Nel pieno della festa in onore di San Giorgio, a Ragusa Ibla, si diffonde la notizia di un quasi certo ritorno di Andrea Distefano in Giunta, al Comune di Ragusa.
Non passa molto tempo per avere conferme, anche autorevoli, alle voci circolanti, per una decisione a sorpresa, maturata evidentemente negli ultimi giorni, il sindaco avrebbe deciso di riportare Distefano in Giunta.
La diffusione della notizia è tale che non sarebbe desueto pensare che il primo cittadino ne possa parlare, oggi pomeriggio, in Consiglio comunale. Spiegazioni sarebbero quanto mai attese per una scelta che, invero, lascia basiti, per gli aspetti politici che coinvolge.
Ricordiamo che il numero attuale di assessori, consentito dalle norme, è di nove componenti. Dopo il ritiro delle deleghe a Distefano, seguito all’abbandono di Sud chiama Nord, da parte dell’unico consigliere del partito, Saverio Buscemi, che aveva indicato l’assessore, permaneva un momento di apparente impasse nella giunta.
Le deleghe passavano agli assessori Giuffrida, contrade, e Pasta, tutela degli animali, passaggio indolore perché il nulla si faceva prima e tale la situazione è rimasta.
Il sindaco non mostrava nessuna fretta, né voglia di riassegnare le deleghe ad un nuovo assessore, si stava in attesa della possibile norma regionale che dovrebbe portare il numero di assessori possibile a 10, con l’introduzione delle quote rosa in giunta al 40%.
L’introduzione delle nuove regole avrebbe consentito di coprire il posto numero 10 in maniera indolore, mentre avrebbe imposto di eliminare dalla compagine amministrativa un soggetto maschile, fra Giuffrida, Digrandi, D’Asta, Gurrieri e Massari, per far posto ad una donna.
Pare che alla base della scelta di far rientrare Distefano ci sia la notizia, proveniente da Palermo, che le nuove regole tarderebbero a essere approvate e, in subordine, potrebbero essere applicate dalla prossima sindacatura.
Ciò confermerebbe un canale aperto da Cassì con Palermo e la scelta di privilegiare l’esponente di Sud chiama Nord lascia intendere che ci possa essere un feeling con Cateno De Luca.
E in questo particolare sta l’essenza della scelta che ha lasciato senza parole gli addetti ai lavori.
Senza nulla togliere alla persona, Andrea Distefano un soggetto per bene, peraltro rivelatosi, agli occhi di Cassì e non solo, come fidatissimo e affidabile, ma non ci sono certo elementi per pensare che il rientro possa essere dovuto ad un suo ruolo insostituibile per le deleghe che deteneva.
Si potrebbe arrivare a pensare che Distefano rientri in Giunta per occuparsi del Palio delle Contrade voluto sostenuto economicamente da un emendamento alla finanziaria regionale dell’on.le De Luca, ma sarebbe allucinante avere conferma in tal senso.
Tutto può stare solo nell’alveo di possibili accordi fra Cassì e De Luca, per esempio per una candidatura del nostro primo cittadino alle prossime regionali.
Dopo il raffreddamento delle ipotesi di ingresso in Fratelli d’Italia, in Forza Italia, in una delle sigle che fanno capo a Raffaele Lombardo, non resterebbe molto per future comode residenze di Cassì in funzione delle ambizioni di carriera politica.
Escludendo il Partito Democratico, peraltro anch’esso rifiutato da Cassì, quello di Sud chiama Nord resta un possibile approdo, pur fra mille limiti.
De Luca e il suo partito sono in forte declino, forse con la sola esclusione della provincia di Messina, il salto della quaglia che vede Cateno ammiratore e nuovo alleato del presidente della Regione, peraltro come gradito nuovo compagno di cordata, ma, fino alla chiusura della legislatura, componente dell’opposizione, lascia basiti anche i politici più spregiudicati, il ‘numero’ è inconcepibile e non si vedono, sulla maggior parte dei territori siciliani, elementi per poter considerare presenze e consensi importanti del partito.
Pur considerando una eventuale possibilità di successo alle regionali di Cassì, grazie ai numeri del consenso personale, non sarebbe certo un matrimonio del secolo, solo un connubio di medio bassa borghesia, senza invitati e testimoni eccellenti.
Peraltro, si porrebbero numerose questioni: si ufficializzerebbe ulteriormente la presenza di un partito nella coalizione apparentemente civica di Cassì, il sindaco civico, capocordata Voce Comune alle provinciali getterebbe la maschera di civico e non potrebbe celare vicinanza a De Luca e al suo partito che accoglie nella sua giunta.
Legittimamente deluso resterebbe l’on.le Assenza che tanto ha fatto, anche a danno del suo partito, per far restare a galla Cassì, procurandogli, a forza, l’ornamentale carica di vicepresidente del Libero Consorzio.
Scelta di Cassì, quella ultima, che potrebbe anche pregiudicare anche l’assegnazione di una delega, da parte della Presidente della provincia.
Tutti questi particolari rendono quanto mai inspiegabile l’ultima mossa di Cassì, considerando anche che non possono che essere delusi anche tanti esponenti del suo cerchio magico, i vari Antoci, Criscione, Sortino, Mezzasalma, quest’ultima coinvolta nella fallimentare candidatura in lista alle provinciali, con zero voti, per non parlare di qualche elemento di Direzione Ragusa che non considererebbe eresia il far parte della giunta comunale.
