La tutela dei livelli occupazionali è di destra o di sinistra ?

Esimio Direttore,
mi rivolgo a Lei nella speranza di poter ricevere un chiarimento di carattere politico: la notizia recente del bando di gara per i servizi idrici al Comune di Ragusa, ha portato alla ribalta, per l’ennesima volta, la questione della tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori, in questo caso per quelli  attualmente impegnati in questo servizio.

Si era parlato, nel Consiglio Comunale della stessa città, delle garanzie per i lavoratori a proposito della gara per la raccolta dei rifiuti, per quella dei servizi cimiteriali, per quella dei parcheggi a pagamento, ora la questione viene a galla, ma lo era già stata, per i lavoratori dell’idrico. Non voglio, in questa sede, entrare nella polemica sollevata dai consiglieri di opposizione sulle diverse procedure adottate dagli amministratori per i vari servizi, a proposito della salvaguardia dei posti di lavoro.
Mi servirebbe capire un aspetto delle contrapposizioni: una volta era la sinistra che si preoccupava dei lavoratori, era il sindacato che sventolava le bandiera a tutela degli iscritti, oggi sono quelli del centro destra e, segnatamente di Forza Italia, a battere i pugni sul tavolo per le garanzie occupazionali da fornire ai lavoratori. Come funzionano oggi le cose ?
Ma non solo questo: storicamente, questo diritto alla tutela del posto di lavoro è venuto fuori con le cooperative sociali, nel cui avvicendamento era previsto l’assorbimento delle unità lavorative d precedenti appalti. Questo sistema è, ormai, diffuso e applicato anche per le imprese normali, per i servizi più diffusi.
Ritengo che, almeno fino a poco tempo fa, i lavoratori potevano stare tranquilli, a casa non si mandava nessuno, forse oggi che i licenziamenti sono diventati ordinaria amministrazione, c’è il pericolo che qualcuno resti senza lavoro, ma resta sempre il welfare, per cui l’Italia si distingue.
Ma dove è andata a finire la libertà d’impresa, dove il diritto dell’imprenditore di organizzare il lavoro e scegliersi le unità lavorative ritenute più idonee ?
I dipendenti delle cooperative che svolgono attività per conto del Comune, quanto a garanzie per il posto di lavoro stanno meglio di un impiegato di banca, non dobbiamo dimenticare che molte delle assunzioni in questo tipo di  imprese sono state clientelari e senza controlli, perché le ditte erano private, ora la collettività dovrebbe assorbire gli esuberi o imporli alle aziende subentranti: tanto vale allora una sanatoria di massa, assumiamoli tutti al Comune, e, da domani, si torna alla normalità, chi lavora nel privato corre rischi e pericoli di licenziamento maggiori che nel pubblico, come avviene in tutto il territorio nazionale.
Perché i politici sono pronti a protestare, ma nessuno verifica la veridicità dei criteri applicativi dell’amministrazione ?
Nessun dei politici pone l’attenzione su quello che dice l’assessore di turno: il fatto che per un appalto servano 10 lavoratori in meno non interessa a nessuno, senza capire che, spingendo l’amministrazione al loro mantenimento nella posizione, non si fa altro che caricare il costo sulla collettività.
Si vuole forse rinunciare alla venuta di aziende attrezzate e in grado di fornire servizi altamente specializzati, pur di salvaguardare personale senza qualifica ?
Perché voi dei giornali vi limitate a riferire delle conferenze stampa e non scendete nell’analisi di queste problematiche ?
Lettera firmata

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