Il Presidente del Consiglio comunale, Fabrizio Ilardo, seppellisce ogni residua velleità delle minoranze, protagoniste di una Waterloo che resterà nella storia di Palazzo dell’Aquila

Abbiamo parlato più volte dell’inefficacia dell’azione di opposizione delle minoranze al Consiglio comunale di Ragusa, ieri si è vissuta la loro Waterloo che resterà nella storia di Palazzo dell’Aquila.
Tutto merito del Presidente del Consiglio, Fabrizio Ilardo, uno dei tanti furbetti della maggioranza che sostiene Cassì, che ha magistralmente seppellito le residue velleità di poter contrastare l’azione dell’amministrazione.
A tenere alta la bandiera delle minoranze, tagliente nei contenuti ma numericamente inefficace, sono rimasti il consigliere Mauro, oggi, paradossalmente compagno di partito del sindaco Cassì, l’altra alleata di coalizione di centro destra, la DC Rossana Caruso e il battitore libero Federico Bennardo.
Opposizione fondamentalmente morbida e non penetrante quella del 5 Stelle Sergio Firrincieli, adagiata, ora più che mai, sull’amaca del bon ton l’azione del consigliere Bitetti, silenti come una sfinge le intenzioni del consigliere Zagami, tutto sarebbe affidato nelle mani del gruppo PD e del consigliere di Territorio La Porta.
Ma al capogruppo PD Calabrese è venuta la smania di agire nell’interesse della città e dei cittadini; quindi, non fa mancare il sostegno indispensabile per il PRG, suggerisce cosa è meglio fare per la città e non dimentica mai a rendere disponibile la collaborazione sua e del gruppo.
Un modo di fare opposizione, e di porgersi, del tutto discutibile, che la nuova segreteria dovrebbe verificare come strategia.
La nostra non vuole essere l’esaltazione automatica del Presidente del Consiglio il cui atteggiamento è discutibile sul piano prettamente ‘politico’ ma, vuoi o non vuoi, non è certo il Presidente super partes come molti vorrebbero fosse opportuno, non è il Presidente che tutela tutti i consiglieri senza distinzione di appartenenza politica, lo ha dichiarato, apertamente in aula, si sente ed è un uomo di maggioranza.
Quando entri in aula e sai di avere davanti una maggioranza risicata, non solida ma numericamente sufficiente a non far passare nulla, non puoi sperare che qualcuno sia colpito da dissenteria, devi andare armato, la tua arma principale deve essere la guerriglia, non puoi fermare il nemico ma gli devi rendere la vita impossibile, creando anche un danno di immagine, non puoi fare aprire la seduta contribuendo a mantenere il numero legale, non puoi appellarti alla trattazione di un tuo atto, che sarà di certo bocciato, per consentire la seduta.
Chi scrive, certo, non è titolato a dare consigli o suggerimenti all’esperto e navigato Calabrese, ma i fatti sono fatti.
La seduta di ieri era la terza occasione per mettere a nudo le difficoltà di Cassì con il suo passaggio in Forza Italia, era l’occasione per stanare assessori e consiglieri di maggioranza che, al momento, indugiano sul materassino, galleggiando in attesa di capire cosa sta succedendo.
Ci sono assessori che perlustrano gli angoli sperduti dei partiti, avendo compreso che con il civismo non hanno speranza: chi cerca Assenza e chi cerca Sallemi, e questo da tempo, chi cerca i vecchi amici di MPA per trovare una formazione politica dove rifugiarsi, ma tentenna per non perdere il consigliere comunale, ci sono situazioni come quella di Ragusa Prossima ormai emersa chiaramente, ci sarebbero da stuzzicare i ‘compagni di opposizione’ per i rapporti loro e dei partiti di appartenenza con Cassì e la sua amministrazione.
C’era da presentarsi in orario e pretendere l’inizio puntuale della seduta.
Invece Calabrese se ne viene fuori con la sospensione per partecipare alla manifestazione di solidarietà per i fatti di Gaza e per il sequestro della Freedom Flotilla, una mancanza di rispetto per quanti attendono l’inizio della seduta dalle 18, peraltro dopo mezzora di ritardo, la sospensione di un quarto d’ora dura oltre un’ora con buona pace di quanti vogliono assistere alla seduta e se ne fottono della Freedom Flotilla, ci sono anche questi, purtroppo.
Alla fine, Sindaco e Presidente del Consiglio lasciano la manifestazione, Calabrese indugia sulla piazza e i furbetti della seduta piazzano il colpo di mano: pieno rispetto per il regolamento, “c’è qualcuno che vuole intervenire per le comunicazioni? Nessuno? Possiamo passare al primo punto all’OdG!
E sono già tre sedute che si riesce ad evitare l’onda d’urto, inevitabile del caso Cassì, che decanta ogni giorno che passa.
