CNA e Sicindustria fanno appello alla Presidente della Provincia per salvare l’aeroporto di Comiso, come raccomandare la pecora al lupo

Gli elementi per fare dell’aeroporto l’argomento di discussione ideale da spiaggia, mentre le mamme spalmano crema solare sulle spalle dei bambini, ci sono tutti.
Si discute sempre sul nulla, senza voler mettere al primo posto il ruolo della SAC, prima come “padrona” dell’aeroporto, e poi come fiamma ossidrica atta a polverizzare ogni minima potenzialità dello scalo ibleo che potrebbe minare gli interessi dell’aeroporto di Catania.
E c’è un dato che non si può negare, l’aeroporto di Comiso serve ai catanesi per rendere più succulento il piatto della privatizzazione di Fontanarossa, se così non fosse, sarebbe logico disfarsene, come molti sognano.

Amenità pura la richiesta di CNA e Sicindustria Ragusa, alla Presidente del Libero Consorzio, per un incontro per fare il punto sull’aeroporto: tralasciando che la Presidente è Sindaco di Comiso, quindi colei che, a voler essere buoni, ha assistito impotente al suo declino e tramonto, che, nella sua qualità di componente del CdA SAC, con un quota inferiore all’1%, ha sempre difeso l’operato della SAC e ha escluso ogni tentativo di scindere, ove fosse possibile, ogni rapporto con la Società Aeroporto di Catania.

A cosa serve un incontro, ammesso che venga convocato? Sarebbe solo un carosello di ipocrisie, di bon ton istituzionale, buono solo per sformare un comunicato stampa dove tutti saranno fiduciosi per il futuro dell’aeroporto.
Perché tutti vogliono far mostra di confidare nel nuovo ruolo della sindaca di Comiso, come se la poltrona di viale del Fante l’avesse dotata di poteri taumaturgici, dopo che anche nelle ultime settimane si è potuto constatare l’assoluta inerzia anche di fronte agli ultimi avvenimenti?
Per i rapporti con le società di navigazione, per il cargo, per i bandi di gara, per l’autorevolezza che sarebbe stata necessaria, si è potuto accertare che l’aeroporto, anche per quanti hanno occupato le poltrone di SOACO e di SAC, ha costituito il festival dell’incompetenza, dell’inadeguatezza e delle scarse capacità politiche di gente che è stata là solo per arricchire il proprio biglietto da visita.
Con l’aeroporto si sono divertiti i partiti, dai comunisti che lo hanno creato e tenuto stretto come un giocattolo ai sindaci che favorivano le gare di auto sulla pista vuota, nessuno ha capito la stranezza del fatto che nessun politico locale, nessun partito, ha voluto mai prendere in mano la patata bollente.
E quando uno dei politici più seri che abbiamo a disposizione, ha cercato di salvare l’aeroporto con il cargo, ancorché con gli sbocchi tutti da verificare, sembra che tutti abbiano frenato l’iniziativa.
Quanto mai sintomatico l’episodio Aerolinee Siciliane, se c’è qualcuno che si offre di mettere a disposizione aerei per portare i passeggeri dove vogliono, SAC dovrebbe essere felice, invece si nega l’autorizzazione a volare da e per Comiso, addirittura il sindaco di Comiso, l’attuale presidente della Provincia, nega anche gli spazi inutilizzati dell’aeroporto, che non sono nemmeno di competenza della SAC, per permettere l’insediamento di un grosso centro di assistenza per aerei, che avrebbe potuto attrarre utenza da tutto il Mediterraneo.
Perché non si chiede alla Schembari il motivo di tale rifiuto, se lo sa o se lo vuole spiegare?

Surreale sembra anche l’intervento del capogruppo PD al Consiglio comunale di Comiso, Gigi Bellassai, che fra tante considerazioni ne fa una del tutto condivisibile: “C’è stato un declino annunciato, al quale si è risposto con inaccettabile inerzia istituzionale, si tratta di una crisi di sistema che parte da lontano.”
Da politico navigato, se la prende con i governi nazionale e regionale, ma nemmeno i governi nei quali era presente il PD hanno fatto qualcosa per l’aeroporto di Comiso.
E, in particolare, da maestro del bon ton istituzionale evita di tirare in ballo le azioni e le strategie ultime del sindaco di Comiso, meno che mai chiede una commissione di indagine interna al comune di Comune per verificare e rendere noti tutti i passaggi che hanno portato all’attuale situazione.
Bellassai si intestardisce anche a chiedere una cabina di regia dove siano presenti Comune di Comiso e SAC, ipotesi che lascia inebetiti, per uscire dalla crisi servirebbe solo sapere se l’aeroporto può uscire dalle maglie della SAC e, sarebbe bene, anche da quelle del Comune per quanto riguarda le strategie di gestione, visti i risultati.
Tutto gira attorno ai diritti acquisiti della SAC, è chiaro come sia la palla al piede dell’aeroporto, l’aeroporto potrà decollare solo senza palle ai piedi.
Irreali sembrano anche le ultime due considerazioni di Bellassai: mirare a nuovi incentivi dopo il quasi certo fallimento dell’utilizzo dei tre milioni della Regione e dei tre della Provincia, lascia perplessi, se non interdetti,
pensare a infrastrutture per il territorio, che si potrebbero concretizzare solo fra diversi anni, o alla promozione unificata del territorio del sud est, significa solo sognare, a essere buoni.
L’unica soluzione, che potrebbe portare benefici immediati, è quella di mandare molta gente a casa, ma, si sa, è più difficile che far decollare l’aeroporto.

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