Valutazioni condivisibili che, purtroppo, si perdono nelle nebbie di una opposizione sconsiderata
Spesso non abbiamo condiviso metodi e contenuti dell’azione politica di opposizione della consigliera Sonia Migliore, ma, anche più spesso, non ci siamo potuti esimere dal riconoscere, come anche sostenuto da autorevoli esponenti politici della città, che, alla base, c’è un modo di fare politica di opposizione che ha i requisiti di base per definirsi tale.
Purtroppo la politica, le cattive compagnie (sempre in senso politico), le strategie non sempre azzeccate, la fissazione di colpire l’avversario politico con un’arma piuttosto che con un’altra, la distrazione per elementi e accadimenti marginali e poco determinanti per l’azione di opposizione, provocano discrasie nell’agire politico che non portano a risultati concreti.
Recentemente abbiamo visto ‘soffrire’ Sonia Migliore in aula, la prima volta in occasione della discussione sulla mozione di sfiducia al sindaco, proposta da Mario D’Asta del PD, trasformatasi in una trappola per le opposizioni che si sono reciprocamente dilaniate, stessa impressione abbiamo riportato in occasione della discussione sul piano della tassa di soggiorno, dove c’è stata una battaglia, inutile, persa in partenza, incentrata più sul piano personale che sui contenuti relativi al turismo.
Suo l’unico comunicato sulla seduta ‘turistica’ che squarcia il velo di strano silenzio caduto sull’argomento.
Considerazioni, per buona parte condivisibili, che risentono, però, dell’assenza di una indispensabile buona dose di autocritica.
E’ facile criticare, come hanno fatto tanti altri consiglieri delle opposizioni, la stesura finale del piano quando tre dei quattro consiglieri comunali, tre dei quali dell’opposizione, componenti dell’Osservatorio, non hanno partecipato a nessuna delle riunioni propedeutiche.
Ci sono stati consiglieri che hanno lamentato la scarsità di notizie in merito alle riunioni, senza ammettere che i loro stessi rappresentanti erano latitanti: c’è grande movimento quando si devono effettuare le nomine, poi nessuno parla se l’incarico viene disatteso.
Molte delle misure criticate sono nate in Osservatorio e, in tempo, si poteva reagire.
Purtroppo la politica, secondo alcuni, impone, prima di tutto, motivi di opportunità che impediscono di far rilevare inefficienze palesi al collega di opposizione.
Vada per la funzione di controllo, ma si parte da un regolamento sull’imposta di soggiorno discutibile in molte parti, che mostra evidenti lacune già al comma 2 dell’articolo 2, dove si parla delle destinazioni del gettito dell’imposta, troppo generiche e suscettibili, come accade, delle interpretazioni più personali, ancorché del tutto legittime.
Ma di questo si deve discutere molto prima, non a piano presentato, possibilmente evitando di disperdere energie per altre azioni di opposizione dagli esiti sempre incerti.
Alla gente poco interessa della illegittimità di un atto, se non acclarata da una sentenza, gli effetti di politiche turistiche efficienti sarebbero, invece tangibili, condivise e apprezzate.
Ma, come ha detto il consigliere La Porta di recente, ognuno fa politica come meglio può.
Secondo Sonia Migliore, “è stato offerto uno spettacolo desolante stabilendo linee guida che avrebbero mortificato il ruolo del civico consesso nella sua funzione di controllo e rappresentanza, ma anche la grande voglia di trasparenza e correttezza che i cittadini chiedono da sempre”.
Ci sarebbe stato un modo di fare turismo rivolto solo a compiacere e soddisfare settori ben determinati, ma questo va rilevato prima, in osservatorio, proponendo valide soluzioni alternative allo stesso tavolo e tenendo conto che, spesso, settori ben determinati sono quelli che incidono in maniera netta, e numericamente insindacabile, sul turismo nella nostra città.
Se rientra nelle funzioni di controllo la valutazione sulla disponibilità di dati e il giudizio negativo per le voci della delibera, considerate approssimative e confuse, non si comprende perché alla Migliore non interessa discutere dei protocolli Palomar e Curia per l’apertura delle Chiese, che meriterebbero attenzioni specifiche, anche per l’entità delle cifre dedicate per le quali non sembra ci siano tangibili ritorni.
Poi si parla di uffici turistici, tema invero più volte affrontato, e di materiale promozionale, su questo nessuno ha mai puntato il dito in maniera efficace, iniziando dal personale che si occupa della materia.
Con 600.000 di tassa di soggiorno gli uffici turistici dovrebbero essere aperti anche di notte e per il materiale promozionale, e soprattutto per la sua diffusione, si dovrebbe partire con cifre a 5 zeri, altrimenti si giochicchia, come, per esempio, si è giocato con la pubblicità per le mostre del Castello di Donnafugata per le quali non esistono nemmeno riscontri precisi dei mezzi utilizzati (ci sono, protocollate, le note posizioni delle affissioni? quali controlli sono stati effettuati sulle stesse ? ndr).
Perché non si fa un accesso agli atti per verificare, a caso, l’efficienza degli uffici?
La Migliore, giustamente, eccepisce sulle valutazioni a proposito delle manifestazioni culturali a valenza turistica, eccepisce sui criteri per stabilire cosa si intende per valenza turistica, ma i rilievi andrebbero fatti a monte, per le erogazioni automatiche, fatte anche da altre amministrazioni, per eventi che sono diventati istituzionalizzati e identitari solo per aver ricevuto, ogni anno, congrui contributi, quasi per diritto divino, da anni, non solo sotto l’amministrazione grillina.
Come pure essenziale sarebbe mettere al centro di ogni azione turistica la tutela e la valorizzazione del riconoscimento UNESCO, purtroppo dimenticato di fronte alla biancheria intima della collezione Arezzo di Trifiletti.
Alla fine, Sonia Migliore centra il suo obiettivo e cerca di mettere a fuoco la questione relativa al Protocollo Marketing e Destination Management, mostrando di non capire ancora quello che i compagni di opposizione hanno mostrato di sapere alla fine della seduta, con riferimenti precisi, finanche sui progettisti delle operazioni, peraltro citati nei verbali dell’Osservatorio che la stessa Migliore cita nel comunicato.
Il problema per la Migliore è sempre quello dei procedimenti, degli affidamenti, delle risposte dell’amministrazione e dei dirigenti, ma sarebbe più semplice attendere gli atti e chiedere conto dei risultati.
Purtroppo questo non si fa mai. Dopo ore di discussione sull’argomento, in aula, fino a notte inoltrata, solo polemiche personali e strumentali, ma a nessuno è passato per la mente, come non è passato alla Migliore per questo comunicato, che fine abbiano fatto le somme destinate per la tratta aerea su Comiso, 100.000 euro per il 2015 e 80.000 euro per il 2016, emblema della incapacità dei responsabili dell’aeroporto di Comiso di produrre qualcosa di concreto per il territorio, ancorché con somme piovute dall’esterno, quasi per caso.
180.000 erogati, o, in ogni caso impegnati, e nessun o si preoccupa di capire che fine hanno fatto, roba da ‘pacco’ napoletano che si è goduto farsi reiterare.
Come pure ‘dimenticanza’ è la verifica della partecipazione al Distretto Tutistico, che ancora compare nel piano, fortunatamente per poco grazie all’attenzione dell’assessore Stefano Martorana che ha oculatamente suggerito di svincolarsi da questo carrozzone da prima repubblica.
Qualcuno ha mai chiesto relazione sui ritorni derivanti dalla partecipazione del Comune a questo organismo?
