I misteri attorno al Castello di Donnafugata non sono i soli della città

Ragusa, grazie alle politiche di gestione della comunicazione, avallate da una squadra di assessori e da una compagine di maggioranza ammaestrate come meglio non si poteva, è diventata la città dei misteri.
Possiamo candidarci anche noi per una processione dei Misteri che potrebbe anche essere inserita nella Lista UNESCO dei Beni Immateriali dell’Umanità
Abbiamo i misteri semplici, come quelli della Casa Protetta, della Casa di Comunità, della club house dell’impianto di via delle Sirene, a Marina di Ragusa, dell’ex macello di Ragusa Ibla, di via Monelli, del parcheggio multipiano di Ibla, del Teatro Marino, per i quali nulla si sa e nulla trapela.
Poi ci sono i misteri di utilizzo: quando saranno ultimate le opere relative a ripristino, restauro e riqualificazione della Vallata Santa Domenica, di Villa Moltisanti, del Foro Boario, quali saranno i criteri e le norme di utilizzo?
Poi ci sono i misteri gaudiosi: cosa si pensa di fare per i centri storici? Quali sono i progetti, peraltro annunciati, per via Roma, parte centrale e parte finale? Quali i progetti per la riqualificazione, da più parti auspicata, di piazza Libertà?
Poi ci sono i misteri del silenzio: perché Sindaco e assessori tacciono, sembrano ignorare le emergenze, i ritardi, le omissioni in tema di sanità – ospedale, neurologia e stroke unit – di autostrada, di metroferrovia.
Ci sono ancora i misteri sommi, circa il nuovo appalto dei rifiuti e le condizioni dei centri comunali di raccolta sui quali si cincischia da mesi, prendendo in giro una classe politica evidentemente non all’altezza di onorare il ruolo conferito dagli elettori.
In ultimo, ma ne potremmo scoprire altri, il MISTERO per eccellenza, il Partenariato Special Pubblico Privato per la gestione del Castello di Donnafugata, il simulacro principe della processione dei misteri, simulacro che già faceva paura per i personaggi coinvolti ma che ha assunto, ormai, sembianze da film dell’orrore, con ritardi, stranezze, silenzi, propri di questo genere di film.
Tanto dell’orrore che, forse, per questo motivo, non ci sono consiglieri comunali che hanno il coraggio di chiedere chiarimenti sulla questione che, è di tutta evidenza, chiamare scabrosa è solo un eufemismo.

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