Chiusura dei supermercati nei festivi: non sempre è la scelta giusta

Altre due giornate festive consecutive, quelle del 25 e 26 aprile, con le quali dovranno fare i conti i cittadini per gli approvvigionamenti alimentari.
Non sono più i giorni dell’inizio emergenza, quando si temeva di trovare gli scaffali vuoti, l’assalto e le file all’esterno dei super mercati sono ridimensionati, ma la chiusura di due giorni consecutivi, alla quale la gente non è più abituata, potrà provocare le solite file all’esterno dei supermercati, verosimilmente anche in presenza di condizioni meteo ideali, senza dire che fare stare in piedi gente anche di una certa età, non è l’ideale.
In molti punti vendita non c’è nemmeno il distributore del numero elimina fila che permetterebbe di attendere il turno comodamente seduto in auto, anche al riparo delle intemperie.
Anche su queste problematiche è intervenuto, con i suoi modi coloriti, il sindaco di Messina che si è rivolto al Presidente della Regione, Musumeci, scrivendo di “Incompetenza amministrativa” e di “necessità di modificare le norme, per evitare due giorni consecutivi di chiusura il 25 e 26 aprile, generando ingiustificati assembramenti nei supermercati”
Legittime saranno le rimostranze dei dipendenti dei supermercati, sottoposti, in questo periodo, ad uno stress lavorativo del tutto eccezionale e potrebbe essere opportuno che la gente si abituasse alle nuove condizioni imposte dall’emergenza.
In ogni caso, dovrebbe finire questo balletto di decreti, di ordinanze e di norme che, poi, vengono modificate ad ogni minima sollecitazione.
Si allarga, si stringe, si tentenna e si è indecisi anche per norme semplici come quella del cibo a domicilio, per la quale, alla fine, il Presidente della Regione ha modificato il suo precedente dettato.
Da evitare anche le disposizioni dell’ultimo momento, come quella dell’orario di chiusura posticipato alle ore 23, rivelatasi del tutto inutile perché non osservata da tutti i punti vendita e poco sfruttata dalla gente.
Sarebbe ora di finirla con questo teatrino delle conferenze stampa riprese dalle televisioni e mandate sui social per annunciare minime modifiche alle restrizioni, si abbia l’autorità di imporre delle scelte da far rispettare, ancorché non condivise, se consigliate dall’emergenza e dagli esperti, si vieti il balletto degli interventi autonomi delle autorità locali che, per mettersi in mostra davanti ai cittadini, allentano o stringono la cinghia a piacimento: siamo già in ambasce per capire se sono preminenti le decisioni del governo centrale o di quello regionale, evitateci la babele delle norme comunali, indipendentemente se le scelte e le decisioni sono più o meno condivise.

Ultimi Articoli