Finalmente una seduta densa di contenuti che ha offerto numerosi spunti di riflessione, tutti degni di essere ‘cantati’
Siamo stati in aula fino alle 2.30 della notte fra il 24 e il 25 gennaio, quando come, come bambini estasiati, abbiamo visto decollare l’aereo con i proventi della tassa di soggiorno. Anche questa è fatta, avranno pensato Federico Piccitto e Stefano Martorana, un altro propedeutico per il bilancio è passato e, di questi tempi, non è cosa da poco.
Oddio! Non è che se l’atto non fosse passato c’era da strapparsi i capelli, un piano piatto che nemmeno il fior fiore dell’imprenditoria alberghiera locale e delle organizzazioni datoriali hanno saputo connotare positivamente. Solo scelte di basso profilo, turisticamente incanalate nell’ovvia politica di un marketing territoriale da scuola serale.
Non puoi dire alla diarchia o alla triarchia di Palazzo dell’Aquila che il piano lascia a desiderare quando nessuno tira fuori una proposta degna di questo nome, quando nessuno è in grado di modificare il piano, quando si passano ore in aula in maniera sconcertante, solo per calcolo personale e di partito, movimento o associazione che sia, con un totale distacco dai fatti e dai sentimenti della città, gli stessi per i quali si dice di fare politica.
Rendiamoci conto della realtà e ‘cantiamo’ le lodi di Piccitto e soci perché di meglio non si vede.
Ma non si deve pensare che il dibattito abbia rispecchiato l’assenza di proposte, si è rivelato, invece, foriero di tante riflessioni interessanti.
Cominciamo dal primo intervento, del consigliere Ialacqua che ci fa riflettere sul ruolo di una importante associazione di categoria, la CNA, che non avrebbe capito che il tavolo è solo un osservatorio, non un organismo deliberante: il rappresentante del Movimento Città si chiede se veramente un organismo come la CNA rappresenta gli interessi della città, più di quanto non lo facciano amministratori e consiglieri.
E qui viene fuori, secondo Ialacqua, il problema che Ragusa non soffre solo di esecutivo grillino ma di rappresentatività nei vari settori del commercio e dell’economia, è lì che c’è la vera crisi della città.
Un altro spunto di riflessione lo dà l’intervento di Giovanni Iacono, il primo, quando ancora si chiede cosa ci sia dietro il famigerato ‘protocollo marketing and destination management’ che, se non fosse per la seconda parte sembrerebbe un film di spionaggio: come ci piacerebbe sapere come ha fatto Iacono a capire di cosa si trattasse in poche ore e chi erano i registi occulti della manovra, come ha rivelato poco più tardi
Poi il diluvio di critiche, tutte legittime e, per molti versi anche condivisibili – non c’è strategia, il turismo è una scelta sistemica, attiene a diversi settori, occorre ricavare redditività sul lungo periodo, il piano solo un contributificio, serve chiarire i posti nell’osservatorio, per esempio Federalberghi ha un posto o due, un cenno alle famigerate rotte dell’aeroporto, ma tutto senza uno straccio di proposte sostitutive.
Poi c’è Giorgio Massari, poche ma penetranti parole: osservatorio espressione di una ritualità vuota, l’approccio al turismo è minimalista, esistono livelli diversi per sostenere la vocazione turistica del territorio.
Per i pentastellati parla Agosta, forse l’unico titolato a parlare in aula di turismo, considerato che la sua tesi di laurea in economia verteva sulla materia: dà ragione a Ialacqua su quello per cui si rivela l’Osservatorio, a tratti uno sfogatoio, epicentro di problematiche personalizzate che hanno fatto scemare l’autorevolezza dell’organismo. Agosta parla di brand della città sotto l’aspetto turistico, ma si avverte, nel tono di voce, di quanto sia consapevole che è ancora troppo presto per parlare di brand a Ragusa.
