida è mai stata vinta fermandosi prima del traguardo”.
Riteniamo inutile e pericoloso ogni possibile dissenso sulle decisioni del Presidente della Regione, accolte in toto dal nostro Sindaco, decisioni, peraltro supportate da eminenti personaggi del mondo scientifico e medico, che considerano assurdo il rischio, ipotizzabile ma concreto, di una nuova impennata dei contagi, appena fossero allentate le restrizioni.
È un rischio che non si può correre, non possono essere 7 giorni di differenza una passeggiata all’aria aperta a cambiare i termini di una situazione di estrema emergenza.
