I consiglieri comunali Rossana Caruso, Sebastiano Zagami e Federico Bennardo commentano il bilancio del Comune di Ragusa approvato in aula

Con una nota, i consiglieri del gruppo misto al civico consesso di Ragusa, Rossana Caruso, Sebastiano Zagami e Federico Bennardo, commentano il bilancio approvato.

I tre giovani consiglieri considerano, come è giusto, lo strumento finanziario fondamentale per stabilire le priorità e gli investimenti del nostro Comune. Ma esprimono l’opinione, e non sono i soli, che l’atto non esprima una visione strategica adeguata al fine di affrontare le sfide future, peraltro falsata dalla pioggia di fondi esterni, che sono arrivati o arriveranno nelle nostre casse, fondi che forniscono, attraverso una miriade di opere pubbliche, molte delle quali ancora d’avviare, una immagine deformata dello sviluppo della città che, in realtà, non esiste.
“Questi fondi, ingenti, infatti – affermano i tre consiglieri comunali del Gruppo Misto -non potranno essere utilizzati per l’ordinaria amministrazione, come ad esempio manutenzioni, personale e utenze”.
E aggiungono: “Continuano ad essere previsti – proseguono – mutui per 5 milioni, che si aggiungono ai 15 già contratti in questi anni, i quali graveranno sulle future generazioni e che valuteremo in sede di rendiconto.
Inoltre, prevediamo che le anticipazioni di cassa a Iblea Acque, come più volte denunciato da ottobre dello scorso anno, avranno un impatto negativo significativo sui conti pubblici, rendendo il 2025 un anno particolarmente complesso per la gestione finanziaria del Comune di Ragusa, che ha già effettuato importanti anticipazioni nell’ordine di milioni e milioni di euro.
Ad aggravare il quadro è la mancanza di un opportuno piano di rientro sottoscritto tra le parti.
Come gruppo consiliare, abbiamo presentato sei emendamenti con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e rispondere alle necessità più urgenti della comunità.
Le nostre proposte riguardavano interventi per potenziare la manutenzione dell’illuminazione pubblica, per garantire il trasporto dell’acqua nelle contrade non servite dalla rete idrica, per la manutenzione ordinaria delle scuole e per un incremento delle risorse destinate alle Consulte femminile e giovanile.
Inoltre, avevamo chiesto un aumento dei fondi per la manutenzione ordinaria nelle contrade: un territorio vasto non valorizzato da un capitolo annuale di soli 70.000 euro.
Le nostre proposte sono state supportate dai pareri favorevoli degli uffici tecnici, contabili e dell’organo di revisione, ma purtroppo sono state respinte dalla maggioranza politica.
Sarà con il proseguire dell’anno che potremo verificare se le risorse attualmente stanziate siano davvero sufficienti per rispondere alle reali necessità della comunità”.

Con la bocciatura dei sei emendamenti del gruppo misto si acuisce la tensione nei rapporti con i tre consiglieri ex di maggioranza, tensione fomentata anche dai toni alquanto irridenti e sarcastici dell’assessore Adamo, e di altri centurioni del sindaco, nei confronti segnatamente della consigliera Caruso, protagonista peraltro della totale emarginazione, come vicepresidente del Consiglio, dall’Ufficio di Presidenza.
Si tratta di un enorme paradosso, un errore politico del sindaco che non può che incrinare l’immagine che si vuole dare di virtuoso politico.
Tre consiglieri accolti nella coalizione, dal sindaco consapevole della loro origine politica: se Bennardo veniva arruolato nella lista Cassì Sindaco, Zagami, espressione di Azione, veniva alloggiato nella lista di Ragusa Prossima, la Caruso era chiara espressione, malcelata, dell’on.le Abbate, e veniva alloggiata, con la consapevolezza dei vertici di Partecipiamo, nella stessa lista.
Al momento di raccogliere i voti, tutti contenti delle presenze che hanno dimostrato peso non indifferente nelle rispettive liste: Bennardo terzo degli eletti nella lista del sindaco, con 655 preferenze, Caruso con 477 preferenze, Zagami con 244 preferenze, determinanti per la conquista del secondo seggio per Ragusa Prossima.
Al momento di spartire la torta di assessorati, presidenze di commissione, capigruppo, ormai modus operandi normale e consueto della politica, tutti emarginati, trattati con sufficienza, preceduti da altre figure, rivelatisi, peraltro, di scarsissima caratura politica e poveri di iniziative.
Sulla carta, solo la vicepresidenza del consiglio per la Caruso, carica volutamente trasformata esclusivamente in un titolo.
Ora l’amministrazione si trova davanti una opposizione che esula dal resto delle minoranze presenti in aula che, fra inciuci ed eccessiva moderazione, ha, ormai fatto il suo tempo.
Una opposizione che si sarebbe potuta evitare anche alla luce di un possibile, inevitabile, diciamo noi rimpasto in giunta che sarà reso necessario dalla totale fallimentare attività di alcuni assessorati e di cui si comincia a parlare troppo.
Certo, se il rimpasto deve servire a coprire altri appetiti in attesa dall’insediamento, la situazione è destinata a peggiorare e a rinvigorire il peso della triade di minoranza che si muove bene anche grazie ai leader di riferimento.

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