Oggi, in città, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, con Territorio che, però, non fa parte delle forze politiche presenti in consiglio comunale, rappresentano le uniche forze di opposizione all’amministrazione Cassì che raccolgono le diverse istanze provenienti dalla collettività per esigenze diverse.
Per una incisiva azione di opposizione, considerata anche lo scarso impegno delle altre forze presenti in consiglio, alcune delle quali quasi organiche all’amministrazione, serve un’azione congiunta maggiormente raccordata, in ossequio alla prevalente linea delle strutture regionali.
Serve, soprattutto, la consapevolezza dell’esigenza di strategie opportune per raggiungere gli obiettivi.
Ultimamente, a proposito della questione sicurezza in via Ettore Fieramosca, sollecitata dal consigliere Sergio Firrincilei, che ha allegato una petizione di 500 firme di residenti della zona, avevamo significato come la strategia del consigliere potesse sembrare una lotta contro i mulini a vento.
Lo avevamo scritto, a proposito del comunicato: “chi capisce bene come ormai vanno le cose, sa già che sindaco e assessore al ramo faranno spallucce, per nulla impressionati dal numero delle firme….” e ancora avevamo aggiunto: “Non pensiamo che a palazzo dell’Aquila non riescano a dormire per le 500 firme, piuttosto il sindaco ci dirà che, presto o tardi, arriverà la metroferrovia e il traffico scomparirà come per incanto…”
Non ci siamo sbagliati, questa la nota dell’assessore Giuffrida in risposta al capogruppo pentastellato:
Dichiarazione dell’assessore ai Lavori Pubblici Giuffrida su via Fieramosca
“Come chiarito in Consiglio comunale – dichiara l’assessore Gianni Giuffrida – la realizzazione dei marciapiedi nel tratto finale di via Ettore Fieramosca rientra nella progettazione delle opere di interconnessione della metroferrovia previste dal bando Periferie.
L’iter è attualmente in corso con le necessarie indagini geologiche. Mi stupisco quindi di come il consigliere Sergio Firrincieli pare non esserne a conoscenza, visto che l’incarico progettuale, comprensivo dei marciapiedi e delle opere di messa in sicurezza, è stato pubblicamente affidato lo scorso 5 maggio.
Già quando sono stati eseguiti i primi, importanti, interventi in zona, con la rotatoria all’ingresso dell’Ospedale che ha risolto una situazione di pericolo che si perpetuava da anni, e i due interventi di pavimentazione lungo via Fieramosca, arteria stradale ormai fondamentale, abbiamo ribadito che il progetto sarebbe stato completato, come infatti sta accadendo.
È prevista, infatti, la creazione di un’altra rotatoria per mettere in sicurezza l’attuale svincolo di Catania, di una strada con corsie separate, di un sottopasso e dei relativi marciapiedi. Non appena ci sarà presentato il progetto esecutivo andremo in gara.
Verrebbe quindi da pensare che il consigliere grillino Firrincieli o non conosca i progetti per la zona e i relativi atti ufficiali già pubblicati, o voglia intestarsi interventi già avviati così da poter ambire a future rivendicazioni. È giusto quindi che i cittadini che hanno sottoscritto la petizione conoscano la realtà dei fatti. Alla luce degli interventi già effettuati, non credo ci possano essere dubbi su quanto consideriamo importante quell’area di ingresso alla città e di collegamento al Giovanni Paolo II”.
In effetti sono previsti importanti interventi in zona, ma tutti afferenti al progetto metroferrovia, che potranno arrivare anche fino alla rotatoria dell’Interspar, ma, in risposta alla petizione, che forse non viene considerata degna di importanza, è solo fumo negli occhi, ancorché non irritante e quasi beneaugurante per il futuro della zona.
Interventi che vedranno la luce fra mesi, se va bene, e la conclusione non prima di due o tre anni, non rispondono alle esigenze di sicurezza della strada, esigenze che arrivano, almeno fino alla rotatoria, dove si trovano l’interspar e la farmacia del quartiere.
La zona, già attraversata dalla provinciale per Santa croce Camerina, ha visto un notevole incremento del traffico dopo l’apertura del nuovo ospedale, per cui sarebbero urgenti interventi che, almeno mettano in sicurezza i pedoni, con adeguata segnaletica, orizzontale e verticale, e costanti controlli per l’eccesso di velocità.
Quando sarà in funzione la metroferrovia, forse non si potranno usare più usare le automobili.
Alla nota dell’assessore Giuffrida, replica così il consigliere Firrincieli:
“Il progetto che nessuno ha visto sarà realizzato, se tutto va bene, tra almeno quattro-cinque anni. e nel frattempo che facciamo? la lasceremo così questa trappola mortale per i pedoni?”
“La risposta dell’assessore Giuffrida in Consiglio comunale sulla messa in sicurezza di via Ettore Fieramosca non mi sta bene. E per un semplice motivo. Si parla di un iter ben preciso che ha a che vedere con la realizzazione del sottopassaggio di Cisternazzi, un chilometro più avanti dell’area in questione, e le opere di interconnessione alla metroferrovia. Progetto che, attenzione, è ancora in fase di studio e che né il sottoscritto né chiunque altro ha potuto vedere e che a dire il vero non ci interessa vedere neanche per appurare se il tratto di strada in questione sarà effettivamente considerato.
Quindi, intanto rigetto al mittente le illazioni ventilate dall’assessore sulla presunta malafede del sottoscritto nel presentare l’atto. D’altro canto, e per fortuna i cittadini hanno avuto modo di verificarlo, chi parla di promesse e buone intenzioni per la città senza mai concretizzarle non è il sottoscritto.
Ma, comunque, volendo concedere all’assessore il beneficio del dubbio, torniamo al punto: bene che vada ci vorranno almeno altri 4/5 anni(?) perché tutto questo accada.
Nel frattempo, che cosa racconterà la Giunta Cassì ai cinquecento cittadini che hanno firmato la petizione? Che la strada continuerà a rimanere una trappola mortale per tutto questo tempo? Non ci stiamo, non ci sta il sottoscritto, non ci stanno i cittadini”.
È quanto afferma Sergio Firrincieli, capogruppo del Movimento Cinque Stelle al Consiglio comunale di Ragusa. “E poi – aggiunge – mi viene da fare questa riflessione. Considerato che l’attuale amministrazione si è specializzata nelle opere sperimentali, dalla pista ciclabile, giusto per fare qualche esempio, tra Marina e Casuzze alla rotatoria di via Di Vittorio, perché non fare lo stesso con via Ettore Fieramosca in attesa che il progetto di cui parla Giuffrida decolli e trovi attuazione?
Quindi, intanto ripavimentiamo l’ultimo tratto di via Fieramosca, in via sperimentale; tanto poi il tappetino nuovo, così come accaduto in via IV novembre per la posa dei cavi degli impianti tecnologici, potrà essere tranquillamente scarificato e rifatto quando il progetto arriverà al dunque.
Inoltre, se non vogliono realizzare i marciapiedi si creino le strisce gialle per delimitare il fine carreggiate e si applichino dei paletti biancorossi per circoscrivere in via ulteriore il transito dei pedoni.
Si garantisca poi un passaggio in sicurezza nell’area della rotatoria e, a questo punto, rilanciamo fino alla rotatoria di via Cartia. Non servono scuse, né slittamento delle opere. Chiediamo solo che questa opera non sia secondaria a nessuna. Ed è inutile che l’amministrazione ci continui a prendere in giro con le parole. Il problema va risolto subito, ora, non tra cinque anni ammesso che tutto vada secondo previsione”.
