Il Cassì 2 compie un anno ma nessuno se ne ricorda

Lo stato vegetativo, amorfo, pervaso da polemiche e attacchi interni di ogni genere, ha fatto sì che nessuno, come avviene di solito per queste ricorrenze, abbia ricordato il primo compleanno del Cassì 2, né, tantomeno, lo abbia celebrato, anche perchè non ci sarebbe stato nulla da celebrare.
Neanche i nuovi alleati, quelli che sono saliti sul carro del vincitore a maggio 2023, molti dei quali provenienti dalle sedicenti opposizioni del Cassì1, hanno avuto una sola parola per ricordare la prima candelina, se non dell’amministrazione, almeno dei cambia casacche.
Non ci sarà ricordo del primo compleanno nemmeno per la squadra consiliare, anche questa senza risultati da ricordare.
Dobbiamo ammettere che anche noi, solitamente attenti a queste ricorrenze che offrono spunti per un primo bilancio, non ci avevamo pensato, se non fosse stato per una intervista televisiva rilasciata ad un web tv dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli.
Colui che fu anche candidato sindaco, nel 2023, ha fatto il punto a metà, fra l’attività del primo anno del Cassì 2 e gli aspetti emergenti dell’attività amministrativa a Palazzo dell’Aquila.
Dicevamo che non c’è nulla da celebrare, se per il Cassì 1 l’unico progetto parzialmente definito fu l’impianto di via delle Sirene a Marina di Ragusa, colpevolmente monco della club house, per il primo anno del secondo mandato c’è da registrare solo l’apertura alla pubblica fruizione dell’area a verde su parte dell’area dell’ex scalo merci, porzione, anch’essa, di un più vasto progetto che comprende la stazione degli autobus, la zona ristorazione e la riqualificazione della stazione ferroviaria con annesso sottopassaggio per mettere in comunicazione i quartieri di piazza del Popolo e di via Carducci.
Qualcuno potrebbe dire che il Cassì 2 ha visto approvare dal consiglio comunale il Piano Regolatore Generale, ma non è certo l’avv. Cassì il padre, non aveva neanche la maggioranza per approvarlo, ha dovuto ricorrere agli uomini di Nello Dipasquale, in consiglio comunale, che hanno sovvertito lo schema di fondo dello strumento urbanistico, mettendo a tacere anche le residue resistenze, risalenti già alla prima bozza di piano, di Ragusa Prossima e dei suoi esperti in materia, assumendo la paternità dell’atto, nella passiva acquiescenza delle altre forze alleate che non hanno capito bene cosa stava accadendo, come non lo avevano capito in campagna elettorale, quando gli accordi cominciarono a sbocciare. Motivo acclarato dell’afflosciarsi della candidatura che più metteva a repentaglio la rielezione di Cassì.
Qualcuno lo doveva far notare in campagna elettorale, l’esercito degli strateghi della comunicazione ascoltava gli appelli del candidato Cassì alla continuità amministrativa, ma a nessuno veniva in mente di chiedere quali erano le proposte, i proponimenti, le novità per il secondo quinquennio.
Era tutta una celebrazione dei primi 5 anni, delle iniziative, dei progetti in itinere, anche di quelli ereditati dalle precedenti amministrazioni, come ha fatto notare Firrincieli nella sua intervista: lungomare Andrea Doria, lungomare Bisani, vallata Santa Domenica, villa Moltisanti, polo fieristico, nella migliore delle ipotesi vecchi progetti revisionati.
Oggi, per bene che vada, potremmo spegnere 6 candeline su una improbabile torta per una festa per la quale la gente non si sta strappando le vesti per partecipare.
I primi che non hanno niente da celebrare sono le forze nuove della coalizione che, dopo tanto parlare da oppositori di Cassì e della sua amministrazione, in un anno non hanno prodotto nulla di concreto, solo ordinaria amministrazione e, in qualche caso, nemmeno quella.
