Il Comune ha finalmente partorito il ‘piano Marshall’ dei buoni spesa

Definito il programma di erogazione dei buoni spesa per i nuclei familiari in stato di bisogno, a seguito dell’emergenza coronavirus.
Un programma coordinato dall’assessore Giovanni Iacono,  che ha visto impegnate anche le figure apicali di Palazzo dell’Aquila, evidentemente più complicato del previsto, per gli immancabili nodi della burocrazia e perché troppe persone, di certo, sono state coinvolte nelle decisioni per capire a chi elargire i 538.000 messi a disposizione dello Stato, esclusivamente, per aiuti alimentari.
Al momento in cui scriviamo, dopo l’arrivo del comunicato stampa ufficiale con l’avviso ai cittadini e l’immagine del buono, oltre al modulo di autodichiarazione, largamente anticipato dall’uscita sui social, manca ancora, seppur specificato, l’elenco degli esercizi convenzionati, fondamentale per capire dove si potranno fare gli acquisti, se sono state comprese le piccole botteghe.
Un ritardo grave, che si somma a quello di tutto il programma, se si considera che un primo elenco doveva venir fuori dalle prime adesioni che scadevano alle ore 14 del 3 aprile, elenco che sarebbe stato aggiornato, settimanalmente, con ulteriori adesioni.
In questi giorni, si è andati avanti con la spesa erogata dalla Caritas, grazie a i fondi del Comune delle prime donazioni, oltre a sfruttare, sempre con i fondi comunali, buoni spesa di una ditta della GDO, la Ergon, che avrebbe elargito anche 50 buoni spesa omaggio, da 20 euro, ogni 200 ordinati dal Comune.
Nell’avviso, destinato ai potenziali fruitori, vengono fissati i paletti oltre i quali non si ha diritto ad accedere all’agevolazione per la spesa alimentare, riservata a soggetti non assegnatari di altre misure di sostegno pubblico.
Limite di reddito da 600 a 800 euro, rispettivamente da ½ componenti del nucleo familiare a 4 e oltre, con disponibilità liquida inferire a 1000 euro per ogni componente del nucleo familiare.
Richiesta da inoltrare attraverso il numero unico 0932 676767, o attraverso la mail :  emergenzacoronavirus@comune.ragusa.gov.it.
All’atto della consegna dei buoni spesa il richiedente dovrà sottoscrivere una dichiarazione, secondo il modello predisposto dal Comune di Ragusa, attestante il possesso dei requisiti che danno diritto al beneficio.
Il Comune di Ragusa si riserva la facoltà di disporre gli opportuni controlli in ordine alle dichiarazioni rese dagli interessati, procedendo, laddove fosse accertata una dichiarazione falsa o mendace, alla conseguente denuncia ai sensi della normativa vigente.
Nell’avviso una serie di indicazioni sull’utilizzo dei buoni, nominativi, né cedibili a terzi, utilizzabili per l’acquisto di alimenti e beni di prima necessità (es. prodotti essenziali per l’igiene personale e per la pulizia dell’alloggio, prodotti per la prima infanzia, latte, omogeneizzati, pannolini, etc, farmaci); non possono essere utilizzati per l’acquisto di altri prodotti non destinati agli usi sopraindicati (es. prodotti di bellezza, vestiario, elettrodomestici, telefoni cellulari, ricariche telefoniche, prodotti di cartoleria, oggettistica, alcolici e superalcolici, tabacchi, ecc.).
Assai discutibile e arbitraria l’indicazione che i buoni possono essere utilizzabili presso uno degli esercizi commerciali più vicini al proprio domicilio o residenza, tra quelli indicati nell’elenco, che dovrebbe essere pubblicato.
I buoni spesa saranno erogati in un’unica soluzione mensile, in base al numero dei componenti il nucleo familiare, fino ad un massimo di € 500,00 per nucleo familiare, secondo una apposita gradazione secondo il numero dei componenti il nucleo familiare.

Oltre a questo, nulla è dato sapere sull’iniziativa assistenziale, in particolare quante, fino ad ora, le richieste pervenute e se la cifra disponibile, considerate le donazioni aggiuntive, comprese quelle in natura di generi alimentari, è ritenuta, da una prima valutazione, sufficiente a venire incontro alle esigenze emerse.
Valutazioni che, forse saranno fornite in corso d’opera o, come sarà doveroso da parte degli uffici comunali, quando si dovrà stilare un consuntivo di tutta l’operazione.
Ci sarà da capire, soprattutto, se i criteri scelti per l’erogazione saranno in grado di coprire le esigenze dei cosiddetti nuovi bisognosi, per gli approvvigionamenti alimentari e se potranno supplire ad eventuali altre richieste di aiuto per altre necessità, affitti, utenze, bollette e scadenze di altro genere.
Oltre alle somme finora a disposizione, si attendono i fondi promessi dal Presidente della Regione, Musumeci, che si dovrebbero aggirare attorno al milione e mezzo, per tre volte di quelle attuali.

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