Maurizio Tumino, che proviene da un partito che con il turismo, a Ragusa, ha fatto sempre spettacolo, e di alto livello, definisce il piano una lista della spesa e sentenzia che quando si capisce poco, quando nulla è chiaro, vuol dire che tutto è definito, lamentando la scarsa attenzione per la collezione di abiti d’epoca che solo la passione, la competenza, il cuore, l’amore per lo stile dell’arch. Nuccio Iacono e dei suoi stretti collaboratori, ha trasformato e mantiene come tesoro, come patrimonio della città, meritevole di grande attenzione e di somme importanti dedicate.
Ai secondi interventi esce fuori che la dott.sa Tuzzolino, collaboratrice del sindaco per le manifestazioni culturali ad alta valenza turistica, aveva suggerito interventi per il trasporto pubblico e la mobilità in città e sul territorio, ma non è stata ascoltata, eclatante non per quanto detto ma perché di solito, collaboratori ed esperti sono solo bistrattati dalle opposizioni. Questa, invece, dice cose giuste e non solo, sono anche apprezzate pubblicamente. Una rarità!
Poi il mistero di Thomas (Cook) vien svelato, da Giovanni iacono che rileva, dai verbali dell’Osservatorio, che il presidente di Federalberghi aveva suggerito di incentivare un tour operator che si fosse impegnato a promuovere Ragusa, che occorreva un protocollo, aggiungendo che poteva essere un’agenzia seria oppure potrebbe essere Thomas Cook.
Più preciso di così Iacono non può essere, dice che il cerchio sarebbe chiuso se Federalbeghi ci avesse detto anche dove vanno a dormire i turisti, quando arrivano, ma ci è sembrata una domanda banale, dove dovrebbero andar a dormire?
La rivelazione fa impazzire Lo Destro, il suo intervento quello dei giorni migliori del duo Tumino Lo Destro: a chi sarebbero quindi destinati questi soldi? a chi andranno a finire, teme di trovare un quadro, con la sua cornice, addirittura con il ritratto al centro.
Il gioco degli emendamenti sembra divertire, ma è quello che fa perdere le staffe a Giovanni Iacono, i pareri negativi basati sull’inesistenza del Parco degli Iblei lo portano a sbroccare, addirittura dirà, rivolgendosi al dirigente, che, forse, prima, i pareri erano spesso favorevoli perché rivestiva il ruolo di Presidente del Consiglio, aggiungendo che se qualcuno si sentisse offeso da quanto detto potrà sempre denunciarlo.
Iacono non risparmia parole per definire i pareri distratti, senza razionalità, necessariamente da rivedere, inaccettabili, incoerenti.
La provocatoria proposta di Tumino per le luminarie artistiche di Natale, per 61.000 euro, costituisce l’apice di una seduta surreale ma bella, con Agosta che recita anche la sua parte, sottolineando che le luminarie nulla hanno a che vedere con il turismo, salvo che non ci sia qualche amico a cui fare arrivare i fondi per l’iniziativa.
Ialacqua torna a definire una tassa del contrappasso l’articolo 11 del regolamento della tassa di soggiorno, non ci vede chiaro nelle istanze degli albergatori e si chiede chi possano essere i tecnici che hanno redatto i progetti.
E’ evidente che il termometro politico va sul rosso, Iacono constata che da qualche tempo la fortuna aiuta i grillini, che hanno sempre una presenza in più delle opposizioni, 15 a 14, 14 a 13, 13 a 12.
Si va alle dichiarazioni di voto, si comprende che l’aereo sta rullando in pista e fra poco decollerà, forse per questo si eccepiscono rilievi su tutte le voci del piano ma non emergono proposte sostitutive.
In definitiva la seduta sarà ricordata per lo scontro all’interno delle opposizioni, che non per un ampio e articolato dibattito sulle possibili alternative alle scelte dell’amministrazione per il turismo.
Disattesi molti dei punti del regolamento, ignorato il patrimonio UNESCO, nessuna attenzione per l’enogastronomia, ignorato il patrimonio naturalistico-ambientale.
Siamo d’accordo con Massari, un profilo minimalista dettato dall’amministrazione, ma minimalista è anche l’approccio delle opposizioni che non riescono a produrre proposte innovative, in tutt’altre faccende affaccendate.
