Emergenza via Roma: si moltiplicano gli interventi ma l’amministrazione si sta già muovendo

Anche “Ragusa in Movimento” interviene sulla questione ‘via Roma’, prendendo spunto da alcune foto che girano sui social e denunciano il moltiplicarsi delle saracinesche abbassate per mancanza di attività commerciali.
Molti commercianti sono andati via, molti pensano di farlo se non ci sarà una netta inversione di tendenza.
Il Presidente di “Ragusa in Movimento”, Mario Chiavola, parla di politiche sbagliate, di scelte nefaste, di soluzioni non condivise – argomenta Chiavola – che hanno devastato il centro storico superiore, ma dice ben quando invita a non piangere sul latte versato.
Suggerisce di utilizzare misure finalizzate ad eliminare ogni tassazione comunale per quelli che aprono in centro storico, ma occorrerebbe tutelare anche i negozi esistenti, per non creare sperequazioni e condizioni di concorrenza sfavorevole.
Una questione, comunque complessa, che non può essere risolta semplicemente e in breve tempo, occorre intervenire non solo sul fronte fiscale, con degli interventi pianificati con attenzione programmati.
Su questa linea sembra volersi muovere l’amministrazione, e segnatamente l’assessore ai Centri Storici, Ciccio Barone, che ha preso a cuore le istanze dei commercianti e ha già avuto degli incontri propedeutici ad una sorta di assemblea degli interessati, non solo commercianti, per una operazione di rilancio di via Roma e delle vie adiacenti.
Barone sembra il soggetto più adatto, fra quelli che gravitano attorno al Sindaco, per valorizzare, con concretezza, le idee comuni che guardano alla Ragusa del futuro.
Ma occorre muoversi con attenzione e competenza sulla situazione, perché, spesso, si pensa e ci si muove in maniera disordinata: la crisi del commercio nei centri storici non è solo di Ragusa, né nessuno può avere la presunzione di risolverla con un colpo di bacchetta magica.
Non c’è la fata turchina che può far tornare i marchi di una volta e i commercianti di una volta in quelli che restano, pur sempre, i ‘dammusi’ ancorché della via principale.
Il commercio moderno deve avere a che fare con locali idonei, dotati di tutti i servizi, spesso riadattare un vecchio locale è antieconomico e non sempre la ristrutturazione risponde alle esigenze.
Occorre sfatare i luoghi comuni della desertificazione dl centro storico, false le cause che vanno ricercate nelle zone di espansione edilizia, nei centri commerciali, ancor di più nell’isola pedonale, che, fra l’altro rappresenterebbero criticità irrisolvibili e irreversibili.
Le proposte emerse finora rappresentano la confusione che gravita sulla questione: si chiede di riaprire la via Roma al traffico, ma non si dice che si pretende anche la tolleranza sulla sosta breve, senza la quale la riapertura è vanificata, si chiede di calmierare gli affitti ma si sa che non si possono imporre limiti alle richieste dei proprietari, servono grandi marchi, ristorazione di qualità, attrattori naturali per le diverse fasce di età, per rilanciare seriamente la zona.
Non si può sperare di affidare tutto a piccoli esercenti, intanto occorre escogitare l’idea giusta per attirare la gente in centro, e su questa linea sembra volersi muovere l’assessore Barone, qualsiasi progetto di rivitalizzazione non può che prendere forma nel corso di mesi, per arrivare in tempo ad evitare la situazione odierna, occorreva muoversi molto prima.

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