I consiglieri Caruso e Bennardo esaltano il progetto “Un museo da vivere”, ma dimenticano lo scandalo dei lavori fermi al Convento de Frati Minori Riformati, pare ora passato nella disponibilità del Comune

La preoccupazione dei consiglieri comunali Rossana Caruso e Federico Bennardo è unicamente quella di esaltare il progetto “Un museo da vivere” che ha ottenuto un finanziamento di 399.996 euro a valere sull’Azione 4.6.1 del Pr Fesr Sicilia 2021-2027.
Il progetto, che interesserà il Museo archeologico ibleo di via Natalelli a Ragusa, è stato proposto dall’ufficio periferico – Parco Archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica, che ha curato la candidatura con il supporto tecnico di Giuseppe Morando, direttore del Parco, e Assunta Adamo, e ha trovato il sostegno dell’assessorato regionale ai Beni culturali.
Nella nota, i due consiglieri non mancano di sottolineare il sostegno all’iniziativa del deputato Ignazio Abbate, che ha seguito con attenzione l’iter a livello regionale.
Si tratta, se si riesce ad utilizzare i fondi bene e con celerità, un’opportunità concreta per rilanciare un luogo culturale che da troppo tempo versa in condizioni di marginalità.

“Accogliamo con grande favore – dichiarano Caruso e Bennardo – un progetto che segna una svolta culturale importante. ‘Un museo da vivere’ abbandona la logica statica dell’esposizione e punta a trasformare il museo in un polo dinamico, inclusivo e tecnologicamente avanzato, capace di attrarre pubblici nuovi e più diversificati”.
La proposta prevede la creazione di una webapp multilingua per visite personalizzate, l’introduzione di linguaggio Easy to read, percorsi per non vedenti, ipovedenti e non udenti, l’uso di riproduzioni 3D tattili e occhiali in realtà aumentata con contenuti didattici dedicati anche alle scuole e ai soggetti fragili.”

I consiglieri sottolineano anche che “il Museo archeologico ibleo si trova oggi in un a condizione di marginalità culturale, luogo purtroppo scollegato dai circuiti scolastici, turistici e associativi, con un allestimento poco coinvolgente e contenuti offerti esclusivamente in lingua italiana. I dati sui flussi di cassa e sulle visite parlano chiaro: il museo è stato finora un contenitore silenzioso, poco accessibile e lontano dalle dinamiche sociali del territorio”.
Addirittura, nello stesso dossier progettuale si evidenzia come l’attuale assetto del museo lo renda “spettatore passivo dell’attestata e crescente emergenza delle nuove etnie e della differenziazione sociale”, incapace di intercettare l’interesse delle comunità locali e delle nuove generazioni.

“Per questo motivo – aggiungono Caruso e Bennardo – ‘Un museo da vivere’ deve rappresentare non un semplice progetto innovativo, ma l’inizio di una vera strategia di rilancio culturale, dove tecnologia, accessibilità e inclusione siano strumenti per ricostruire il legame tra il museo e la comunità”.

I consiglieri comunali concludono ringraziando tutti i soggetti coinvolti, a partire dal Parco archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica, e ribadiscono il loro impegno a monitorare l’attuazione del progetto e a collaborare affinché l’iniziativa abbia continuità e ricadute concrete sulla città.

Da perfetti ‘democristiani’, i consiglieri, oltre a esaltare il progetto si preoccupano di ringraziare i vertici del Parco archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica e il deputato regionale Abbate, ognuno, per le proprie competenze, responsabili del degrado del Museo.
Diverse gestioni del Museo lo hanno ridotto nello stato in cui si trova, opportunatamente allertato, come ora, per prima cosa si dovrebbe chiedere la rimozione dei responsabili, il deputato di maggioranza avrebbe potuto sollecitare il competente assessorato regionale per gli interminabili lavori sull’immobile che dovrebbe ospitare un nuovo o un secondo Museo archeologico della città.
Mai si sono interessati della scandalosa situazione, né hanno additato i responsabili indiretti, sindaco, assessore ed esperta competenti, che hanno assistito, indifferenti, alla scandalosa situazione.

Né, attualmente, complice la mancata condivisione degli amministratori con la città, e anche con i consiglieri comunali, in ordine a ciò che riguarda la cosa pubblica, cosa che andrebbe opportunatamente denunciata, sono a conoscenza che il complesso immobiliare dell’ex Chiesa di Santa Maria del Gesù e l’ex Convento dei Frati Minori Riformati, quello dove appunto dovrebbe sorgere il nuovo o secondo Museo Archeologico della Città, passerà in uso gratuito al Comune di Ragusa.
Venerdì 24 ottobre, alle 10.00, presso la Sala Giunta di Palazzo dell’Aquila, si terrà la cerimonia di firma e la conferenza stampa relative.
L’importante atto è il risultato di un’apposita deliberazione del Ministero dell’Interno, la quale stabilisce che il complesso immobiliare costituito, dalla Chiesa, oggi sconsacrata, e dell’annesso Convento, da tempo oggetto di lavori di restauro, e transitato a seguito delle cd. Leggi eversive alla proprietà del Fondo edifici di culto, viene concesso al Comune di Ragusa.
Alla conferenza stampa e alla firma saranno presenti il sindaco, Peppe Cassì, il Prefetto di Ragusa, Giuseppe Ranieri, il soprintendente ai Beni Culturali, Antonino De Marco.

Sicuramente, in Giunta, si sta già lavorando per un progetto di Partenariato Speciale Pubblico Privato, non è desueto pensare che i soliti noti siano già in sopralluogo, con l’esperta del Sindaco per vedere cosa si potrà fare … sempre la comunità.

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