Era un incontro che il sindaco di Comiso aveva organizzato, per i suoi colleghi del territorio con i vertici SAC.
Un chiaro tentativo di minimizzare gli eventuali effetti del sit-in organizzato dal Comitato all’aeroporto di Comiso, e un chiaro tentativo di delegittimare lo stesso Comitato una volta che l’incontro è stato allargato prima alla CNA, che ne aveva fatto espressa richiesta, poi alle associazioni datoriali e ai sindacati, per ultimo alla deputazione regionale e nazionale Ma il Comitato resta escluso da questa sorta di “porte aperte all’aeroporto” che, peraltro farà il gioco di SAC perché tutti si verseranno parole addosso ma non si arriverà a nessuna soluzione concreta.
Nell’occasione, ancorché escluso, il Comitato reitera alcune richieste tendenti a fare chiarezza sull’abbandono di Comiso da parte di Ryanair, nell’aprile del 2023, che determinò il drastico calo del traffico nello scalo di Comiso.
Al riguardo, il Comitato chiede di conoscere la verità sui fatti, ma ci sembra tempo perso perché non comprende come la SAC potrebbe aggiungere altro a quanto finora detto, come pure non potrebbero fare quelli che pendono dalle labbra di SAC, in posizione di totale sottomissione.
Le domande andrebbero poste direttamente a Ryanair per capire perché si sono interrotti i rapporti e cosa servirebbe, eventualmente, per riprenderli.
Più in generale, piuttosto, il Comitato dovrebbe fare chiarezza sulla effettiva proprietà dell’aeroporto e sui termini della gestione, arrivando a chiarire se la gestione della SAC ha un termine e se i rapporti con la società catanese sono destinati a essere illimitati nel tempo.
Dietro c’è qualcosa di poco chiaro, perché, per esempio, il sindaco di Ragusa ha parlato di futuro roseo per Comiso qualora si concretizzi la privatizzazione dell’aeroporto di Catania: ma Catania può privatizzare anche l’aeroporto che ha in gestione oppure l’aeroporto è suo e può farne quello che vuole?
Basterebbe questo per fare quella chiarezza che, forse, molti, non vogliono che sia fatta.
Queste, comunque, le domande che il Comitato pone:
1. Corrisponde al vero che la compagnia Ryanair chiese solo più soldi (quanti?) per volare su Comiso o come affermò la stessa compagnia nel suo comunicato stampa il gestore aeroportuale di Comiso tentò di cambiare i termini del reciproco accordo precedentemente accettato per iscritto? Perché nessuno ad oggi ha mai esplicitato i termini di detto accordo per mettere a tacere qualsiasi tipo di illazione in merito?
2. Corrisponde al vero che la più grande compagnia low-cost europea si rese protagonista “di una vera e propria richiesta estorsiva” ai danni della società unica di gestione degli scali di Catania e Comiso e cioè la SAC?
3. Corrisponde al vero che la compagnia chiese qualcosa di “non lecito” a livello contrattuale?
4. Furono allora mese in atto delle azioni legali per inadempienza contrattuale da parte della società di gestione SAC al fine di far rispettare i termini contrattuali? E se sì, quali?
5. Alla luce della legislazione europea richiamata nella dichiarazione, quali interventi nei confronti delle autorità europee vennero poste in essere al fine di farle rispettare?
6. Quali azioni furono da quel momento messe in atto al fine di non affidarsi ad una singola compagnia?
7. Corrisponde al vero che la stessa società di gestione SAC mentre accusava di inadempienza contrattuale Ryanair proseguiva, forse anche accrescendo i voli della compagnia inadempiente sullo scalo di Catania?
8. Cosa è cambiato da allora ad oggi nei rapporti tra i sindaci dei comuni Iblei rispetto alla problematica?
Queste sono le domande del comitato per le quali anche il territorio, i cittadini e le imprese, attendono ancora risposte da più di un anno, il Comitato si chiede, al contempo, se valga lo stesso anche per le rappresentanze istituzionali!!