Peraltro, e gli alleati sono complici, a pieno titolo, negli infortuni di Cassì verso la fine del suo secondo mandato: piscina comunale, questione Iblea Acque, questioni interne alla SRR, parcheggio di Ibla, centri storici e utilizzo dei fondi della Legge su Ibla, flop dei progetti Ragusa 2043 (attendiamo ancora gli appuntamenti di marzo e c’è il silenzio più assoluto NdR ), della passeggiata ai Canalotti, non esiste, ancora dopo un anno, progetto culturale, per il turismo siamo arrivati a convocare l’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno per elemosinare, attraverso l organizzazioni e le associazioni di categoria, l’invio dei dati richiesti da inserire in una piattaforma digitale dedicata: vale a dire che l’appello inventato da uno degli esperti del sindaco è rimasto inascoltato, autorevolezza pari a zero, del sindaco e dell’esperto.
La stessa mancanza di autorevolezza che è alla base dell’ultimo clamoroso flop di Cassì e della sua amministrazione, l’esclusione dalla torta dei Fondi Sviluppo e Coesione, dei quali non ci sono state nemmeno le briciole che benevolmente voleva far vedere la consigliera Caruso, smentita prontamente dalla coordinatrice provinciale della Democrazia Cristiana che ha puntato le luci sul tavolo dove c’era la torta e ha spiegato che per Ragusa non ci sono state nemmeno le briciole, se non la conferma di decreti precedenti del 2021.
Piuttosto, se di torta si deve parlare, per il primo di anno di attività, va allestita per alcuni giovani consiglieri, alcuni di maggioranza, uno di opposizione, che, con l’ormai decano Firrincieli, tengono sulla corda, da soli, sindaco, amministrazione e coalizione.
Era dai tempi delle opposizioni di Maurizio Tumino, di Sonia Migliore, dello stesso Giorgio Massari, che non si vedeva la politica vera, l’opposizione come sale della democrazia, la vis politica pugnandi elevata ad arte.
Eredi sono, al momento, Gaetano Mauro e Federico Bennardo, giovanissimi ma con un background culturale e politico che li eleva rispetto al parterre dell’aula consiliare.
Mauro ha nel sangue la classe che è di casa nei circoli nobiliari del borgo natio e con stile, come a baccarat o a chemin de fer batte solo di otto o di nove.
Dal capolavoro imbastito per Iblea Acque, ad altre interrogazioni imbarazzanti, non ha sbagliato, finora un solo colpo, al netto dei provvedimenti che potranno adottare le autorità preposte e coinvolte.
Federico Bennardo sfoggia un substrato politico di alto livello, con conoscenze adeguate e capacità di padroneggiare materie che sono anche lontane dalla sua professione e dalle sue esperienze. Anche lui lancia freccette dolorosissime, per le quali l’amministrazione non risce a trovare risposte adeguate.
Come sono dolorosissime le osservazioni della giovane consigliera Rossana Caruso, vicepresidente del consiglio comunale, altra giovane risorsa politica alla quale la città dovrebbe guardare con attenzione per un futuro che possa realmente rilanciare la città.
C’è, poi, il consigliere Zagami, eletto nella lista di maggioranza di Ragusa Prossima, una persona per bene che ha fatto pochi interventi ma fortemente pregnanti nei confronti del sindaco, che soffre, però, forse, di eccessiva dipendenza dal suo leader politico di riferimento che, finora, lo ha portato solo a spasso da Azione di Calenda a Cassì, da Ragusa Prossima alla Democrazia Cristiana, lascando, pare, ancora le valige sul treno.
Comune denominatore di questo quartetto, che definire eccelso non è esagerazione, l’essere stati bersaglio di aggressioni verbali inusitate e anche di minacce di aggressioni personali, da parte del cerchio magico del sindaco e da qualche lacchè di paese, per le loro posizioni estremamente non tollerabili per l’amministrazione, segnale inequivocabile che, non solo hanno colpito duro ma hanno raggiunto obiettivi delicati
Se proprio la volgiamo fare una festa di compleanno, dedichiamola a questi giovani che, a Palazzo dell’Aquila e in città, mantengono viva la fiamma della buona politica, quella di cui doveva essere alfiere Cassì, integratosi, invece, nel sistema istituzionale e politico, travestito da civico.

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