Sono almeno sei i presepi viventi in provincia di Ragusa, dove iniziative di questo tipo fioriscono con inusitato impegno e con un riscontro considerevole di pubblico, considerato anche che molte rappresentazioni sono a pagamento.
Quest’anno l’entrée di Ragusa, con l’amministrazione comunale che ha voluto allestire il presepio vivente a Cava Gonfalone, ritenuta location ideale per far rivivere un ottocentesco villaggio siciliano, con le sue attività tradizionali del tempo.
Ingresso da via Vittorio Emanuele Orlando (zona “Marsala”) con ticket a 2,50€; ingresso gratuito per i bambini sotto i 6 anni.
Analogo appuntamento, questo gratuito e senza barriere architettoniche creato a Ragusa dalla comunità della Parrocchia di San Paolo Apostolo
Ricostruzione di un villaggio ebraico di duemila anni fa. Lo stesso che ha fatto da cornice alla nascita di Gesù, il piatto forte della rappresentazione promossa dalla comunità parrocchiale di San Paolo apostolo a Ragusa che, nella prima serata ha fatto registrare la presenza di centinaia e centinaia di visitatori.
Oltre ogni più rosea previsione il flusso di persone che ha ammirato prima la processione dei figuranti e, a seguire, i vari ambienti della rappresentazione vivente creata nel cortile parrocchiale e per allestire la quale il lavoro di molti sapienti artigiani è servito a dare vita a un’ambientazione di sicuro impatto.
Il presepe vivente della parrocchia San Paolo apostolo, retta dal sacerdote Mauro Nicosia, ha saputo colpire nel cuore di ciascuno dei presenti per il messaggio di speranza che ha inteso trasmettere.
“Riteniamo – sottolineano gli organizzatori – che anche un momento di visita al presepe vivente, trattandosi di una rappresentazione sacra – possa lanciare un messaggio specifico che chi crede non può non tenere in considerazione nella maniera più adeguata”.
Entusiastici i commenti di chi ha avuto modo di visitare il presepe vivente e che, utilizzando il canale dei social, invita i propri amici a seguire lo stesso esempio. Insomma, la miglior pubblicità che si potesse sperare.
Appunto classico del Natale ibleo il Presepe vivente di Giarratana, una rappresentazione realistica, curata in ogni dettaglio, un suggestivo itinerario religioso e culturale nella tradizione e nella fede, giunto alla trentesima edizione, premiata dalle oltre 5.000 presenze, con 13 autobus provenienti da tutta la Sicilia orientale ad animare la Perla degli Iblei.
E, in effetti, ieri sera, tutte le premesse sono state rispettate. A cominciare dalle presenze. Circa 5000
Una kermesse che si è dunque rivelata piena zeppa di visitatori grazie all’inventiva, alla cura nella tradizione e alla capacità di sapere gestire i vari momenti di questo appuntamento straordinario promosso e curato dall’associazione culturale “Gli Amici Ro Cuozzu” con il patrocinio del Comune.
La “prima” è stata celebrata nella maniera migliore, complici anche le condizioni meteo favorevoli, che hanno reso la passeggiata sino alla sommità della collina del Cuozzu, laddove ci sono i ruderi del castello dei Settimo e dove è stata creata la scena della Natività, un momento davvero suggestivo, sotto il cielo stellato, con le fiamme delle lanterne a punteggiare il cammino e a condurre nelle varie scene di una rappresentazione che richiama la vita quotidiana di fine Ottocento.
Il Presepe vivente di Giarratana di avvale del qualificato giudizio del’arch. Nuccio Iacono : “Il presepe vivente di Giarratana – scrive lo studioso Giuseppe Nuccio Iacono che ha avuto modo di visitare la rappresentazione – oltre a ritmare in maniera armonica le viuzze e gli scorci inediti del borgo con scene sacre, è una perfetta testimonianza di memoria di quella che fu la vita quotidiana di quel luogo ibleo.
Tutto è da scoprire in questa sinfonia di bellezza dal sapore antico e dalla sentita atmosfera natalizia.
La rievocazione storica unisce lo spirito di Betlemme alla più grande valenza etnografica. Non è facile trovare un connubio perfetto e fedele tra luogo storico e teatralità culturale. Un luogo dove il visitatore diventa protagonista perché percorre un tempo passato e riscopre una tradizione iblea dalle secolari radici. Il tutto in un contesto impareggiabile”.
Magia, colori, emozioni. Ma anche rumori, suoni, tradizioni. Oltre a profumi, brividi e sensazioni a Monterosso Almo dove si celebra l’edizione n. 36 dell’iniziativa natalizia, allestita in uno dei borghi più belli d’Italia.
E sono sensazioni che è possibile rivivere nel video promozionale ore sui social dall’associazione Amici del presepe in cui, tra le altre immagini, è possibile ammirare il lavoro del fabbro o il vocio delle comari che richiama la gente curiosa di ascoltare un proverbio popolare.
