Il consigliere Podimani si interessa di rifiuti abbandonati e telesorveglianza: la dimostrazione di come l’opposizione non c’è, non funziona, perde solo tempo

Un comunicato stampa del consigliere del Partito Democratico Podimani, quanto mai contorto e poco comprensibile, tanto che viene da chiedersi se è farina del suo sacco o di qualche luminare della comunicazione cui sono soliti affidarsi consiglieri di tutte le colorazioni politiche.
Oggetto della nota l’abbandono indiscriminato dei rifiuti e la telesorveglianza.
Il consigliere chiede chiarezza ma la dovrebbe prima fornire al lettore:
Si rifà, innanzitutto, a quanto scrive a a dichiarazioni ufficiali, rese in appositi comunicati stampa da quattro assessori del nostro Comune (Simone Digrandi per la Digitalizzazione, Giovanni Gurrieri per la Polizia locale e i Centri storici, Andrea Distefano, anche se ormai si è dimesso, per le Contrade e Mario D’Asta per l’Ambiente) che sarebbero in contrasto con quanto ottenuto attraverso uno specifico accesso agli atti.
Pensiamo che, parte il fatto che i proclami degli assessori fanno parte della comunicazione di Palazzo, quindi poco attendibile, preformata, propagandistica, non ci può essere nulla di meglio che l’accesso agli atti.
Perché poi fare questa grande confusione con quattro assessori, due dei quali distintisi per la loro totale e costante inefficienza, uno che ci entra poco per la digitalizzazione che poco ha anche fare con l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, un altro che è perfettamente allineato con il sindaco e per ogni problematica può solo aspettare che il primo cittadino apra i cordoni della borsa, non autonomo economicamente, per nulla intenzionato, come dovrebbe fare un buon assessore a tutto quello che non funziona nel settore dei rifiuti, del verde pubblico, delle manutenzioni e del decoro urbano.
Per ogni domanda posta all’assessore D’Asta, la risposta è sempre la stessa: NO COMMENT, tutte problematiche troppo delicate, peraltro aggravate dalla presenza, in molti casi di dirigenti e funzionari non all’altezza, questo acclarato fin dai tempi nei quali alcune deleghe erano di competenza del collega Iacono.
Un dato certo, e qui Podimani ci arriva, è quello secondo il quale: “Nonostante i proclami, il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti non appare in fase di regressione” uno dei tanti flop dell’amministrazione, da sette anni a questa parte.
Ma Podimani non affonda il coltello in questa piaga, forse per non essere ripreso dai suoi superiori nel partito, notoriamente inciuciati con l’amministrazione.
Poi ci immerge in una lunga storia, in compagnia del comandante della polizia locale, in cui racconta di fototrappole mobili, una installata per due giorni, due ancora da installare, alla fine ci fa sapere che, con una città invasa da rifiuti indiscriminatamente abbandonati, dal 2023 sono state irrogate complessive 25 sanzioni per abbandono illecito di rifiuti, delle quali 0 da videosorveglianza, e che l’importo incassato da tali sanzioni è ad oggi pari a 500 euro.
Cose che sarebbe meglio non raccontare.
Poi ci fa sapere, senza spiegare il motivo, che nel 2024 è stata presentata istanza l’assegnazione delle risorse destinate al finanziamento di investimenti dei Comuni in attuazione del “Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane” (Fosmit) 2022/2023” e che “una parte del suddetto finanziamento, pari a 15.190 euro iva inclusa, sarà destinata alla fornitura e messa in opera di impianti di videosorveglianza nella frazione di San Giacomo”, quindi non specificatamente per l’abbandono dei rifiuti, informazioni che ritiene discordanti rispetto a quelle risultanti dal comunicato stampa dell’assessore Digrandi, dalle quali si evince che il finanziamento Fosmit sia già stato ottenuto e che l’intervento relativo al sistema di videosorveglianza di San Giacomo sarebbe di importo superiore ai 40.000 euro a fronte dei 15.190 Iva inclusa dichiarati dal settore VIII.
Al lettore tutto questo groviglio fa solo capire la confusione burocratica che c’è al Comune e k0incapacità delle opposizioni di venirne a capo.
Poi ancora ci parla dello specialista del futuro, l’assessore Gurrieri secondo cui sarebbero stati attivati 4 canali di finanziamento, del valore complessivo di 700.000 euro, per l’attivazione di circa 120 nuovi impianti di videosorveglianza, la metà dei quali destinati al contrasto dell’abbandono dei rifiuti.
Non solo non si viene a capo dell’abbandono dei rifiuti, abbiamo anche a che fare con la videosorveglianza in mano a 14 uffici e con acquisti centellinati come whiskey irlandese.
E per tutta questa grande confusione che fa capire come molte cose non vadano, Podimani aspetta risposte
dall’amministrazione, invece di sentenziare già dell’inadeguatezza di chi ci governa.

