Dalle foto si aveva netta la sensazione che non poteva essere autorizzato l’evento svoltosi all’interno del Castello di Donnafugata, mancando le più elementari norme di sicurezza oltre che quelle di tutela del bene comunale esposto malamente ad un pubblico incontrollato.
Con un post sui social il consigliere comunale Peppe Calabrese fa sapere che la Questura avrebbe denunciato l’organizzatore dell’evento, per allestimento di una discoteca abusiva presso il Castello di Donnafugata
Scrive Calabrese: “La Squadra Amministrativa della Questura di Ragusa, a seguito di mirata attività di monitoraggio degli eventi che si svolgono nella provincia, finalizzata alla verifica del rispetto delle normative di sicurezza e della rispondenza ai requisiti di legalità, ha denunciato l’organizzatore di un evento svoltosi la notte di sabato 30 agosto presso la struttura e relative pertinenze del Castello di Donnafugata.
In particolare, è stato accertato che un evento finalizzato principalmente a performance artistiche ed ascolto di musica, con prevendita online e pagamento del biglietto all’ingresso, pubblicizzato anche sui social, di fatto si era trasformato in uno spettacolo danzante, con varie postazioni dj set, che ha fatto registrare la presenza di circa un migliaio di persone.
Tale attività di pubblico spettacolo non era stata autorizzata con la prevista licenza, che il Questore rilascia solo a seguito della verifica di tutte le prescrizioni di sicurezza, delle condizioni di agibilità e del rispetto delle norme antincendio e di montaggio di tutte le attrezzature tecniche.
Pertanto, avendo riscontrato violazioni di carattere penale e amministrativo, in particolare l’assenza delle licenze di pubblico spettacolo e di agibilità, l’organizzatore è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa.”
Ove le responsabilità degli organizzatori fossero accertate, occorre che siano accertate tutte quelle della macchina comunale, oltre ai possibili interessi di qualche assessore che avrebbe avuto, anche indirettamente, partecipazione all’organizzazione dell’evento, come si è vociferato ampiamente.
Occorre capire chi ha concesso l’autorizzazione per fruire della struttura del Castello, quali erano i termini precisi e chi era demandato ai controlli, se ci sono state pressioni di assessori presso gli uffici, oltre naturalmente a bandire certa gente dai rapporti con l’Ente comunale.
