Coro di critiche per le docce a pagamento, il post di Giambattista Veninata

Occorre una buona dose di onestà intellettuale e si deve riconoscere che molti trovano condivisibile la scelta degli amministratori di Palazzo dell’Aquila di far pagare 20 centesimi per 35 secondi di acqua dalle docce sulle spiagge di Marina di Ragusa.
L’apparato di comunicazione del primo cittadino non serve, tanto che di queste voci positive sull’iniziativa ne circolano poche, non si riesce nemmeno ad orchestrare, come avviene per altre faccende, una normale condivisione di un post che, ancora nel momento in cui scriviamo, manca.
Se poi, ci vengono a dire che c’è altro a cui pensare, lo si poteva applicare anche alle docce a pagamento.
Ci ritroviamo, allora, con una serie di commenti e di riflessioni sull’iniziativa, tutte negative.

Risalta il post di Giambattista Veninata, già assessore al bilancio della giunta Chessari, un politico raffinato, di grande cultura, discendente di una delle famiglie più illustri di Ragusa, i Lupis, eccellenze di un tempo, non solo politiche, un socialdemocratico DOC che vanta amicizie e vicinanza a personaggi del calibro di Giorgio Chessari e di Gianni Battaglia.
Duro il post che ha vergato, oggi, sulla questione docce a pagamento:

“Siamo in piena emergenza a causa del coronavirus e qualcuno al Comune di Ragusa pensa di avviare una procedura per affidare in appalto la gestione delle docce a Marina di Ragusa, in vista della prossima stagione estiva.
In sostanza, con la previsione del pagamento per il servizio, privatizzando le docce comunali ad esclusivo vantaggio della ditta aggiudicataria e a totale svantaggio dei cittadini.
Cioè, a scapito della collettività.
Questo è assai discutibile, per non dire altro, e stupisce che i nostri Amministratori non sembrano averne piena contezza.
Ma questo è il merito della questione.
C’è forse qualcosa di più discutibile.
È questo il momento per dedicarsi alle docce di Marina di Ragusa?
O a qualcuno è passata per la testa la strana idea che proprio, data l’emergenza, si può fare senza ritegno quello che si vuole?”

Per le opposizioni, dopo il blando comunicato dei consiglieri democratici, anche i 5 Stelle restano in silenzio e affidano al consigliere Gurrieri una nota che chiede il ritiro del bando.
Non solo perché l’attenzione è rivolta altrove, ma anche perché una decisione, che risulterà impopolare, evidenzia benefici in larga misura per il titolare dell’appalto.
Tralasciando l’analisi dei tecnicismi del bando, contorti per sua natura e resi, ancor di più, di difficile comprensione dal Gurrieri, emergono le riserve per un bando da partecipare in pieno isolamento, a meno che i gestori di docce a mare risultino fra le categorie esentate dal DPCM.
Una iniziativa che non sarà gradita ai ragusani che non ammettono nemmeno le linee blu o il parcheggio pluripiano, preferendo, piuttosto, lasciare l’auto in sosta vietata.
Anche perché si parla di obolo, ma nessuno riflette sul fatto che fra bambini al seguito, materassini, secchielli, salvagente, canottini, canoe e varie non si tratterà solo di 20 centesimi per il fabbisogno di una famiglia.
Senza dire che la doccia a pagamento può disincentivare la frequentazione delle spiagge di Marina, a favore di altre del litorale provinciale.

Ci sono anche pareri positivi sull’iniziativa, per il contenimento del consumo idrico, per la possibilità di avere un servizio efficiente, ma, a questo proposito, è chiaro che tutto dovrà essere perfetto, a cominciare dalle pedane che debbono essere sempre integre e pulite e dall’erogazione idrica che deve risultare ideale in tutte le 20 docce contemporaneamente aperte.
Altrimenti tutto finirà in una risata.

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