Come nostra abitudine, pubblichiamo integralmente la nota del consigliere Podimani:

ABBANDONO DEI RIFIUTI E TELESORVEGLIANZA, PODIMANI (PD)
“GLI ATTI DA ME VISIONATI STRIDONO CON I PROCLAMI UFFICIALI DI QUATTRO ASSESSORI. FATE CHIAREZZA. LA CITTA’ LO CHIEDE”

“Sono discordanti, e di molto, le informazioni che abbiamo acquisito tramite dichiarazioni ufficiali, rese in appositi comunicati stampa da quattro assessori del nostro Comune (Simone Digrandi per la Digitalizzazione, Giovanni Gurrieri per la Polizia locale e i Centri storici, Andrea Distefano, anche se ormai si è dimesso, per le Contrade e Mario D’Asta per l’Ambiente), da quelle che, invece, abbiamo ottenuto attraverso uno specifico accesso agli atti.
Nonostante i proclami, infatti, il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti non appare in fase di regressione ed ecco perché ho presentato una apposita istanza da cui ho ottenuto delle risposte che meritano di essere confrontate con le notizie forniteci dagli assessori”.

Lo dice il consigliere comunale del Pd di Ragusa, Giuseppe Podimani, che riporta quanto dichiarato dal comandante della polizia locale, Maurizio Cannavò, in ordine alla installazione di 1 foto-trappola mobile per il contrasto dell’abbandono di rifiuti attualmente attiva in via Berlinguer e di 1 foto-trappola mobile attivata per il periodo di due giorni, dall’8 al 10 aprile, in via Muratori, le cui immagini sono ancora in corso di analisi.

“Sempre il comandante – spiega ancora Podimani – ci ha fatto sapere che altre 2 foto-trappole mobili, acquistate con fondi statali come le 2 succitate, per un costo totale di 17.800 euro iva inclusa, non sono state ancora attivate e che dal 2023 a oggi sono state irrogate 25 sanzioni complessive per abbandono illecito di rifiuti, delle quali 0 da videosorveglianza, e che l’importo incassato da tali sanzioni è ad oggi pari a 500 euro a fronte di un importo accertato di 2.900 euro”.

Podimani, inoltre, mette in evidenza che, “con nota prot. 124695/2024, l’Amministrazione ha presentato istanza ancora in itinere per l’assegnazione delle risorse destinate al finanziamento di investimenti dei Comuni in attuazione del “Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane” (Fosmit) 2022/2023” e che “una parte del suddetto finanziamento, pari a 15.190 euro iva inclusa, sarà destinata alla fornitura e messa in opera di impianti di videosorveglianza nella frazione di San Giacomo”.

Da qui le considerazioni a sfondo politico che, tra l’altro, il consigliere Podimani ha inserito in una interrogazione presentata in queste ultime ore affinché si faccia chiarezza sulla vicenda.

“Le informazioni fornite dal dirigente del Settore VIII, il dottor Cannavò – scrive Podimani – sono senza dubbio discordanti rispetto a quelle risultanti dal comunicato stampa dell’assessore Digrandi, dalle quali si evince che il finanziamento Fosmit sia già stato ottenuto e che l’intervento relativo al sistema di videosorveglianza di San Giacomo sarebbe di importo superiore ai 40.000 euro a fronte dei 15.190 Iva inclusa dichiarati dal settore VIII.
Inoltre, dal comunicato stampa dell’assessore Digrandi apprendiamo della presenza di ben “32 telecamere in più nel solo centro storico per un totale di 213 impianti” per la sicurezza e al tempo stesso il contrasto del fenomeno dei rifiuti, installate nel precedente mandato.
Sempre dallo stesso comunicato stampa si apprende la dichiarazione dell’assessore alla Polizia municipale e ai Centri storici Giovanni Gurrieri secondo cui sarebbero stati attivati 4 canali di finanziamento, del valore complessivo di 700.000 euro, per l’attivazione di circa 120 nuovi impianti di videosorveglianza, la metà dei quali destinati al contrasto dell’abbandono dei rifiuti.
Tutto ciò non quadra.
Ecco perché ho chiesto di essere messo a conoscenza del numero complessivo di impianti di videosorveglianza ad oggi attivi in tutto il territorio urbano ed extraurbano del Comune di Ragusa, della loro esatta allocazione, dello stato di funzionamento e delle risultanze delle immagini registrate in materia di abbandono illecito di rifiuti e atti lesivi del decoro urbano”.

“E, ancora – continua Podimani – di essere messo a conoscenza del piano di messa in opera delle 3 foto-trappole mobili acquistate dal Comune di Ragusa con fondi statali di cui sopra, a oggi non attive, e in particolare dei luoghi e dei tempi in cui saranno installate; quindi, di essere messo a conoscenza del piano predisposto dalla polizia municipale per il monitoraggio e l’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti su tutto il territorio comunale e, in particolare, se è stato incaricato di tali funzioni personale specializzato e della turnazione di tale personale.
E, ancora, vorrei capire se sia stata effettuata la dovuta comunicazione alla Procura di Ragusa delle 25 sanzioni irrogate dal 2023 a oggi per abbandono illecito di rifiuti.
E in più di essere messo a conoscenza dell’esatto importo destinato alla videosorveglianza nella frazione di San Giacomo”.
“Ci sembra – conclude Podimani – che qualcosa non vada per il verso giusto ed è opportuno che l’amministrazione comunale chiarisca nel modo migliore come stanno davvero le cose”.

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