di Cesare Pluchino
Per i numeri che offrono molti dei componenti il Consiglio Comunale, non è desueto pensare, intanto, ad una immediata beatificazione
Per quanto il Sindaco e la Giunta che amministrano la città di Ragusa possano essere inadeguati e incapaci di gestire la cosa pubblica, come vorrebbero dimostrare le opposizioni, di certo il primo cittadino, costretto a tollerare l’inadeguatezza e l’incapacità di buona parte dei consiglieri comunali e i comportamenti al limite della scorrettezza politica di talune opposizioni, merita di essere intanto beatificato e poi fatto santo, subito.
Perché quello che si è visto nella serata di martedì 22 dicembre, durante la seduta del civico consesso, che i cittadini dovrebbero rivedere in registrazione, lascia interdetti e lascia allibiti per le non comuni capacità di sopportazione del sindaco, costretto a tollerare una situazione al limite dell’inverosimile
Questo è il consiglio comunale di Ragusa, ne avevamo evidenziato lo scarsissimo livello in più occasioni, quella di stasera è la conferma che l’attuale accozzaglia di consiglieri si può catalogare fra le peggiori della storia di Palazzo dell’Aquila.
Si salvano pochissimi consiglieri della maggioranza e un esiguo numero di esponenti delle opposizioni, in ogni caso non così capaci e coraggiosi da denunciare comportamenti e atteggiamenti che, ancorché legittimi da un punto di vista formale, fanno parte del campionario della scorrettezza politica.
E’ indispensabile che molti soggetti dovranno essere ricordati in caso di ricandidature che si possono considerare certe alla luce del concetto che molti hanno della politica.
Potrà essere riconfermato il Sindaco uscente o la coalizione di maggioranza, gli elettori potranno rivolgersi ad altre forze politiche e ad altri candidati, di qualsiasi colore politico, ma per il bene della città è auspicabile che la gente ricordi le facce degli attuali consiglieri per adottare scelte più proficue nell’interesse del bene comune.
L’attuale civico consesso soffre di una duplice cancrena: nella compagine di maggioranza, la lista del Movimento 5 Stelle, che non arrivò nemmeno al numero di 30 candidati, non presentò tutte le eccellenze del movimento perché nessuno pensava all’esito positivo poi avuto alle elezioni.
Del resto, la coalizione non arrivò nemmeno al 10% e solo il ‘regalo’ del raggruppamento del candidato avversario provocò l’ingresso nell’aula consiliare di 18 consiglieri, ai quali si aggiungevano, a sostegno della maggioranza, i rappresentanti del Movimento Città e di Partecipiamo.
Poi la politica si è rivelata politica anche per quanti professavano verginità e purezza, due consiglieri sono andati via, le alleanze del ballottaggio si sono rivelate fragili o inconsistenti, fibrillazioni interne al Movimento 5 Stelle e nei rapporti fra gruppo consiliare e assessori, rendono puramente teorica la maggioranza di 16 consiglieri che, spesso, anche per assenza giustificate, fatica a dare il giusto sostegno all’amministrazione.
Una compagine consiliare, quella del Movimento 5 Stelle, composta, per la maggior parte da gente che di tutto si poteva occupare fuorchè che di politica, ignorante in materia, inesperienze, senza spirito di corpo, pervasa solo dalla retorica dell’arroganza dei vincitori, indisponenti, tronfi di un potere che loro stessi hanno frantumato in mille pezzi non ricostruibili.
Dall’altra parte una opposizione composita, 10 consiglieri, 9 gruppi consiliari, solo tre i partiti rappresentati, per il resto sigle di liste civiche che si sono dissolte come neve al sole, inconsistenti, prive di autorevolezza come gli stessi consiglieri, dei partiti il PD frammentato e rissoso, Forza Italia in estinzione, l’UDC scomparso.
