Il consigliere Nicastro, a Vittoria, scatena reazioni esagerate, ma la cosa lo ricarica

Tutto il mondo è paese, ci lamentiamo a Ragusa del teatrino della politica, ma anche a Vittoria non scherzano, le reazioni sono spesso esagerate e lasciano trapelare, spesso nervosismo che denota come spesso la critica politica colpisce nel segno.
Il recente rimpasto operato a Vittoria dal sindaco Moscato è stato considerato dal consigliere Nicastro, oggi appartenente al PD renziano, nel contesto di una normale attività di opposizione politica, un gettare la maschera del civismo attraverso la quale si erano boicottati i partiti tradizionali per tornare ai consueti e collaudati equilibrismi della vecchia politica, fra le sigle che contano.
Del resto, anche quassù sulla montagna, nel capoluogo, chi ha simpatizzato da una vita per determinate parti politiche, segnatamente per la destra e il centro destra, non si era illuso che a Vittoria avevano deciso di eliminare dalla mente questa area politica.
Era solo questione di tempo e si sapeva che, prima o poi, si sarebbero rispolverati i vecchi distintivi e le bandiere.
Ma le critiche di Nicastro non sono state gradite dal consigliere Salvo Sallemi che ha difeso, in maniera incondizionata le scelte del sindaco Moscato, in riferimento, soprattutto, ai nomi della cui solerte e costruttiva azione si dice certo.
E non manca di lanciare una stilettata al consigliere Nicastro che definisce funambolo del trasformismo, basito dalle sue dichiarazioni.
Sallemi addebita le esternazioni del nuovo punto di riferimento del PD cittadino al disorientamento del quale lo stesso sarebbe vittima per i numerosi cambi di casacca, effettuati negli ultimi anni e che cita con certosina precisione.
Da Forza Italia al PDL, sempre in opposizione al PD, poi con Ciccio Aiello, e finalmente al PD, dopo un passaggio nel gruppo misto.
Sallemi paventa il rischio che Nicastro possa finire nelle file di qualche partito di riferimento della maggioranza regionale, tradendo la paura che attanaglia diversi esponenti di destra che mal sopportano l’idea che renziani e azzurri possano convolare, se non a nozze, ad una piacevole convivenza, evento che dovrebbero comunque sopportare perché la destra, senza Berlusconi, almeno per il momento si mantiene su percentuali ad una cifra, salvo isolati casi dove vive autonomamente di luce propria, ma non è il caso di Vittoria.
Eccessivo, poi, la reazione stizzita alle considerazioni di Nicastro sulla malcelata presenza di gruppi politici all’interno delle formazioni civiche in consiglio o a sostegno della giunta cittadina, come poco opportune politicamente, anche se ineccepibili, ci sembrano le considerazioni sull’inesistenza dell’obbligo del sindaco di comunicare al consiglio la volontà di operare rimasto in giunta.

Ma il consigliere Nicastro non è tipo da lasciarsi intimidire e, anzi, le critiche lo ricaricano, tanto da diffondere una controreplica che già dal titolo è tutto un programma e che riportiamo integralmente:

Fuorvianti e puerili le dichiarazioni del collega Sallemi

La verità quando viene detta fa male.
Rimango basito da certe dichiarazioni del collega Sallemi che, nonostante il Sindaco abbia dichiarato di aver dato un taglio nettamente politico alla giunta, abbandonando il progetto civico presentato ai cittadini durante le elezioni comunali, ancora oggi, si nasconde davanti alla realtà politica e non civica .

Parto col presupposto che da parte mia non vedo nulla di strano se una persona sposa un progetto politico. Sia chiaro, nulla di personale con il collega Sallemi o con gli altri avversari politici, ma una cosa è certa, che la “Coalizione Civica” del Sindaco contro i tanto boicottati partiti politici durante la campagna elettorale del “Cambiamento” era tutta una bugia, un escamotage per nascondere ai cittadini la loro identità di estrema destra per paura di perdere le elezioni.
Bastava dirlo, non c’era nulla di cui vergognarsi.

Ad ogni modo prendo atto della reazione del Consigliere Sallemi, tipica reazione di chi viene smascherato e di quanti hanno vinto le elezioni travestiti da gruppi civici.
Eppure, ci sono avvenimenti sui social ed eventi che lo ritraggono nelle campagne di tesseramento con Fratelli d’Italia o, addirittura, come accompagnatore dell’on Meloni ai comitati contro le aste giudiziarie e al Mercato Ortofrutticolo.
Forse il collega Sallemi starà cercando di capire in quale partito politico collocarsi, visto che gli altri colleghi consiglieri hanno già (anche se a scoppio ritardato) preso posizione politica, ma si sa’, c’è chi ha il coraggio di prendere subito la propria posizione politica, mettendoci la faccia e c’è chi lo vorrebbe fare attraverso alcune mosse o mezzucci confusionari, che magari passano inosservati agli occhi del popolo.

Trovo assolutamente fuorvianti e puerili le dichiarazioni del collega Sallemi quando parla di cambi di casacca o del mio excursus politico.
Forse il collega Sallemi dimentica che la colazione in cui sono stato eletto, a differenza della loro, era costituita anche da partiti politici.
Fin dal primo giorno, ho avuto il coraggio di dichiarare di credere in un partito moderato e riformista, a differenza sua che non ha reso noto ai cittadini a quale soggetto politico appartiene data la passerella con l’On.Meloni, a meno che non si sia dimesso da Segretario Provinciale di Fratelli d’Italia e i cittadini, come al solito non ne sanno nulla, quindi l’ennesimo giochino al nascondiglio, con il classico mezzuccio mediatico utile a nascondere la sua appartenenza partitica.
Sulla mancata comunicazione in Consiglio dell’imminente rimpasto da parte del Sindaco, volevo comunicare al collega che sappiamo benissimo che, né il Sindaco né tantomeno il Presidente del Consiglio Comunale sono obbligati a comunicare il rimpasto, semmai sarebbe stato solamente un modo più corretto avvisare anche il Consiglio Comunale, nel rispetto delle Istituzioni, indipendentemente dal regolamento.
Invito, pertanto, il collega Sallemi a leggere bene i comunicati onde evitare inutili polemiche.

Infine, ai nuovi Assessori rinnovo i miei Auguri di buon lavoro nell’interesse della Città di Vittoria e per il bene della collettività, che fino ad oggi si è vista abbandonata dagli Amministratori.

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