Doveva essere il leitmotiv del resoconto delle comunicazioni nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Ragusa: dalle segnalazioni di diversi consiglieri viene fuori un quadro di degrado in città, dove decoro urbano e pulizia sono ormai latitanti, da tempo.
Noi ci volevamo soffermare non tanto sulla realtà incontrovertibile, nonostante i tentativi mediatici del sindaco di minimizzare quanto sta accadendo producendo, in alternativa, quanto di buono la città starebbe mostrando, quanto sull’operazione rassegnazione che si vorrebbe propinare all’opinione pubblica.
Il territorio è troppo esteso, il portafoglio del Comune non è un pozzo senza fondo, la mancanza di programmazione che ci obbliga all’attesa degli esiti di una gara per le scerbature, anche quelle più impellenti come nelle scuole, impongono tempi lunghi, stessa rassegnazione che si vorrebbe infondere con le amenità dell’assessore Gurrieri per le criticità della videosorveglianza.
Gurrieri, in un intervento di pochi minuti di pochi minuti è stato bravo, come al solito, di parlarci solo di futuro: un finanziamento di 41.000 euro per videosorveglianza in aree montane, affidamento in corso per un appalto di 260.000 bloccato, però, da un ricorso, altri bandi in itinere, con al collaborazione della Prefettura, per il presente nulla, attendiamo solo tempi migliori, niente interventi straordinari e urgenti, pare sia realtà il fatto che la maggior parte degli impianti di video sorveglianza non funzioni.
Uguale rassegnazione che mostra l’assessore alla pubblica istruzione, Pasta che, candidamente, risponde al consigliere dicendo di aspettare gli esiti della gara, per provvedere alla scerbatura nelle aree a verde delle scuole: nemmeno gli passa per la testa che avrebbe dovuto preoccuparsi in tempo, in vista della primavera, preoccupandosi anche di denunciare eventuali ritardi o omissioni degli uffici e mancanze dei colleghi assessori e del sindaco.
Comprensibile che nessun assessore si sognerebbe di accusare mancanze del sindaco, dei colleghi assessori o anche solo degli uffici, ma dignità imporrebbe, quanto meno, di dare le dimissioni, in maniera composta, e lasciare il casino agli amministratori, ma non essere complice, anche solo per la connivenza, con questo stato di cose che, peraltro, si trascina da tempo.
Per inciso, vorremmo evidenziare un particolare, agli assessori che concordano con il sindaco che il portafoglio del Comune non è un pozzo senza fondo: dobbiamo approfondire, ma pare ci sia una determina o delibera circolante circa uno stanziamento di 99.000 euro, in affidamento diretto, per il solito noto impresario di spettacoli ragusano, per alcuni eventi nel mese di agosto, non solo ci sono i soldi disponibili ma vengono indicati anche i giorni, 1, 6,7 e 18 agosto.
Sappiano gli assessori che difendono sindaco e colleghi e uffici, per non perdere la poltrona, che quando si vuole, quando ci sono di mezzo spettacoli, cultura, turismo, mostre e altre amenità, tali perché di valido c’è sempre poco, i soldi si trovano e non subito ma anticipatamente.
E veniamo a quello che doveva essere il resoconto delle comunicazioni in consiglio comunale, che è stato anticipato da due note, una di ieri del consigliere Chiavola e una odierna della consigliera Caruso.
Due note che mettono direttamente nel mirino l’assessore D’Asta in quanto responsabile di decoro urbano e di pulizia, un assessore che alla luce di quanto accade in città è ormai indifendibile e farebbe meglio a dedicarsi alla professione, se non è disponibile ad affrontare uno scontro epocale con il sindaco per una condizione di indecenza in città ormai insostenibile.
Abbiano tollerato dell’assessore D’Asta le coscienti attese per liberare via Berlinguer dai rifiuti, abbiamo tollerato i ritardi per le opportune operazioni di scerbatura e di pulizia in viale delle Americhe o in via Achille Grandi, abbiamo tollerato l’indifferenza alle segnalazioni di cittadini e consiglieri comunali, abbiamo tollerato il complice silenzio sul nuovo piano dei rifiuti, abbiamo atteso invano i risultati dell’integrazione delle somme per il verde pubblico, abbiamo atteso invano le promesse di riqualificazioni delle varie bambinopoli.
