Chi ci capisce è bravo, o, meglio, chi vuole capire capisca

di redazione
Ingorgo comunicazionale sull’approvazione di un Ordine del Giorno

I consiglieri di palazzo dell’Aquila non devono avere granché di fiducia nel mezzo di diffusione televisiva che trasmette la diretta delle sedute del civico consesso, come pure devono essere convinti che lo streaming sia sfruttato da poca gente, sia in diretta che in registrato.
E’ ormai consuetudine che, dopo le sedute, vengono diffusi comunicati su singoli specifici interventi dei consiglieri, quasi un voler sollecitare la pubblicazione, nel caso una redazione considerasse taluni interventi secondari per il resoconto della seduta.
Nell’attuale contesto del giornalismo fatto prevalentemente di comunicati stampa, spesso pubblicati con il sistema del copia e incolla, tanto da leggere gli stessi articoli su diversi organi di informazione, il comunicato del politico che riferisce ed enfatizza la sua attività consiliare è ormai prassi consolidata accanto ai normali comunicati che non mancano sugli argomenti all’ordine del giorno.
Abbiamo anche assistito a consiglieri si sono premurati, anche nottetempo, a fare proprie iniziative concordate con altri, inviando tempestivamente comunicati firmati e accompagnati dalla foto, dove, al massimo, era specificato, fra le righe che l’iniziativa era condivisa dai colleghi tizio e caio.
Non sarebbe strano che due atti di indirizzo, uno di un consigliere di opposizione e uno di consiglieri di maggioranza, fossero unificati e condivisi da tutti i firmatari.
Si resta perplessi, però, nel leggere i comunicati che non sono unitari ma, addirittura, appaiono in contraddizione e si soffermano su toni polemici che, in occasione di un atto condiviso, potrebbero essere evitati.
Riportiamo il tutto solo per rappresentare il clima che si vive all’interno della compagine consiliare di palazzo dell’Aquila, intenta, ancora dopo due anni dalla elezioni, a beccarsi in un clima da asilo infantile, in barba alle vere emergenze della città e dei cittadini.     
Questi i fatti:  due gli atti, un atto di indirizzo del consigliere Sonia Migliore e un Ordine del Giorno a firma Agosta, Spadola e Castro, sostanzialmente univoci nel chiedere l’applicazione, per il regolamento IMU 2015 dell’aliquota minima permessa dalla legge. Stesso obiettivo, stessa data di presentazione, per cui, all’atto dell’esame in consiglio, si ritiene opportuno unificarli in un Ordine del Giorno del tutto omologo, che viene firmato da Sonia Migliore, Massimo Agosta, Filippo Spadola e dal Presidente Giovanni Iacono. Nell’atto una ennesima firma, forse di uno dei due consiglieri indicati dalla Migliore nel comunicato, o Nicita o Tumino.

Tempestivo il comunicato di Sonia Migliore:

Ridotta all’unanimità l’aliquota IMU sui terreni agricoli.
Migliore: “Siamo riusciti a limitare i danni di una legge sciagurata, anche grazie all’appoggio della maggioranza”
“Il civico consesso ha approvato all’unanimità il mio ordine del giorno sulla diminuzione dell’aliquota Imu (da 0,76% a 0,46%) sui terreni agricoli per l’anno 2014, per questo non posso che esprimere la piena soddisfazione per un atto rivoluzionario in favore del nostro settore agricolo”.
Così dichiara Sonia Migliore a conclusione del Consiglio comunale.
“Ieri sera siamo riusciti – continua Sonia Migliore – ad arginare gli effetti negativi delle norme introdotte dal Ministero, lo scorso 28 novembre, che modificarono i criteri per l’applicazione dell’esenzione dell’ IMU sui terreni agricoli.
Da novembre, infatti, per la prima volta, l’Imu pesa anche sugli agricoltori. Portando l’aliquota a 0,46%, il minimo possibile concessoci dalla legge, abbiamo limitato sensibilmente l’impatto negativo sull’economia del mondo agricolo, un settore già fortemente in crisi.
E’ essenziale la portata di quest’atto, a tal punto che la stessa maggioranza, razionalmente e con coscienza, lo ha condiviso”.
La prima firmataria è Sonia Migliore, ma l’atto è stato congiunto e condiviso da Manuela Nicita, da Maurizio Tumino, da Massimo Agosta (M5S), che aveva presentato un suo ordine del giorno sulla stessa questione, poi ritirato, da Filippo Spadola (M5S) e Giovanni Iacono (Partecipiamo).
“Questo – conclude la Migliore – è l’atto principe di tutta una serie di iniziative, che, insieme alla collega Nicita e al Laboratorio politico culturale 2.0, abbiamo portato all’attenzione di questo Consiglio comunale e del Prefetto, come gli atti sulla viabilità rurale, sulla videosorveglianza rurale e sui rimborsi per i furti di rame, iniziative volte a tutelare un settore strategico come quello dell’agrozootecnia”.

