Il capogruppo consigliere del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, segnala, giustamente, che il cimitero comunale a Ibla è in condizioni di disagio estremo a causa della mancanza di acqua. La situazione è davvero difficile.
Anche i servizi igienici sono chiusi, notevoli sono i disagi per i cittadini in visita ai defunti, costretti a portare l’acqua da casa, i venditori di fiori, che stazionano all’ingresso, si sono attrezzati con piccoli serbatoi autotrasportati e vengono incontro alle esigenze dei clienti, ma non è situazione da città virtuosa.
Dove fanno i bisogni coloro che lavorano al cimitero?
Al netto del disservizio, ci preme fissare alcune considerazioni.
L’assessore è a conoscenza del disservizio? Nutriamo seri dubbi in proposito e, come abbiamo detto, spesso, in passato, il compito dell’assessore è politico, non certo quello di verificare se c’è acqua nei cessi del cimitero, come pure non deve tenere sotto controllo la crescita del verde spontaneo, se chi deve effettuare la manutenzione opera regolarmente, se i cancelli delle ville o dei cimiteri vengono aperti e chiusi in orario.
Le considerazioni nascono dalla constatazione che, stranamente, il consigliere Firrincieli non se la prende né con l’assessore, né con il sindaco.
Certo gli amministratori rispondono delle inefficienze degli uffici, alla fine, ma forse, e siamo certi di non sbagliare, gli amministratori sono troppo teneri con i dipendenti, dai dirigenti ai funzionari.
È il dirigente che deve rispondere all’assessore, anche perché l’assessore sui dipendenti non ha alcuna giurisdizione diretta: chi lavora al cimitero, sia esso dipendente comunale o dipendente di imprese esterne, a chi ha segnalato, in tempo, il disservizio?
Non pensiamo che al cimitero servano dieci autobotti, forse anche una è di troppo, è stato chiesto l’invio di un approvvigionamento straordinario?
Chi sovraintende ai lavoratori del cimitero? Chi sovraintende alla struttura? Chi di dovere ha informato il dirigente per avere disposizioni in merito, se non ne ha le competenze?
La storia di Palazzo dell’Aquila è piena di disservizi, da anni sentiamo di cancelli chiusi all’apertura, di mancata manutenzione dei viali all’interno del cimitero, e, guarda caso, il settore è sempre lo stesso, disservizi per il verde pubblico, disservizi nei cimiteri, forse dipende dalla mancata rotazione dei funzionari, troppa gente, da anni, sempre nello stesso posto, troppi dirigenti senza polso adeguato, troppi dipendenti che assumono atteggiamenti da padroni delle ferriere.
Quella della mancanza d’acqua al cimitero di Ibla, che non crediamo proprio sia dovuta alla crisi idrica, potrebbe essere lo spunto per una serie revisione degli uffici, peraltro, nella macchina di Palazzo dell’Aquila ci sono settori dai quali non sono mai emerse riserve, discrasie, disservizi, altri hanno una storia di cose che non vanno enciclopedica.
