Inaffidabilità acclarata dei vertici regionali: Ragusa non può conferire i rifiuti

Avevamo accolto con buona dose di sfiducia gli esiti della missione a Palermo del sindaco, che riferivano di un duplice importante risultato.
Non mettevamo in dubbio la buona fede del primo cittadino, ancorché non potevamo fare a meno di rilevare la consueta superficialità della comunicazione, ma fare conto sulle assicurazioni dei personaggi incontrati a Palermo, senza il supporto di carte scritte, ci faceva solo sorridere.
L’innato senso di rispetto delle istituzioni del primo cittadino di Ragusa ha fatto il suo tempo, occorrono ben altri atteggiamenti nei confronti di certa gente.
Ci eravamo convinti che a Palermo si cincischiava, alla fine della seduta di consiglio comunale di martedì 25: una indicazione su dove si poteva conferire, che doveva essere comunicata già lunedì quando il sindaco era presente a Palermo, veniva rimandata alla mattina di giorno 25, martedì. Quando ancora, in tarda serata, non c’era notizia di comunicazioni da Palermo, è apparso evidente che non sarebbe pervenuta nessuna indicazione su dove conferire.
Ne abbiamo conferma di buon’ora con la nota dell’Ufficio Stampa del Comune che comunica la reiterata indisponibilità della regione siciliana di siti dove il Comune di Ragusa possa conferire i rifiuti.

Questo il testo della nota diffusa, con le dichiarazioni del Sindaco Piccitto:

“Una pagina terribile che i ragusani non dimenticheranno”

“Follia, irresponsabilità o altro che non so davvero come definire. Il governo regionale ha offerto tutto il peggio possibile, per l’ennesima volta. Una pagina terribile che i ragusani non dimenticheranno”.
È quanto dichiara il sindaco Federico Piccitto a seguito della notizia che il dipartimento Acque e Rifiuti, ieri sera, ha ancora una volta ribadito l’indisponibilità, in tutti i siti siciliani alternativi a Cava dei Modicani, di accogliere i rifiuti della città di Ragusa.
“Il destino di Ragusa, non si sa per quale motivo – spiega il sindaco – evidentemente non interessa a nessuno. Come già dimostrato del resto lunedì quando, solo dopo aver protestato con veemenza, sono stato finalmente ricevuto.
Sia il presidente che l’assessore regionale mi avevano assicurato in quella sede, presenti i dirigenti competenti, che si sarebbe trovata una soluzione immediata.
Assicurazione confermata fino a ieri sera, quando poi è arrivato, dopo le 22, questa assurda comunicazione. Addirittura, respingendo le mie perplessità, che nascevano da quanto accaduto in passato, mi era stato detto che si trattava di parola d’onore.
Eccolo, l’onore. Ecco le promesse.
Non credo che la Politica, quella con la P maiuscola, possa stare in silenzio mentre Ragusa è l’unico comune siciliano cui questo governo, se così si può chiamare, ha deciso di non dare una soluzione.
Ma non finisce qui, perché avevo già dato mandato all’ufficio legale di attivarsi e già da sabato eravamo partiti a livello giudiziario.
Questa storia senza capo né coda, va chiarita fino in fondo nelle sedi opportune”.
Resta il concreto rischio di un’emergenza rifiuti.
“Già questa mattina – prosegue il primo cittadino – sto andando a Palermo per la conferenza di servizi convocata per l’AIA di Cava dei Modicani.
Non permetterò che si giochi ancora sulla pelle dei cittadini per risolvere beghe politiche o interne.
Se non si daranno delle risposte serie posso assicurare, io si, che i cittadini non avranno disagi, mentre qualcuno pagherà caro l’ennesimo affronto alla città di Ragusa”.

La situazione risulta assai grave, rischia di esplodere, in piena estate, da un momento all’altro.
Le ordinanze devono essere più decise e incisive, occorre un’azione di forza che, intanto, ordini di scaricare, comunque, a Cava dei Modicani, che resta, comunque, una discarica e non è il santuario degli ambientalisti e degli pseudo ambientalisti locali.
È evidente che si tratta, oramai, di una questione politica, si vuole strumentalizzare la questione discarica per attaccare il sindaco e il Movimento 5 Stelle.
Prova ne è il becero atteggiamento delle forze politiche locali intente a ricercare responsabilità senza capire la delicatezza della situazione.
Un rilievo va, comunque, inoltrato anche alla latitanza dei vertici regionali del Movimento 5 Stelle e alla deputazione che, evidentemente, non hanno l’autorevolezza necessaria per avere voce in capitolo sulla vicenda.
Non sembra solo un caso che, dopo la sconcertante vicenda della mancata apertura del nuovo ospedale, si replichi il totale abbandono della città, da parte delle istituzioni regionali, con questa mossa di disattenzione che rasenta aspetti di livello penale e della quale la classe politica locale, tutta, si è fatta complice.

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