Il gruppo consiliare del Partito Democratico evidenzia la bocciatura, da parte della maggioranza, della mozione PD per ripristinare le precedenti tariffe per l’espurgo fosse biologiche

Il gruppo consiliare del Partito Democratico reitera il suo dissenso per la scelta dell’amministrazione di aumentare le tariffe per il servizio di espurgo fosse biologiche.
Naturalmente, non può mancare un attacco diretto all’assessore D’Asta, colpevole, secondo i dem, di aver fornito dati, che restano validi anche per il fatto di non essere stati smentiti, che non servirebbero quando si parla di temi di giustizia, equità, rispetto che non si possono trattare solo coi numeri.
Ma, in effetti, ascoltando i dati forniti dall’assessore D’Asta non pare che l’aumento dei costi, giustificato, in ogni caso, dall’aumento del costo del servizio, possa incidere più di tanto sulle tasche degli utenti, si tratta in ogni caso di cifre irrisorie, tenuto conto di quanto resta a carico del Comune.
Piuttosto, sentendo parlare di giustizia, di equità e di rispetto avremmo desiderato una ferma presa di posizione degli esponenti del Partito Democratico per le problematiche a monte della questione dell’espurgo delle fosse biologiche.
Come per tanti altri servizi offerti dal Comune, spesso, come avviene per la refezione scolastica, fornita anche, sia pure con facilitazioni minori, agli alunni di famiglie abbienti, o per il servizio di scuolabus, non sempre dedicato a famiglie nelle condizioni di non poter accompagnare i figli a scuola, occorrerebbe verificare chi, effettivamente, ha pieno diritto al servizio di espurgo.
Intanto, il diritto è sacrosanto per i residenti nelle zone di recupero dove l’amministrazione dovrebbe da tempo intervenire, fra le altre cose, per la rete fognaria: in questi casi nulla dovrebbe essere dovuto dall’utenza, a patto, naturalmente, che siano stati onorati i costi per la sanatoria, in caso di immobili abusivi, e soprattutto quelli degli oneri concessori.
Perché il Partito Democratico non chiede se ci sono opportuni controlli in merito?
E come mai non si chiedono stringenti controlli per i fenomeni, che non vengono esclusi, di cattiva manutenzione delle fosse o, addirittura, di illegale sversamento nel sottosuolo?
Il pensare, forse sarebbe meglio dire il ritenere, che ci possano essere utenze non in regola e non fare nulla per accertare la situazione, lascia atterriti.
Per quanti non in regola, il servizio dovrebbe essere a totale carico dell’utenza, il Comune potrebbe farsi, magari, promotore di un bando per assicurare il servizio a costi calmierati, per le sue esigenze e per quelli di quanto non sono in regola, ma non si comprende perché la comunità dovrebbe contribuire ai piaceri di quanti scelgono di abitare in campagna e, senza reale diritto, possano godere di agevolazioni a carico della comunità.
La militanza nel Partito Democratico dovrebbe rendere elementari questi concetti.
Peraltro, andrebbero verificato bene il perché dell’aumento del costo del servizio, come influisce il subentro di Iblea Acque e chi realmente dovrebbe garantire il servizio, perché la rete fognaria è, ora, di competenza di Iblea Acque

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