Segue la dichiarazione dei consiglieri Agosta e Stevanato sull’approvazione dell’atto sull’aliquota dell’IMU agricola

DICHIARAZIONE AGOSTA E STEVANATO SU APPROVAZIONE ODG SU ALIQUOTA IMU AGRICOLA
Maggioranza e minoranze, queste ultime presenti con numeri risicati in aula, hanno comunque trovato un punto di sintesi rispetto la riformulazione dell’aliquota dell’Imu agricola.
Integrando un ordine del giorno del Movimento Cinque Stelle, con primo firmatario Massimo Agosta, e quello presentato dalla consigliera Sonia Migliore, ne è stato votato, nella seduta di ieri 7 maggio, uno unico a firma congiunta dei proponenti.
“L’ordine del giorno in questione – spiegano i consiglieri del Movimento Cinque Stelle – impegna l’amministrazione comunale ad applicare sull’Imu agricola l’aliquota minima, pari allo 0,46.
Tuttavia, nonostante la comunione di intenti registrata ieri in aula, è giusto compiere alcune riflessioni ad alta voce.
Innanzitutto, che di tutti i rappresentanti delle minoranze consiliari sono rimasti in aula soltanto quattro consiglieri, e dunque l’atto di indirizzo in oggetto è stato approvato grazie ai voti espressi dalla maggioranza consiliare, dunque M5S e dal Gruppo Partecipiamo, oltre a quelli dei pochi consiglieri di opposizione presenti.
A dimostrazione del fatto che è facile fare interventi in aula e comunicazioni pretestuose, salvo poi non riuscire a garantire la presenza in aula quando si tratta di assumere decisioni importanti che, come in questo caso, vanno incontro alle esigenze dei tanti cittadini possessori di terreni agricoli.
L’altra valutazione che ci sentiamo di compiere – hanno rimarcato i due consiglieri pentastellati – è di natura tecnica e temporale.
Il consiglio non farà in tempo ad approvare le nuove aliquote per la prima scadenza prevista il 16 giugno, pertanto abbiamo inserito nell’ordine del giorno l’indicazione per i contribuenti di pagare solo l’acconto per quella data e di saldare il conguaglio a dicembre.
Semmai ci sia qualche contribuente che preferisca versare la somma in unica rata per la scadenza di giugno, dovrà sostenere l’attuale aliquota allo 0,76 e poi si troverà  a credito nel prossimo dicembre.
A fronte di tale scelta per venire incontro ai contribuenti – hanno concluso i due consiglieri firmatari della nota – c’è da rilevare che lo Stato centrale ha ridimensionato i trasferimenti al Comune di Ragusa per una somma complessiva di un milione e 700 mila euro in materia dell’Imu agricola non incassata.
Gli incassi relativi all’anno appena trascorso, relativamente a tale imposta, ammontano a circa 400 mila euro e dunque mancano all’appello i restanti un milione e 300 mila euro che Palazzo dell’Aquila dovrà recuperare in altro modo non potendo contare sull’appoggio dello Stato.
Sembra quasi che il governo centrale abbia scaricato all’ente locale tutte le responsabilità in materia, inducendolo ad agire come esattore, piuttosto che da amministratore”.
Per dovere di cronaca si ritiene indispensabile puntualizzare alcuni particolari, forse derivanti dalla foga della diffusione tempestiva dei comunicati:
–        più volte rimarcata dalla Migliore la valenza dell’atto per il settore agricolo e gli agricoltori, entrambi fuori dalla questione IMU che non colpisce i conduttori di aziende agricole ma si rivolge solo ai proprietari di fondi agricoli. Quindi un’azione non rivolta al mondo agricolo e agli agricoltori già esentati dalla tassa, ma  ai proprietari terrieri in quanto intestatari di terreni, piccoli o grandi che siano.
–        nessun impatto sull’economia del mondo agricolo, nessuna tutela dell’agrozootecnia
–        poco opportuna la valutazione del numero dei componenti le opposizioni presenti in aula, poco decifrabile puntualizzare che l’atto è approvato con i voti della maggioranza e dei pochi consiglieri di opposizione rimasti in aula, quasi a rimediare ad un merito che poteva essere esclusivo ma è sfumato per scelte, forse, affrettate.
–        nel comunicato dei consiglieri del Movimento 5 Stelle si parla di indicazioni per i contribuenti che sarebbero state inserite nell’atto, ma che non compaiono in una fotocopia dello stesso
–        decifrabile, di contro, l’anticipazione del prossimo forzato recupero, da parte dell’amministrazione, della quota IMU agricola prevista dallo stato e come tale tagliata dai trasferimenti ma non realmente incassata dal Comune: si tratta della non indifferente somma di un milione e trecentomila euro che, forse, graverà, sulla collettività tutta, mentre ora ci si è preoccupati di salvaguardare l’élite dei possessori di terreni agricoli. 

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