Parere favorevole degli uffici comunali alla proposta del Partito Democratico per l’attivazione e la gestione dell’Identità Alias al Comune di Ragusa.
Il dirigente del Settore competente ha attestato la conformità del regolamento alla normativa vigente e ha espresso parere favorevole sia sotto il profilo della regolarità tecnica sia sotto quello contabile.
È stato quindi avviato l’iter amministrativo che porterà la proposta all’esame del Consiglio comunale.
“È una buona notizia e, soprattutto, un passo concreto verso l’approvazione di uno strumento che chiediamo ormai da quasi due anni”, dichiarano il segretario cittadino del PD Riccardo Schininà e il gruppo consiliare composto dal capogruppo Peppe Calabrese e dai consiglieri Giuseppe Podimani e Mario Chiavola.
“Il parere degli uffici conferma la solidità della proposta e sgombra il campo da dubbi sulla possibilità per il Comune di dotarsi di questo regolamento. Adesso occorre completare rapidamente l’iter e portarlo in Consiglio comunale”.
La proposta era stata protocollata dal gruppo consiliare del PD lo scorso 19 giugno, insieme a quella per l’istituzione del Registro Amministrativo dell’Identità Elettiva.
Il regolamento sull’Identità Alias consentirà al personale comunale e alle figure assimilabili che ne faranno richiesta di utilizzare il nome scelto nei rapporti interni all’Ente, ad esempio per badge, e-mail, rubriche, targhette, piattaforme e comunicazioni organizzative. Restano esclusi tutti gli atti aventi rilevanza esterna, giuridica, fiscale, previdenziale o amministrativa ufficiale.
Il parere degli uffici precisa, inoltre, che l’approvazione del regolamento ha natura ordinamentale e organizzativa, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio comunale e può essere attuata utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili.
“Parliamo di uno strumento molto semplice, ma capace di incidere concretamente sulla vita delle persone trans e non binarie, evitando che nei rapporti lavorativi interni all’Ente siano costrette a una continua esposizione della propria storia personale”, spiegano dal PD.
“La tutela della dignità delle persone passa anche da questi atti amministrativi, che non modificano lo stato civile, i dati anagrafici o i documenti ufficiali, ma consentono di costruire un ambiente di lavoro più rispettoso e inclusivo”.
Il percorso era iniziato già nell’ottobre del 2024, quando il Consiglio comunale aveva approvato all’unanimità una mozione presentata inizialmente dai consiglieri del Partito Democratico e successivamente sottoscritta da tutti i capigruppo.
Dopo quasi due anni senza che quell’indirizzo trovasse concreta attuazione, il gruppo consiliare dem aveva deciso di predisporre direttamente il regolamento e sottoporlo all’esame dell’Ente.
“Il parere favorevole dimostra che il percorso può andare avanti”, aggiungono gli esponenti dem. “Ora ci batteremo in Aula per l’approvazione del regolamento, con la stessa convinzione con cui abbiamo portato questo tema per la prima volta in Consiglio comunale nel 2024”.
