Finanziamento per un presidio territoriale permanente di pronto intervento sociale

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali con decreto n. 138 del 10 giugno 2022 ha approvato il progetto presentato dal Distretto sociosanitario 44, relativo alla costituzione di un presidio territoriale permanente di Pronto Intervento Sociale, per un importo pari a € 134.000.
Il servizio dovrà occuparsi di far fronte alle situazioni di “emergenza sociale acuta o urgente” (disaster reponse, OMS); servizio differente rispetto alla “emergenza sociale cronica” (povertà, indigenza, problemi abitativi) che viene contrastata con altre linee di finanziamento.
Il servizio di Pronto Intervento Sociale rappresenta un presidio territoriale permanente e si attiva in caso di urgenze sociali vale a dire circostanze della vita quotidiana delle persone che insorgono repentinamente e improvvisamente a cui è necessario dare una risposta immediata e tempestiva.
È un servizio trasversale che attiene all’area minori, all’area povertà ma anche all’area disabilità, operando a 360 gradi per fornire risposte immediate in situazioni di urgenza. Esso funzionerà per 24 ore al giorno, tutti i giorni compresi domenicali e festivi per 365 giorni e sarà gestito tramite soggetto esterno al quale si procederà ad affidare il servizio secondo le norme di legge vigenti.
Adulti in difficoltà, persone non autosufficienti, soggetti in condizioni di estrema povertà, soggetti senza dimora, vittime di violenza, vittime di tratta, minori, minori non accompagnati, sfrattati, migranti vulnerabili, ex detenuti etc., sono tutti i possibili fruitori del servizio. È evidente che la possibilità di dare risposte concrete ed immediate da parte del Comune anche nei giorni o nelle ore in cui gli uffici sono chiusi, rappresenta un salto di qualità notevole nelle prerogative e negli obiettivi che l’Ente pubblico si prefigge nell’ambito dei servizi sociali. Il servizio partirà probabilmente entro il prossimo mese di settembre e avrà la durata di un anno.
Attualmente in Italia sono 158 su 630 (25% circa) gli ambiti territoriali che hanno avuto approvato tale progetto; in Sicilia solo 16 su 55 (29%circa).

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