Frodi alimentari destinate a restare anonime

Capita spesso di leggere sulla stampa di frodi alimentari, il rispetto delle normative sulla privacy impedisce al consumatore di tutelarsi, evitando di servirsi dei prodotti della ditta coinvolta.
Si sa qualcosa solo nel caso di ritiro di lotti di determinati articoli nei negozi e nei supermercati, quando viene giocoforza indicato il prodotto e il lotto interessato.
Per il resto ci sono notizie di alterazioni, di prodotti scaduti in magazzino, di uso di sostanze non consentite, di alterazione premeditata della data di scadenza, come si legge in queste ore a proposito di uova prodotte da una azienda del polo avicolo modicano.
In qualche caso si può trattare di reato colposo, ma, il più delle volte, quando si tratta di detenzione di merce scaduta o non conservata secondo le normative, o quando addirittura viene alterata di proposito la data di scadenza, sarebbe opportuno conoscere il nominativo dell’azienda per avere la libertà di guardarsi dal consumare prodotti di gente che delinque o è, comunque, disattenta alle norme.
È una norma che dovrebbe essere rivista quella sulla privacy in questi casi, perché sappiamo, nel nostro di oggi, che c’è sul territorio, una azienda condotta da gente spregiudicata ma non possiamo salvaguardarci.
Fra l’altro è un danno per le altre aziende dello stesso settore, del territorio interessato, perché, a questo punto, uno evita di acquistare prodotti della zona e si rivolge a marchi di altre zone.

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