Posizione forte assunta da Ciccio Barone, assessore al Turismo della Città di Ragusa, che si è attivato dopo aver appreso delle farneticanti dichiarazioni del critico d’arte Daverio al giornalista della trasmissione ‘Le IENE’.
Riservandosi di creare un coordinamento fra i colleghi assessori del territorio, per azioni di protesta forti, in primis contro la RAI, per lo scandalo della votazione per il Borgo più bello d’Italia, Barone pensa di chiedere, in forma bonaria, un adeguato ristoro alle trasmissioni interessate per il danno di immagine creato alla Sicilia.
Ancora una volta Ciccio Barone è protagonista su cose concrete e mostra di avere le idee chiare su quello che si deve fare. Si è messo già in contatto con l’assessore regionale al turismo e ha ottenuto la condivisone di importanti associazioni e organizzazioni di categoria che lo appoggiano in una iniziativa a difesa del territorio, non solo comunale, ma del sud-est e della Sicilia tutta.
L’assessore Barone sta preparando due missive, una da inoltrare alla Rai, agli uffici competenti, per ottenere la giusta considerazione, con opportuni chiarimenti, sulla vicenda della votazione per il Borgo più bello d’Italia, questione per la quale c’è anche l’interessamento del Presidente della Commissione parlamentare della Vigilanza RAI. Un’altra per i redattori della trasmissione Le iENE che hanno accolto le risposte di Daverio per la questione venuta alla ribalta, contenenti deliranti considerazioni sulla Sicilia, sui siciliani e sulle eccellenze siciliane, nella quale si invitano gli stessi a venire sul territorio per un servizio che possa mettere in risalto le assurdità pronunciate dal critico con il farfallino.
Come si ricorderà, la votazione con il televoto per il borgo più bello d’Italia aveva visto prevalere Palazzolo Acreide, ma l’esito è stato sovvertito completamente dal giudizio della giuria, presieduta da Daverio, che, si scopre dopo, è cittadino onorario del borgo vincente e in odore di incarichi di consulenza presso lo stesso piccolo comune dell’Emilia.
Lo scandalo venuto alla ribalta mina la credibilità delle trasmissioni RAI e mette in condizioni di una ferma protesta, ancorché la stessa potrà difficilmente sovvertire l’esito della gara.
Ma le dichiarazioni di Daverio alle IENE non consentono alcuna tolleranza per un personaggio che, come minimo, deve essere allontanato dalle trasmissioni dell’ente di Stato.
Bene ha fatto l’assessore Barone a farsi interprete del sentimento di sdegno e delusione di quanti hanno a cuore le sorti della nostra terra, prendendo l’iniziativa per azioni che possano restituire la giusta considerazione alla Sicilia.
All’azione dell’assessore Ciccio Barone fa eco l’intervento dell’onorevole nino Minardo che ha diramato la seguente nota, dopo aver inoltrato una apposita interrogazione parlamentare sulla vicenda:
On. Nino Minardo: False etichette che impoveriscono la Sicilia. Daverio chieda scusa pubblicamente.
Dichiarazioni inqualificabili quelle del giornalista Philippe Daverio, non degne di uno storico dell’arte, docente, saggista, politico, così come descritto da Wikipedia.
Come può questo signore che lavora per la Tv pubblica offendere in modo così spudorato la Sicilia?
Sulla vicenda che definisco surreale, proprio perché scaturita dalle parole di un intellettuale, ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti su quanto accaduto in questi giorni relativamente al concorso Rai “Il Borgo dei Borghi” e sui motivi per i quali la Tv di Stato permetta ad un suo dipendente di offendere in modo così oltraggioso una terra che peraltro il Signor Daverio conosce bene, dove ha lavorato, ha insegnato ed è stato pagato con i soldi dei siciliani che ora ha offeso nella loro dignità sia per quanto attiene i costumi e le tradizioni, sia per quanto attiene la capacità intellettiva di ognuno.
La Sicilia non è assolutamente quella rappresentata da questo signore e lo sappiamo tutti e credo lo sappia anche lui.
Ha delineato una immagine oltraggiosa e lesiva di una terra ricca di storia, di cultura, di tradizione e crocevia di antiche civiltà. Si rispetti la sua storia e il suo presente.
Pretendiamo scuse pubbliche dal Signor Daverio e le accettiamo volentieri.
Non si accettano, invece, false etichette che impoveriscono la Sicilia.
On. Antonino Minardo
Modica 28 ottobre 2019
