Fabrizio Corona: da condannare, insieme ad altri

Ho letto con attenzione l’articolo su Fabrizio Corona e, pur condividendone molti delle opinioni e dei pareri espressi, desidero far sentire un’altra voce sul personaggio perché ritengo che non si possano propinare al lettore opinioni unilaterali non del tutto condivisibili se poste in relazione alla società che ci circonda.
Nel sottotitolo si parla di pro e contro, ma non mi è capitato di incontrare, fra le righe un solo ‘pro’: questo, purtroppo, dequalifica lo scritto che si riduce ad uno sfogo che nasce dall’antipatia verso un personaggio pubblico, indisponente per i suoi atteggiamenti.
Antipatia giustificatissima appunto per gli atteggiamenti fuori dalle righe di un soggetto che, comunque, è salito agli onori della cronaca per quelli come noi che lo considerano e ne parlano. In fondo resta solo un volgare ricattatore, nemmeno di gente per bene, perché molte delle situazioni che attenzionava, e che avevano per protagonisti altri VIP, non erano sempre delle situazioni ’pulite’, quando non erano, addirittura, fuori dai limiti del codice penale.
Storie d’infimo ordine, tradimenti, incontri con transessuali, festini con droghe, della serie ‘’Dio li creò e fra di loro si accoppiano’’.
Dove l’autore dell’articolo mostra un’eccessiva dose d’attenzione verso il soggetto è quando non guarda a chi va in giro senza patente come un normale fuorilegge, ma si sofferma a notare la Ferrari come simbolo d’opulenza, non come volgare veicolo fuoriserie, per la maggior parte retaggio di arricchiti dell’ultima ora.
Anche se è da precisare che come vettura abituale il Corona utilizzava una ben più costosa e raffinata Bentley coupé nera, utilitaria da oltre 300.000 euro.
Pienamente d’accordo che molti abituati ad una vita di agi e piaceri, si trovano male nei pochi metri quadrati che mette a disposizione il ‘’collegio’’, da dividere, ulteriormente, con compagni di diversa… estrazione. 
Tutti perdono spavalderia e diventano insofferenti per le nuove condizioni di vita, che, secondo me, dovrebbero essere più dure e restrittive, ma non mi si venga a parlare della funzione rieducativa del carcere e dell’ordinamento giudiziario, come pure dei principi costituzionali, quando la nazione è fra le più censurate dall’Unione Europea per le infelici condizioni carcerarie che rendono il carceriere il primo fuorilegge da mettere dentro.
Non voler considerare quest’aspetto, rende poco credibile ogni valutazione.
Vero è che si chiede clemenza agli stessi giudici che venivano dileggiati in aula, vero è anche che è la madre a stare in pena per il figlio, ma le richieste possono ritenersi legittime alla luce di quello che avviene in Italia.
Nessuno ha dimenticato che la figlia di Ligresti, dopo soli quindici giorni di ‘’collegio’’, manifestò chiaramente le difficoltà di star in carcere, dove, e ci crediamo, si sentiva male. 
Per perorare le istanze della malcapitata, finalizzate almeno… ad ottenere gli arresti domiciliari, che certo non erano l’optimum, ma permettevano di sgranchirsi le gambe nel vasto parco della villa di famiglia, intervenne finanche l’allora Ministro dell’Interno Cancellieri, raccomandando l’amica di famiglia.
Alla fine, tutti contenti, la Ligresti a casa, il ministro nemmeno inquisito per la raccomandazione, e vi sembra eccessiva la pretesa della madre di Corona?
Quanto alla divertente tesi sulle ‘’pene poco superiori per reati contro la persona molto più gravi’’ meglio stendere un velo pietoso, considerato che in Italia ci sono regolarmente in giro ex brigatisti, extracomunitari colpevoli di gravi reati, rapinatori in libertà, mamme che hanno ucciso i figlioletti e figliolette che hanno ucciso la madre con il fidanzatino.
A meno che non riusciamo a trovare una giustificazione per tutti costoro e non per Corona. Può capitare.
Penso che l’autore dell’articolo, per esempio, si sarà scandalizzato e avrà urlato, quando qualche politico locale ha visto trasformare l’arresto in domiciliari nella villa di campagna.
Come avrei voluto studiare Giurisprudenza per capire in virtù di quale principio il professionista va ai domiciliari mentre il meccanico va in carcere e qualcuno resta ‘a piede libero’.
Perché scandalizzarsi se qualcuno pensa a trovare il cavillo per alleggerire la pena di Corona, quando eserciti di avvocati non fanno altro che questo lavoro, dalla mattina alla sera, approfittando anche di leggi permissive, al limite del ridicolo?
Perché accanirsi con Corona quando oggi vengono tollerati gli occupanti abusivi di una casa?
Perché accanirsi con Corona quando oggi se non pago la banca mi elevano un decreto ingiuntivo, mentre se lo Stato mi deve pagare una fattura debbo aspettare anni, se non c’è una legge che alla fine mi decurta la somma al 40% ? 
Perché un dipendente comunale può non ricevere lo stipendio dall’ente, ma deve continuare a prestare la propria opera, magari per l’organizzazione di manifestazioni e iniziative organizzate dallo stesso ente in nome dell’effimero? 
Si potrebbe continuare all’infinito con storie di questo tipo, forse sarebbe meglio lasciare stare Corona e non accanirsi, inutilmente contro di lui.
La cronaca è costellata di questo genere di eventi, è di oggi la notizia del tentativo d’estorsione al povero nipote di Agnelli, dopo una notte di coca e autoerotismo sfrenato, per un video della serata, mentre una volta le puttane che frequentavano la casa di Berlusconi si limitavano a qualche selfie nei cessi del palazzo.
I tempi cambiano!
Lettera firmata
 

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