Nulla da eccepire per la posizione del Presidente del Consiglio, ancorché lontana dalle consuetudini di opportunità politica fra maggioranza e opposizioni.
Queste ultime vanno poi al capolavoro: approvano l’atto riguardante il Regolamento Comunale per la concessione di contributi per il recupero dell’edilizia abitativa nel centro storico, misura per cui hanno voluto dare il loro contributo, sia pure per modifiche minimali.
Una assurdità tipica di queste opposizioni che si illudano come gli elettori possano tenere conto della loro approvazione per l’atto e per il contributo a modifiche marginali.
Peraltro, una misura tutta da verificare negli effetti, invece di chiedere la rimozione dell’assessore appoggiano una iniziativa che viene dopo al sostegno per l’apertura di attività commerciali in centro storico, al piano di dettaglio, alle agevolazioni già esistenti per la residenzialità in centro storico: tutte misure fallimentari dell’amministrazione che, dopo 7 anni, brancola ancora nel buio più profondo.
Poi, Calabrese passa allo show perdente, pretende che dopo l’approvazione del primo punto si riporti indietro l’orologio della seduta e si consentano le comunicazioni.
Il Presidente scarta decisamente l’ipotesi, non consentita dal regolamento e che aprirebbe maglie assai fastidiose, e dal lì la bagarre, con l’invito del Presidente agli agenti della Polizia Locale di allontanare il consigliere Calabrese dall’aula, tentativo accuratamente evitato dalle riprese della seduta, come sempre accade in questi casi per il preciso ordine del dirigente competente
Una situazione squallida, vergognosa, penosa per la Presidenza del Consiglio, per l’amministrazione, per il Consiglio tutto e per Calabrese in particolare.
La bagarre porta quasi a scontri fisici fra il consigliere Battaglia e lo stesso Calabrese che si vede minacciato, come ha dichiarato e come ha fatto chiaramente trasparire, nel suo intervento, il consigliere Iurato.
Pare che anche il consigliere Vitale abbia assunto atteggiamenti da guappo con il consigliere Podimani, come riferisce quest’ultimo, tutte situazioni vergognosamente indecenti che ci ha portato il civismo di Cassì che ha arruolato ogni genere di persone per i suoi interessi politici.
Dopo, tutte le opposizioni, in momenti diversi e con diverse motivazioni, hanno abbandonato l’aula, consentendo lo show dell’amministrazione e della maggioranza.
Con la velocità della luce, a dimostrazione della caratura politica dei consiglieri di maggioranza ai quali hanno fatto da cortigiani Bitetti e Zagami, vengono esitati atti come l’Approvazione del D.U.P. 2026-2028, l’ Assestamento generale di Bilancio e la verifica salvaguardia equilibri di Bilancio, il Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio periodo 01/02/2025 – 30/06/2025, la Ricognizione periodica della situazione gestionale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica del Comune di Ragusa.
A suggello della seduta surreale il sindaco Cassì ha illustrato la sua relazione annuale, riferibile al periodo 01/06/2024 – 30/06/2025, il tutto in una atmosfera da favola fra gli slinguazzamenti dei fedelissimi che hanno avuto l’occasione di esaltare il lavoro del sindaco, degli assessori, dei dirigenti, senza il benché minimo contraddittorio per le scelte aberranti delle minoranze alle quali, ormai, la situazione è totalmente sfuggita di mano, tanto da dover auspicare che tutti si rendano della loro inadeguatezza la ruolo ed evitino, per pudore, di ripresentarsi all’elettorato alla prossima tornata.

Ma lo spettacolo deve ancora arrivare perché resta in programma una seduta richiesta dalle minoranze, che il Presidente ha assicurato di convocare per poter fare esternare ai consiglieri le considerazioni sul transito di Cassì in Forza Italia: non dovrebbe essere solo l’occasione per beccare Cassì che, in fondo, ha poco da giustificare per chi, ormai, lo conosce come presunto personaggio politico che ha esplorato, senza ritegno, formazioni politiche diverse, senza alcuna ideologia precisa, alla ricerca di un rifugio per fare carriera politica.
È il momento giusto, piuttosto, per stanare assessori e consiglieri di maggioranza, i vari Iacono, D’Asta, Gurrieri, Giuffrida, Marco Antoci, Schininà, Galifi, la Licata, Occhipinti, Iurato, ma è prevedibile che, anche dopo essere stati trattati a pesci in faccia, come tante altre volte, ci sarà il bon ton a farla da padrone, strumento per mascherare ottimamente l’inadeguatezza al ruolo.

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