Quasi tutti i componenti delle opposizioni affetti da disperazione della sconfitta che per 41 mesi ha prodotto uno spettacolo politico indegno e indecoroso, con un’azione politica che non ha prodotto nulla di concreto, impegnata solo nella vana denigrazione dell’amministrazione, dei suoi componenti e dei consiglieri di opposta fazione, finalizzata solo alla ricerca di visibilità e alla illusione di essere seguiti attraverso lo streaming e la diretta televisiva, i cui dati di visione, invece, rappresentano la realtà di una collettività stanca delle solite facce che si dimenano nel tentativo di restare aggrappati alla nave del potere, anche se da semplici mozzi, nella speranza di un arrivo in porto per una ripartenza che possa assicurare collocazioni migliori, non importa se a destra, a sinistra, al centro, l’importante che si salga sulla nave per una crociera che assicuri gettoni di presenza, esoneri lavorativi, e l’aplomb virtuale di rappresentante della città per tanti signor nessuno.
E’ questo il cast che, negli ultimi due giorni, ha prodotto uno spettacolo vergognoso per la città, un gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle alla sbando, senza raccordo con l’amministrazione per la presenza fantasma di un capogruppo inutile e inconsistente politicamente, carica che è stata buona solo come apposizione sul biglietto da visita per un elemento indecifrabile che si spera solo possa essere presto sostituito per il bene del Movimento, per quello che resta da salvare.
Un gruppo consiliare indifferente alle esigenze dei lavori di commissione e d’aula, con soggetti che, con scarso rispetto dei colleghi, arrivano alle convocazioni come se si recassero al circolo o al dopolavoro, senza rispettare orari e senso del mandato conferito dagli elettori.
Dall’altra parte i mestieranti dell’opposizione, non a caso in certe occasioni i professionisti, stranamente, non ci sono: comportamenti e strategie legittime dal punto di vista formale, ma al limite della correttezza politica.
Si vuole dare l’impressione alla gente che le mosse siano solo politiche, strategie studiate, ma, in pratica c’è il raddoppio delle sedute, dell’esonero lavorativo e dei gettoni di presenza che sommati, per qualcuno, a quelli delle commissioni, alimenta il carosello degli scarsi compensi per il duro lavoro di consigliere.
Vero è che la maggioranza non esiste, che i grillini hanno difficoltà a presentarsi in sedici per aprire le sedute, ma non è ammissibile che le opposizioni mantengano il numero legale, permettano l’apertura delle sedute per poi determinarne subito l’invalidità uscendo dall’aula e sostando dietro la porta per godersi lo spettacolo.
Il segnale dovrebbe esser dato mettendo in difficoltà l’avversario politico, costringendolo alle corde ed esponendolo al pubblico ludibrio per l’incapacità politica di amministrare.
Invece c’è la pantomima del gesto politico che vorrebbe impressionare ma fa trapelare solo azione politica inutile e arsura.
In questo contesto, sono andate in archivio due sedute di commissione, che non hanno avuto esito, vuoi per la mancanza di amministratori e dirigenti, del tutto indifferenti e non richiamati alle istanze del consiglio, vuoi per la sperimentata diluizione dei lavori che si prolungano per la reiterata vuota retorica di ben identificati soggetti, specialisti nella dialettica del nulla.
Anche la seduta del consiglio comunale, farcita solo con ordini del giorno e atti di indirizzo artatamente confezionati per mostrare attività e impegno, ma privi della benché minima sostanza, è stata prima rinviata di un’ora, poi rimandata al giorno successivo e quindi rinviata definitivamente, sempre per mancanza del numero legale.
Fin troppo evidente che le opposizioni si guardano bene dal promuovere una mozione di sfiducia contro il sindaco, lo stesso vale per alcuni contestatori dell’amministrazione che si guardano bene dall’appoggiare le opposizioni: su tutti prevale la conservazione dello scranno per altri 19 mesi.
Bene farebbe il Sindaco a dimettersi per mandare tutti a casa e togliere lo spasso ad una massa di incompetenti, puntando su una non difficile riconferma per la dimostrazione di autorevolezza e di fermezza che, a questo punto, si pone come ineludibile anche da parte della Presidenza del Consiglio per mettere ordine nei lavori d’aula e di commissione.
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