Ci rendiamo conto che anche l’assessore D’Asta non si permette di scontrarsi con il sindaco per le evidenti criticità in città, né fa qualcosa per fare prendere coscienza a questi scriteriati amministratori che non si vive solo di poltrone e di indennità. Anche per lui, sarebbe opportuno un rigurgito di dignità e di serietà, per lui in linea con la sua storia personale e familiare, e abbandonare una squadra ormai da non considerare.
Il quadro della situazione ce lo offrono i consiglieri Chiavola e Caruso.
Scrive Chiavola:
“Si continua a dipingere una città che non è reale. Ma, aspetto ancora più grave, è che non si interviene, o non si riesce a intervenire, per sanare i numerosi problemi che i residenti segnalano. E la situazione, ci dispiace dirlo, sta sfuggendo di mano”.
“A cominciare – afferma Chiavola – dalla via Leonardo da Vinci dove, come sempre, la vegetazione spontanea, accanto agli alberi, ha raggiunto dimensioni importanti, tanto da rendere problematico il transito lungo i marciapiedi.
Ma questo sarebbe il minore dei problemi. Perché ci hanno messo in evidenza lo stato in cui versano gli spazi esterni dell’asilo Nido Patro e della scuola di San Giacomo dove la presenza di arbusti e sterpaglie di ogni tipo rende, di fatto, impraticabili queste aree ai piccoli studenti. E quando, finalmente, il meteo più clemente consentirebbe di vivere un poco meglio le zone attrezzate a verde, non si comprende perché occorra fare i conti con queste assurde condizioni che impediscono lo svolgimento all’esterno delle attività ludiche”.
“Tutto quello che sta accadendo – sottolinea il consigliere dem rivolgendosi al primo cittadino – non è degno di una città che, attraverso le narrazioni social dello stesso sindaco, ci viene presentata come una realtà perfetta. Non possiamo sentirci parlare di decoro e buona immagine quando poi la via Da Vinci ha i marciapiedi ridotti in quelle condizioni. Per quanto riguarda le scuole, inoltre, basterebbe mandare qualcuno del verde pubblico per cercare di sopperire alle fasi di emergenza come quelle che ho denunciato. Al solito, si mostra all’esterno una città che, in realtà, non c’è. Se il sindaco pensa che la cittadinanza si accontenti lo stesso, buon per lui. Noi riteniamo che si possa fare di meglio e le segnalazioni che ci arrivano ci confortano in questo senso”.
Scoraggiante il quadro che ci porta all’attenzione la vicepresidente del Consiglio comunale Rossana Caruso:
“Ricevo quotidianamente segnalazioni da parte di cittadini esasperati e oggi, ancora una volta, sono costretta a denunciare il gravissimo stato di abbandono in cui versa la villetta comunale di via Mongibello.
Un luogo pensato per offrire ai bambini uno spazio sicuro di gioco e socializzazione è diventato un’area degradata: spazzatura ovunque, vetri rotti, erbacce alte e una totale incuria che lo rendono non solo inospitale, ma anche pericoloso”.
“Chiedo al sindaco e all’assessore competente: se non si è in grado di garantire le minime condizioni di igiene e sicurezza in un luogo frequentato dai più piccoli, allora tanto vale chiuderlo, inibire l’accesso e riaprirlo solo quando sarà possibile restituirlo alla cittadinanza in condizioni dignitose. È inaccettabile che le famiglie debbano scegliere tra far giocare i propri figli o esporli a un rischio concreto”.
Il problema, tuttavia, non riguarda solo via Mongibello. “La stessa situazione si riscontra in molte altre zone della città – prosegue Caruso – come le aree di sgambamento per cani di via Don Mattia Nobile e via Laila Busacca/via Sant’Agostino, anch’esse lasciate nel degrado più totale.
Inoltre, cumuli di rifiuti sono presenti da settimane anche in pieno centro, come in via Dante: un segnale inequivocabile del fallimento nella gestione dell’igiene urbana”.
“Mi riferiscono – aggiunge la consigliera – che in queste ultime ore si sarebbe ripreso a scerbare partendo da Marina di Ragusa. Ma c’è già il nuovo affidamento alla ditta incaricata della manutenzione del verde?
I contratti di lavoro sono stati firmati? Qualcuno batta un colpo e ci informi. Non bastano le promesse né gli annunci sui social, servono interventi concreti e urgenti”.
Caruso conclude con un richiamo alla responsabilità: “Il decoro urbano è lo specchio dell’attenzione che l’amministrazione riserva ai suoi cittadini. E oggi, purtroppo, quel riflesso risulta essere desolante”.
