Ci sono volute oltre 48 ore per mettere a fuoco e cercare di capire cosa è successo nella due giorni del Consiglio Comunale, per l’approvazione del bilancio preventivo 2023 del Comune di Ragusa.
Per primi ci sono arrivati Mezzasalma e Rivillito del gruppo misto, ma hanno capito solo che i loro emendamenti, salvo uno, sono stati volutamente boicottati.
Ma dei contenuti del bilancio, tecnicamente, non ne hanno parlato.
Poi è stata la volta di Mario Chiavola, anche lui alle prese con gli emendamenti non approvati, che si è preso la briga anche di difendere i colleghi di ‘coalizione’, Salamone e, appunto Mezzasalma e Rivillito.
Dopo la nota congiunta del sindaco e dell’assessore Iacono, che, naturalmente hanno esaltato i risultati dello strumento finanziario, è la volta del segretario cittadino del Partito Democratico che in un comunicato sintetizza il suo sentire di fronte allo strumento finanziario, un bilancio, secondo Peppe Calabrese, finalizzato da Cassì a garantirsi i prossimi cinque anni con alleati adeguati.
Non condividiamo la visione di Calabrese, che, forse, dà troppo peso alle alleanze messe su da Cassì, peraltro, quasi esclusivamente, con leader di movimenti politici fuoriusciti, spontaneamente dal PD.
E forse, questo, tradisce e mal cela l’irritazione del segretario cittadino PD che da una ulteriore sconfitta dovrebbe trarre le dovute conclusioni per non aver fatto nulla di adeguato per compagni che vanno dal concorrente e potrebbero vincere la corsa a Palazzo dell’Aquila, se non alla stanza del sindaco certo per la principale di uno dei vari assessorati sparsi per la città.
Calabrese definisce duro il suo comunicato ma si perde nelle piccole cose, ritornando a parlare di contrade e periferie palesando alla gente come lui e il PD non sono stati ascoltati per 5 anni.
La butta insistentemente sulla ricerca di Cassì per una nuova maggioranza, come se questo fosse un suo incubo: peraltro, il mettere in evidenza che il bilancio sarebbe frutto di scelte che non guardano al futuro e al benessere dei cittadini ragusani ma al futuro elettorale del sindaco Cassì che, con l’approvazione di qualche emendamento mancia, si è garantito una nuova maggioranza con il sostegno di cuffariani e lombardiani, acclara l’immagine dell’’amico’ D’Asta come di un ‘gigante’ politico che ha presentato il suo malloppo di emendamenti, è stato palesemente aiutato per subemendarli e ha visto il sindaco in persona convocare i suoi per dare i numeri dei suoi emendamenti da approvare.
Sembra facile, ma mettere su un comunicato stampa dopo la quinta consecutiva debacle delle minoranze, per il bilancio, non è da tutti, a meno che non hai un addetto alla comunicazione all’altezza.
D’Asta ne esce bene al cospetto di Mirabella, Iurato e Malfa che non hanno nemmeno voluto disturbare il manovratore, astenendosi dal presentare emendamenti, mentre tenerezza ha fatto il povero Gurrieri che, dopo un giorno di attesa, ha mestamente ritirato tutti i suoi emendamenti, per nulla aiutato con gli aggiustamenti dedicati al compagno di cordata.
Bruciano, certo, le somme enormi che si dedicano ancora alla raccolta dei rifiuti senza che i cittadini che differenziano, ormai alla follia, ne abbiano benefici, se non economici, almeno di decoro della città.
Calabrese mette in evidenza lo scarso impegno per misure a favore delle famiglie, ma i servizi sociali vedono incrementare di un milione i loro capitoli, non ci sono soldi per le aziende agricole, né per lo sviluppo economico, né per affrontare la questione della crisi idrica in quelle zone che non sono raggiunte dall’acquedotto, si complimenta per il lavoro svolto dal suo consigliere ma non è che l’opposizione di Chiavola, in questa come in altre occasioni, abbia fatto faville o sia stata tale da intimorire il sindaco e gli assessori, anzi c’è stato sempre un atteggiamento non consono alla grande tradizione di opposizione dei democratici.
Il totale di soli 57 emendamenti, mostra l’inconsistenza delle opposizioni, in altri tempo 57 emendamenti li presentava un solo consigliere, per restare al rappresentante PD, 22 emendamenti, uno solo approvato, uno bocciato, ben venti ritirati perché con pareri sfavorevoli, un lavoro che, di certo, non ha avuto l’adeguata assistenza del partito, come avveniva una volta.
L’augurio è che nella composizione delle liste si trovino elementi adeguati a risolvere concretamente tutte le criticità sollevate, negli anni, da Calabrese, in caso di vittoria dell’area progressista; a maggior ragione, in caso di sconfitta e di nuova affermazione di Cassì o di altro competitor, servono elementi che sappiano e vogliano fare vera opposizione, i risultati di questi cinque anni sono stati estremamente deludenti.
