Dopo lo Statuto, il Regolamento

di Cesare Pluchino
Si rinnova l’azione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, con il sostegno del rappresentante del Movimento Città, per cambiare le norme che regolano il Consiglio Comunale e le Commissioni consiliari

A pochi giorni dall’approvazione delle modifiche allo Statuto Comunale, è stata convocata la conferenza  dei capigruppo in funzione di commissione per il regolamento.
Sul tavolo la proposta di modifiche al regolamento Comunale presentata dai consiglieri Stevanato, del Movimento 5 Stelle e Ialacqua del movimento Città.
Animi, soprattutto delle minoranze consiliari, surriscaldati, sin dai primi momenti della riunione, per l’avversione a discutere delle modifiche alle norme del regolamento che sono considerate solo pretestuose, finalizzate esclusivamente a mettere il bavaglio alle opposizioni scomode che, pur senza risultati concreti, hanno reso la vita difficile alla maggioranza pentastellata e alla Giunta, nei primi 20 mesi di amministrazione.
Come accennavamo, nessun risultato concreto portato a casa dalle opposizioni, più che altro piccole soddisfazioni per quelle  denunce fondate di una parte delle opposizioni, che ha evidenziato irregolarità e atti illegittimi che, in qualche caso, hanno obbligato amministratori e dirigenti a qualche passo indietro, ma nulla di più. Ha pesato molto di più la continua e, talvolta, pesante critica continua e incessante sul governo della città, che Sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza hanno incassato, mal sopportando ma non riuscendo a ribattere, così da lasciare all’opinione pubblica, soprattutto di parte avversa, una immagine sfocata e impalpabile di quel movimento rivoluzionario che doveva rappresentare il nuovo e il cambiamento, finora non pervenuti.
Un tentativo portato avanti con grande impegno dal Presidente del Consiglio, Giovani Iacono, quello di cercare di trovare una sintesi tra le proposte di modifiche presentate e la strenua difesa operata dai consiglieri delle opposizioni consiliari che mirano a limitare quelle norme che giudicano solo vessatorie e antidemocratiche nei confronti delle minoranze.
In occasione delle trattative per le modifiche allo Statuto, si sono incrinati, forse irreversibilmente, i rapporti fra le parti, improntati, comunque, ad un rapporto solo formalmente, e ipocritamente, collaborativo: le minoranze avevano cercato, in ogni modo, di salvare i monogruppi, assicurazioni in tal senso, secondo molti esponenti delle minoranze, aveva fornito il consigliere Stevanato, salvo essere poi smentito in aula dalla sua stessa parte politica che non ha riconosciuto gli accordi.
Agitati gli interventi di Giuseppe Lo Destro e di Angelo Laporta che ha usato anche toni pesanti contro chi non ha saputo, forse anche volontariamente, far rispettare gli accordi.
I due affermavano, senza indugi, che era inutile discutere dal momento che la controparte non era in grado di garantire alcunché, meglio andare, direttamente, in aula e aspettare che i grillini votino quello che vogliono.
Il Presidente Iacono, con arte, ha cercato in tutti i modi la via per evitare il verificarsi di altre incomprensioni, come quelle evidenziate da LaPorta, glissando sulla polemica degli accordi disattesi, per evitare lo scontro.
Inutile è stato il tentativo, che ha comunque messo a nudo il nervo scoperto delle opposizioni, di evidenziare che le modifiche allo Statuto sono state approvate, più che regolarmente, da 21 consiglieri, cifra superiore alla necessaria maggioranza dei due terzi, occorrente alla prima votazione.
Quindi nulla di antidemocratico, solo la risaputa e ostentata avversione dei grillini alle regole e alle convenienze della prima repubblica, giudicate favorevoli solo all’ostruzionismo e all’opposizione strumentale.
Il dibattito si è rivelato solo stucchevole, per dover assistere agli inutili e reiterati appelli dei consiglieri di opposizione che, come altre volte, sono sembrati ciechi e sordi davanti all’imperturbabile muro di gomma di Stevanato e Ialacqua, palesemente intenzionati a non concedere nulla.
Come al solito, LoDestro e Tumino i soli che si sono appellati ai fatti e sono intervenuti concretamente, senza strapparsi i capelli per i tentativi grillini di sottomettere le minoranze: il primo ha eccepito, senza essere smentito dal Presidente Iacono che, addirittura, ha definito ‘importante’ l’eccezione di Lo Destro, che forse sarebbe stato meglio discutere dopo aver ricevuto approvazione dalla Regione per le modifiche allo Statuto.
Tumino si è appellato alla necessità di non continuare con inutili chiacchere, facendo notare come per lo statuto sia stato approvato un numero di componenti non superiore a un terzo dei consiglieri, mentre nelle modifiche al regolamento si vuole stabilire che gli stesi non siano più di cinque.
Lo Destro ha aggiunto che le Commissioni diventano inutili, dal momento che già si vuole annullare il dibattito politico in consiglio.
Giorgio Massari ha ribadito la sua posizione che lo ha visto condividere alcuni aspetti delle modifiche, ma rifiutare, senza riserve, l’eliminazione dei monogruppi
E’ stata, alla fine, Sonia Migliore, a mettere in atto un tentativo, riuscito a metà, di obbligare Stevanato e Ialacqua a scoprire le carte: la modifica all’art. 72 del capo V del regolamento vorrebbe ridurre i tempi di intervento dei consiglieri in aula a soli 5 minuti, dagli attuali 10+5. La richiesta delle minoranze è stata netta, propedeutica a qualsiasi confronto sulle modifiche, che non permette posizioni ambigue: o i tempi restano quelli che sono o non si discute di nulla.
Inutilmente sollecitati i proponenti le modifiche, non sono stati capaci di rispondere, né con un sì, né con un no.
Brave persone i grillini, in particolare i due proponenti, ma di certo parvenu della politica: non puoi pensare di sovvertire l’ordine costituito, accettato da tutto l’arco costituzionale, eliminando, con un colpo di spugna, tutto quello che si ritiene non vada bene, in spregio al più elementare confronto democratico.
A meno di non avere il coraggio di assumere le proprie responsabilità e rispondere chiaramente, ammettendo di fregarsene del confronto democratico e voler solo attuare il cambiamento.
Sarebbe, come avvenuto più volte a Roma, un comportamento da veri grillini, apprezzato da quanti degli stessi grillini valutano positivamente gli aspetti rivoluzionari che, da noi, sono serviti solo per illudere gli elettori di un cambiamento che è rimasto nei programmi elettorali e nell’aria dei comizi ai quali è intervenuto Grillo in persona.
Sarebbe pure ora, però, che, in nome appunto della democrazia, anche le minoranze si rendessero conto della sonora sconfitta, acquisissero contezza della maggioranza schiacciante dei vincitori e degli alleati e lasciassero governare, bene o male poi si vedrà, amministratori e consiglieri comunali, come del resto vollero l’avversario al ballottaggio Cosentini e i leader della coalizione perdente, i quali  vollero adottare la strategia di lasciare al vincitore la maggioranza in Consiglio per permettere di governare comodamente.  
La conferenza-commissione è stata aggiornata ad una nuova convocazione per la quale si è stabilito di esaminare, prioritariamente, tutto il capo V del regolamento, contenente anche l’art 72.
Un tentativo di andare avanti, fortemente sollecitato dal Presidente Iacono che si è appellato all’esigenza di trovare necessaria condivisione per le modifiche al regolamento.

{gallery}conf capigruppo{/gallery}

Ultimi Articoli