Le questioni legate ai fondi della finanziaria regionale destinati alla città di Ragusa e alle considerazioni del sindaco, meritano un approfondimento.
Non si tratta di criticare il primo cittadino, peraltro sul viale di fine del secondo mandato e, comunque, apprezzato come persona, altrimenti si potrebbe mettere sbrigativamente da parte la pratica in attesa di prossimi tempi migliori.
Che poi, non si sa quanto potranno essere migliori se usciranno candidature dal cerchio magico del primo cittadino, perché qui sta il quibus della faccenda: non ci sono consiglieri (nel senso di buoni consigli) adeguati o che, quantomeno, riescano a fare breccia nelle solide convinzioni di Cassì, mettendolo in guardia da strategie e atteggiamenti non sempre ideali.
Lo avevamo detto subito dopo aver letto la documentazione della finanziaria: Ragusa è mancata per autorevolezza politica e, scopriamo, peraltro, che non ci sarebbero state precise istanze.
Se Cassì pensa che le attenzioni debbano arrivare per diritto divino, è fuori strada.
Vorremmo tanto capire se ci sono state, almeno, riunioni di gabinetto per analizzare la situazione, sarebbe deleterio se tutti fossero d’accordo di aggiungere altra carne al fuoco.
Intanto è assai delicato disconoscere che la finanziaria, come atto più politico di una amministrazione, deve essere farcita di politica, si vorrebbe sottrarre al volere democratico del parlamento che rimane sovrano e che non dovrebbe essere messo in discussione, soprattutto in presenza di una convergenza di intenti assoluta.
Cassì, quasi, vorrebbe che diventasse un tecnicismo, una finanziaria con la ripartizione dei fondi stabilità a percentuali in base al numero di abitanti. Non lo dice a chiare lettere, perché forse non ne ha consapevolezza, però chiede un commissario.
Una mancanza di rispetto per il vertice del governo regionale, del resto Cassì vuole mantenere le sue posizioni nei confronti dei partiti, al suo posto ci saremmo impadroniti della vasta prateria ancora lasciata senza padroni da Forza Italia e quella della finanziaria sarebbe stata l’occasione per chiedere il conto.
Vorremmo, poi, capire, quali istanze sono state presentate ai rappresentanti del territorio a Palermo, sappiamo che altri sindaci sono andati nelle segreterie con la lista delle emergenze.
E questo rende maggiore valenza ai fondi comunque arrivati: visti i tempi, e la concorrenza, i fondi della Legge su Ibla non sono cosa scontata, e sono 1.500.000 euro, per il Centro Feliciano Rossitto sono arrivati 485.000 e il Centro è un bene della città, la biblioteca che si va ad ampliare è un valore culturale inestimabile per la città, non saranno beni dalle origini nobili come il Castello di Donnafugata, ma rappresentano, pur sempre, un riferimento culturale importante del capoluogo e di tutto il territorio.
E, ancora, sono arrivati 150.000 euro per via Monelli, 150.000 euro per mettere mano alla facciata di palazzo Ina, fondi per sostenere l’attività del Corfilac, indirettamente fondi per il Libero Consorzio, per operazioni di carattere promo turistico e valorizzazione culturale del territorio. Un pensiero cortese è arrivato finanche da Cateno De Luca, piccolo ma confortante.
Molte altre attenzioni nemmeno sollecitate, possiamo dire anche che fondi come quelli per Villa Ottaviano, a Marina di Ragusa, o come quelli per il parcheggio interrato di Ibla, si possono considerare grandi attenzioni, provenienti anche da aree politiche insolentite da qualche piccolo consigliere di maggioranza senza che il sindaco abbia richiamato all’ordine.
E, dal momento che le attenzioni hanno anche chiara paternità, possiamo dire che sono arrivate da aree politiche lontane da un sindaco che si professa di centro destra e di centro destra coltiva amicizie.
Mentre non sono curati i rapporti con i riferimenti dei deputati di maggioranza, particolarmente di quello modicano, per i quali si consente, spesso, in aula consiliare, ai piccoli cantori del sindaco, di trattarli con soverchia sufficienza.
Piuttosto, dove sono i Musumeci, oggi Ministri, ieri Presidenti di Regione? Perché non chiedere la riqualificazione e il recupero della struttura della Protezione Civile con eliporto, dove una volta qualche consigliere, oggi di maggioranza, faceva passerelle mediatiche chiedendo il ripristino?
Dove sono i Falcone per cui si è tentato, invano, di fare campagna elettorale? Dove è Lombardo che tanta influenza avrebbe sul governo regionale?
Manca il dialogo istituzionale, non c’è un vero rapporto con la maggioranza del governo regionale e meno che mai con gli esponenti del governo nazionale, il rapporto con le forze attualmente al potere è un rapporto a perdere.
Cassì pretende che si operi con il massimo equilibrio rispetto alle diverse esigenze, ma non riesce nemmeno ad alzare la voce per far aprire la neurologia e la stroke unit a Ragusa, come da due sentenze del TAR, per il PNRR abbiamo cincischiato con ville e vallate, nessuno ha pensato a chiedere fondi per il Centro Risvegli, che pure ha, o aveva, la sua area destinata, nessuno ha pensato di aprire la casa protetta, nessuno ha pensato a un centro polivalente per Marina di Ragusa, piuttosto si guarda a Villa Ottaviano come casa delle associazioni amiche dell’amministrazioni, mentre il centro storico muore e la città attende il risveglio.
