Comitato Articolo 32, da sinistra l’ennesima voce nel deserto sulla sanità locale

Come tante espressioni che ideologicamente si rifanno ai principi della sinistra storica, anche Comitato Articolo 32, che si occupa prioritariamente, se non esclusivamente, di sanità e di salute pubblica, secondo il dettato della Costituzione.
Purtroppo, come avviene, per esempio, per gli ambientalisti, soprattutto da noi, nel meridione, dicono cose bellissime, ma sono poco rappresentati, non hanno, quanto meno, consiglieri comunali, meno che mai deputati regionali o nazionali.
E, sulla base dei principi di democrazia, sanciti proprio dalla Costituzione, perdono di efficacia le battaglie, portate avanti, assumono importanza solo quelle di denuncia per violazioni delle leggi.

Questa volta, l’occasione di un intervento di Comitato Articolo 32 è data da un breve servizio su una televisione nazionale, su alcuni aspetti della sanità a Ragusa, un servizio deludente che, secondo noi, non ha provocato nessun clamore se non per il fatto che, proprio noi di Ragusa, ne sapevamo di più di quello che è stato detto, o, meglio non è stato detto dagli intervistati.
Ci sono, di certo, criticità nella sanità locale, ma occorre dire che molte sono ascrivibili a criticità nazionali, da tempo agli onori della cronaca.
Il problema di fondo è quello dei fondi della sanità, che diminuiscono sempre di più, ma da sinistra nessuno propone di spendere meno soldi per le armi all’Ucraina, per gli armamenti in generale, per gli immigrati, come nessuna voce si leva contro i 5 Stelle per le devastanti politiche dei bonus edilizi, i cui ingenti fondi sarebbero stati oro per la sanità italiana.

Il Comitato Articolo 32 evidenzia che le gravissime criticità della nostra Asp, evidenziate da oltre 6 mesi, sono anche più gravi di quelle evidenziate e che molte di queste, inspiegabilmente, ancora non sono state rese pubbliche
Per il momento Comitato Civico Articolo 32, a breve, comunicherà alla stampa ed alle Istituzioni atteggiamenti dal tono intimidatorio e la inaccessibilità .ad alcune prestazioni sanitarie essenziali.
Attendiamo con fiducia, ma alla luce di quello che è scritto, sarebbe meglio andare oltre e denunciare alle autorità competenti, dal momento che si parla di abusi e disservizi, con offese alla dignità degli utenti.
Quanto alle condizioni di lavoro gravose e alle retribuzioni inadeguate si scivola in un altro campo, peraltro sempre afferente alle politiche nazionali, in un contesto di livellamento delle retribuzioni,bandiera dei tanti governi di centro sinistra che hanno dominato, in Italia, fino a poco tempo fa.

Di certo, si avvertono, come sottolinea il dr Gugliotta presidente del Comitato Civico Articolo 32, le diseguaglianze tra coloro che possono ricorrere alla sanità privata e coloro che sono costretti a rinunciare alle cure. “Ormai sono violati tutti i principi costituzionali che saranno ulteriormente travolti dalla cosiddetta autonomia differenziata.”

Ritornando al servizio televisivo, dal Comitato Articolo 32 trovano conferma a un desolante panorama di sciatteria organizzativa, saccheggio di risorse pubbliche e penoso scaricabarile tra i diversi dirigenti delle varie strutture.
Giudizi che vanno ridimensionati perchè le discrasie organizzative non sono poi così eclatanti, il saccheggio di risorse pubbliche dovrebbe essere provato, analiticamente, prima ancora di essere denunciato, non si può fare di tutta l’erba un fascio per il penoso scaricabarile fra dirigenti delle varie strutture dell’ASP, per il singolo caso di avventate plateali denunce di un direttore sanitario all’indirizzo degli uffici tecnici dell’Azienda Sanitaria, denunce che, per il suo ruolo, avrebbe dovuto fare prima.
Peraltro, il servizio è stato estremamente lacunoso, si parla di due TAC ferme, qualcuno risponde solo per quella nuova, il vertice dell’Azienda sorprende con l’annuncio che, nelle stesse ore, la TAC nuova è attivata, piuttosto, sul discorso dell’adeguamento dei locali alle norme antincendio e alle relative autorizzazioni, si sarebbe potuto chiedere al Direttore Sanitario del nosocomio modicano se tutta la struttura è a posto sotto questo aspetto.

Da tempo, il Comitato inoltra graditi comunicati sull’argomento sanità, ma non abbiamo letto di rilievi sul personale del 118, sulla mancata completa attivazione del reparto di neurologia e della stroke unit al ‘Giovanni Paolo II’, come da sentenze del TAR, sulla lentezza dell’ampliamento della terapia intensiva al ‘Giovanni Paolo II’ alle gravi carenze di personale all’interno di diversi reparti nei diversi ospedali del territorio, non ultima la delicata situazione della Medicina di Vittoria che ha visto scendere l’organico dei medici da 8 a tre unità, praticamente un reparto da chiudere.

Quanto alle dichiarate forme di ostruzionismo nei confronti dei volontari del Comitato, da parte degli Uffici ASP, per le richieste di accesso ai servizi, se ci sono precisi rilievi dei legali, si deve procedere, senza indugio, a precise denunce, anche per la pervicace strategia di boicottaggio

Ci delude, molto, il finale del comunicato, dove, ritenendo il rapporto tra azienda e cittadini organizzati unilateralmente ostacolato, si auspica che le autorità del governo regionale riconsiderino le scelte, sui vertici dell’Asp.
Non solo consideriamo eccessiva e infondata la valutazione negativa nei confronti del vertice dell’ASP, che non può essere causa di tutti i mali della sanità locale, per la troppo recente nomina, peraltro con l’attuale limitata funzione di commissario, anzi consideriamo la scelta dell’attuale come rara espressione di competenza specifica e professionalità per il ruolo, ma vorremmo rivolgere una riflessione all’indirizzo del Comitato Articolo 32: con l’attuale situazione politica, con l’attuale governo regionale, un avvicendamento ai vertici dell’ASP su quale base potrebbe rivelarsi una inversione di tendenza per le politiche sanitarie, dal momento che sarebbero le stesse le linee e le strategie di scelta da parte della stessa politica e degli stessi personaggi?

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