Ormai ci siamo abituati, la comunicazione di Palazzo dell’Aquila è stata sempre indirizzata sulla linea della propaganda, protagonista assoluto il sindaco, da solo sui social, con qualche piccolo spazio per gli assessori sulla poca carta stampata.
Si parla spesso di opere pubbliche, il pezzo forte di questa amministrazione, come iniziative e come progetti, molto meno come realizzazioni, perché non ce ne sono, la presenza di un pezzo forte del cerchio magico del sindaco è costante, sia che si parli di contrade e periferie, di impianti sportivi, di centro storico: dove c’è l’ufficio tecnico presente, l’assessore Giuffrida non manca come deus ex machina di tutte le iniziative.
Che la linea della comunicazione sia quella che intravediamo, da tempo, è dimostrato dall’ultima occasione:
quinta edizione della Festa dell’Albero, una delle iniziative più preganti di questa amministrazione, puntuale da cinque anni, organizzata in maniera semplice ma con il coinvolgimento delle scuole, con consueto arricchimento arboreo e abbellimento di spazi a verde, anche all’interno di istituti scolastici.
Un appuntamento di grande valenza ambientale per il quale parole e commenti positivi non basterebbero mai.
Per la comunicazione di palazzo, salvo 4 righi di post del sindaco sulla sua pagina facebook, il silenzio quasi assoluto. Non è argomento importante.
Lo è, invece, la possibile riapertura del Museo Archeologico, siamo ancora al ‘forse’ per il prossimo mese di dicembre, badiamo bene, ma già si fa festa, dopo ritardi inenarrabili.
In questi casi, si dovrebbe solo riaprire, chiedendo scusa alla città, senza cercare do arrogarsi meriti che non ci sono, anche perché si è solo rimediato a colpevoli ritardi.
Una storia stucchevole quella del Museo Archeologico, non si è potuto capire se le responsabilità iniziali del mancato adeguamento dei locali fossero state da addebitare alla Soprintendenza o all’Ufficio Tecnico del Comune. Ma una volta capito quello che si doveva fare, solamente scandalosi i tempi per la scala di sicurezza esterna e per i lavori interni, dei quali non si è potuto avere mai contezza, fra le strategie di quanti hanno tentato di decretare la chiusura definitiva della struttura di via Natalelli, in attesa del nuovo Museo a Ibla.
Ma per quest’ultimo si profilano tempi biblici, per usare un eufemismo, e quindi qualcuno ha capito che era meglio non tirare ulteriormente la corda.
L’altra presa in giro quella dell’assessore nei confronti del Comitato ‘Ragusa al Centro’, che più volte ha sollecitato tempi brevi per la riapertura, visite, sopralluoghi, incontri con il responsabile del Museo per avere assicurazioni che tutto era pronto, che la riapertura sarebbe avvenuta a giorni.
Ora, da un articolo di stampa, si apprende che erano tutte assicurazioni fasulle, almeno secondo quanto riferito dai vertiti di ‘Ragusa al Centro’, perché il Comune ha consegnato la SCIA il 23 ottobre e solo l’11 novembre c’è stato il sopralluogo dei Vigili del Fuoco per le competenti autorizzazioni.
Ci sarebbe solo da vergognarsi per i ritardi e invece si fa l’articolo celebrativo e si presenterà la riapertura come grande impresa di questa amministrazione, di certo non si saprà nulla dell’adiacente Vallata Santa Domenica, dove, intanto, girano video, (Ma è accessibile o no ? C’è la sicurezza necessaria o no ? NdR), non si saprà nulla dell’ascensore di via Roma, meno che mai della riqualificazione della stessa via, ancor meno dell’Ecomuseo che, l’assessore al ramo specifica, è coinvolto anche nel progetto Cult.Hu.Ra: ma se hanno combinato pochissimo per l’Ecomuseo, a che serve il coinvolgimento in altro mega progetto? Misteri della fede.
Ora c’è in programma l’ennesimo incontro con il responsabile del Museo Archeologico, l’architetto Buzzone, ci sarà, a quanto ne sappiamo anche il Comitato ‘Ragusa al Centro’ che, come altre volte, uscirà contento dalla riunione e certo della definitiva soluzione della questione Museo. In ogni caso sarà evitato scomodo comunicato del comitato che, comunque, sulle questioni del centro storico ci va sempre con il guanto di seta porpora, nonostante le mille disattenzioni dell’amministrazione nei confronti di una importante aggregazione di cittadini preoccupati per le sorti del centro storico superiore.
Quando sapremo la data certa dell’apertura, quella sarà l’occasione per l’ennesima propaganda.
