Le vicende delle autonomie territoriali intermedie in Sicilia, e più specificatamente della loro organizzazione e delle relative funzioni, richiedono un urgente intervento riformatore – come evidenziato dalla Corte Costituzionale, da ultimo con la pronuncia interpretativa di rigetto n. 240 del 2021, ma anche dalle forze politiche – che adesso è affidato al Parlamento Siciliano appena insediato.
Il Giudice delle leggi ha sottolineato quanto la perdurante operatività dei Liberi consorzi e delle Città metropolitane e l’attribuzione ad esse di determinate funzioni fondamentali, non di mero coordinamento, renda: “urgente un riassetto degli organi di queste ultime, risultando del tutto ingiustificato il diverso trattamento riservato agli elettori residenti nel territorio della Città metropolitana rispetto a quello delineato per gli elettori residenti nelle Province”.
Non si tratta, come noto, proprio per la vigenza della legge n. 56 del 2014 e dei limiti declinati dalla stessa giurisprudenza costituzionale all’esercizio della competenza legislativa esclusiva, di un orizzonte privo di controverse prospettive.
La normativa statale, infatti, non solo risente della mancata approvazione del disegno di riforma costituzionale alla quale era strutturalmente connessa, ma reca altresì l’autoqualificazione di legge contenente principi di grande riforma economica e sociale (art. 1, comma 5, “I principi della presente legge valgono come principi di grande riforma economica e sociale per la disciplina di città e aree metropolitane da adottare dalla Regione Sardegna, dalla Regione siciliana e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, in conformità ai rispettivi statuti”) con il chiaro intento di circoscrivere la potestà legislativa primaria regionale.
Proprio al fine di scandagliare il contesto ordinamentale entro il quale potrà intervenire il legislatore regionale l’Università di Palermo-Dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali ha promosso un seminario di studi, con i saluti del Direttore Prof. Costantino Visconti, e le relazioni dei Professori Gaetano Armao, Riccardo Ursi e Roberto Di Maria, per il prossimo 28 di novembre alle ore 15, con l’obiettivo di offrire un contributo scientifico all’ampio e crescente dibattito pubblico sugli enti di area vasta.
Il seminario potrà essere seguito anche sulla piattaforma TEAMS nei termini indicati dall’allegato invito.
