Impianto TMB di Cava dei modicani: rilasciata finalmente l’AIA, ma ora si aspetta il PAUR per riaprire

La telenovela dell’impianto TMB di Cava ei Modicani ha avuto un primo epilogo positivo per quanto assai tardivo: nella tarda serata di ieri, mercoledì27 gennaio, dopo 120 ore, 5 giorni pieni, rispetto alle ‘ore’ annunciate dall’assessore regionale all’ambiente.
Nessuno deve esultare per qualcosa che era dovuto da mesi, per il raggiungimento del quale, pare, la SRR aveva ottemperato a tutto quanto richiesto, solo ritardi della macchina burocratica regionale risolti in extremis.
E’ stata rilasciata l’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, la cui procedura era unificata con il progetto di ricollocazione definitiva del TMB, particolare che già il Presidente della SRR e Sindaco di Ragusa, Cassì, aveva sottolineato nei mesi precedenti.
Basta dare uno sguardo alle prime pagine del documento, che si allega in calce all’articolo, per rendersi conto della mostruosa burocrazia a cui siano sottoposti: ci son ben 4 pagine di richiami a leggi, normative, circolari, da fare paura, inoltre l’elenco della documentazione tecnica allegata può dare l’idea della complessità del procedimento.
Ma non è tutto, perché si attende ora il PAUR, il Provvedimento Autorizzativo Unico, che deve rilasciare l’ufficio preposto dell’assessorato regionale all’ambiente, tutti dicono, ora, che si tratta solo di una formalità, ma a questo punto è impossibile fidarsi.
Non sappiamo se, una volta arrivato il PAUR, i cancelli della discarica dove è situato il TMB potranno essere aperti ai camion per il conferimento.
Resta il problema incombente della raccolta dell’indifferenziato, ci sarà da espletare il turno normale di venerdì, nel quale sarà convogliato anche l’indifferenziato che la gente doveva conferire lo scorso venerdì, ma ci sarà anche da ripulire l’abbandono incontrollato dei rifiuti attorno ai cassonetti, dove gli incivili hanno lasciato di tutto, forse non solo indifferenziato.
Con l’arrivo delle autorizzazioni vengono spente le proteste dei consiglieri 5 Stelle che avevano, più volte, chiesto le dimissioni di Cassì, da Presidente della SRR e anche da Sindaco del capoluogo, un a richiesta a metà fra il provocatorio e la opposizione strumentale che, aveva, comunque messo in risalto la contrastante ‘calma’ delle altre opposizioni da salotto del civico consesso ibleo che non si era scomposte più di tanto per l’emergenza.
Resta, comunque, sul tavolo una interrogazione dei 5 Stelle che tende, giustamente, a fare chiarezza su tutti i passaggi di questa complessa vicenda che coinvolge Cassì come Presidente SRR e come Sindaco del capoluogo, ma attiene ai sindaci e alla classe politica del comprensorio che non ha certo brillato per attivismo alla ricerca di una sollecita soluzione di tutta la questione.

DDG n. 26 del 27 gennaio 2021

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