Ci siamo imbattuti, per caso, in alcune riflessioni del dr Giorgio Moncada, professionista eccelso del settore commerciale, alto dirigente di Bruno Euronics, Presidente di Confcommercio Modica, inerenti il dissesto al Comune di Modica.
Ci volgiamo soffermare, non per entrare in questioni di casa altrui, quanto piuttosto per fare una considerazione: nella vicina città di Modica, non è la prima volta che si possono apprezzare voci di autorevoli cittadini che, in forma competente, appassionata, anche colta, riescono a esprimere pareri sulle questioni più importanti della città, non solo strettamente politica, e lo fanno anche a rischio di non essere condivisi dall’establishment politico locale.
Una forma di indipendenza, di autorevolezza, totalmente svincolata da sudditanze e convenienze politico sociali, che apprezziamo massimamente, purtroppo sconosciuta nella nostra città di Ragusa.
Questa le riflessioni di Giorgio Moncada suk dissesto al Comune di Modica:
Modica, la città di cui orgogliosamente vado fiero, è una città ricca di storia e cultura, che si ritrova ora al centro di una delle sfide più difficili della sua storia recente: il dissesto finanziario.
Il dissesto finanziario di un comune non si costruisce in un giorno. È il risultato di anni di scelte, errori e mancati interventi. Quello che rende questa situazione ancora più complessa è il silenzio assordante del precedente sindaco.
Eppure, le dichiarazioni da lui esternate come discorso di fine mandato avevano tranquillizzato tutti i cittadini al punto tale da attribuirgli la spinta necessaria per essere eletto onorevole alla regione.
Attendiamo un segnale, una speranza, una visione confortante, prima della dichiarazione di dissesto!
Ma veniamo al presente e lo faccio sottolineando il grande coraggio dell’attuale Sindaco che ha intrapreso una strada che pochi leader sono disposti a percorrere: ammettere il proprio fallimento.
Dietro questa decisione, non c’è solo strategia o necessità.
A mio avviso, c’è tanto di più da cui prendere spunto di riflessione.
C’è prima di tutto il peso emotivo di un essere umano che si ritrova a confessare pubblicamente un fallimento di cui ha certamente parti di responsabilità.
C’è tutto il peso emotivo di un essere umano che ha dovuto sconfessare un vecchio amico che, peraltro, l’ha iniziata alla carriera politica.
Guardo tutto questo con profondo rispetto.
Ci sono elementi, in questa dolorosa vicenda, per identificare le caratteristiche di un leader: Maria Monisteri ha avuto il coraggio di guardare negli occhi la verità, di affrontare il giudizio degli avversari politici (ma soprattutto le critiche di chi, fino a ieri, è stato suo amico) nella consapevolezza che questa scelta potrebbe segnare la fine della sua carriera politica.
Riconosco, inoltre, in questi atti il coraggio e la grande forza delle donne.
Adesso inizia un’altra partita dove Lei Signor Sindaco Maria Monisteri Caschetto può dimostrare di meritare quella fascia che indossa.
Ha la grande opportunità di passare alla storia non come il sindaco segnato dall’onta della dichiarazione di dissesto ma, viceversa, come il Sindaco del cambiamento vero e profondo.
Modica può diventare un simbolo di rinascita e un faro di speranza per tutti coloro che credono nella forza della comunità e nella capacità dell’essere umano di rialzarsi, più forte e consapevole di prima.
Non si esce dalle difficoltà guardando al passato con rancore o aspettando soluzioni dall’alto. Si riparte solo con uno sforzo collettivo, mettendo da parte divisioni e cercando di costruire insieme un futuro sostenibile.
Il futuro di Modica non è scritto. Ad ogni Modicano spetta il compito di trasformare questa sfida in un’opportunità, a Lei Signor Sindaco spetta il dovere di ascoltare quanti senza nulla a pretendere vogliono continuare ad essere orgogliosamente modicani.