E arrivano poi, in rapida successione, il falegname, lo scalpellino, il cantastorie, u curdaru, u cirnituri, a lavannara e u scarparu, tutti mestieri in buona parte dimenticati che, però, importanti e raffinati vanno ricordati dalla memoria collettiva. Scaldati dal fiato del bue e dell’asinello, poi, all’interno della grotta della Natività, ci sono Maria, Giuseppe e Gesù Bambino. Si sono sistemati qui dopo avere compiuto un percorso suggestivo che mette in evidenza le peculiarità del borgo monterossano, uno scenario di grande impatto paesaggistico e monumentale.
“Il nostro è un presepe – afferma Giovanni Distefano dell’associazione Amici del Presepe – che è allestito e realizzato con un obiettivo ben preciso, vale a dire scaldare e riempire il cuore dei visitatori, proprio ricollegandoci a quanto affermato da Papa Francesco negli anni scorsi sul valore di questa rappresentazione sacra. Una linea che seguiremo in maniera attenta, cercando di valorizzarla per quanto sarà nelle nostre possibilità”.
Oltre quattromila visitatori per l’apertura del 26 dicembre, visitatori provenienti da ogni parte della Sicilia, hanno animato le caratteristiche viuzze col saliscendi del quartiere Matrice, il cuore antico di Monterosso, che ha pulsato grazie all’attività degli oltre trecento figuranti reclutati dall’associazione “Amici del presepe” in grado di mettere in scena una edizione tra le più memorabili di sempre della sacra rappresentazione.
La serata di Santo Stefano si è trasformata, dunque, in un momento tutto da vivere per ammirare gli scorci nascosti del centro montano e per farsi catturare dalle decine e decine di scene abilmente ricostruite che hanno trasportato i visitatori indietro di decenni. Gli “Amici del presepe”, come sempre, hanno seguito con la massima attenzione tutti gli aspetti concernenti l’allestimento, grazie ai quali nulla è stata lasciato al caso, ricostruendo i vari ambienti con una perfezione accurata, quasi maniacale, per quanto riguarda i dettagli.
Ciò ha anche significato il recupero di centinaia di antichi oggetti ritrovati nelle case dei nonni, tramandati da una generazione all’altra. Il corteo, con San Giuseppe, la Madonna e l’asinello, seguito dai pastorelli, formatosi in piazza San Giovanni e poi arrivato sino in piazza Sant’Antonio, dove è situato l’ingresso del presepe, ha potuto contare sull’apprezzamento dei presenti.
Un flusso continuo di persone è rimasto estasiato dalla fucina del fabbro ferraio, dalla preparazione del pane, dalla “putia ro vino” in cui gli avventori hanno deliziato i visitatori con le tradizionali nenie siciliane; senza dimenticare, ovviamente, l’artigiano che riparava le sedie realizzate con le fascine oppure il “cunzatore” di scope. C’erano, anche, l’intagliatore di flauti e le vecchie comari, interpretate da alcune giovanissime, che hanno reso nel modo più affascinante possibile l’“arte” del pettegolezzo. Ma i visitatori sono rimasti ancora più estasiati non appena hanno messo piede all’interno della grotta dove, accanto al bue e all’asinello, la scena della Natività è stata ricostruita nella maniera più attenta, seguendo i canoni della tradizione.
Il boom dei visitatori a Ispica, superato il tetto dei dieci mila visitatori complessivi nelle prime tre date del Presepe Vivente di Ispica
Il presepe vivente di Ispica sorge nella zona antistante l’area archeologica del Parco Forza, all’interno delle grotte rupestri, uno spettacolo lungo circa un km e mezzo, che in un’ora circa di itinerario offre canti, antichi mestieri, recitazioni, sino alla apprezzatissima scena finale della natività, dove Giuseppe e Maria hanno intonato una bellissima ninna nanna dedicata al bambino Gesù.
Il Presepe vivente di Ispica fa tornare in vita, ogni anno, per il periodo natalizio, l’antico borgo di Spaccaforno, la città scavata nella roccia situata a poche centinaia di metri dal centro storico barocco, alternando figure artigiane come scalpellini, lavandaie, intrecciatori e maniscalchi, che un tempo popolavano queste grotte, a canti e recitazioni in dialetto della Sicilia dell’Ottocento.
Anche la cittadina marinara di Pozzallo, alla presenza di uno straordinario pubblico, ha organizzato il Presepe vivente, all’interno dello storico quartiere Vico Vicci.
160 presepianti hanno animato le 18 scene raffiguranti la Natività su un percorso di circa 720 m che abbraccia una superficie di 15.000 mq.
“Il messaggio di pace e di evangelizzazione che ne è venuto fuori – afferma Raffaele Monte – porta i segni tangibili dell’unità e della coesione cittadina ed è stato reso possibile grazie alla partecipazione della Chiesa di Pozzallo che ha sposato in pieno il progetto pensato e realizzato dalla comunità delle Suore Francescane collaborata dalla famiglia salesiana, dal gruppo Agesci, dalla consulta giovanile, da varie associazioni di volontariato con il supporto tecnico-logistico del nostro ente”.
La premessa a tale messaggio è stato l’evidenziare, attraverso la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni civili e religiose, la lettura del messaggio “lapiriano” della Preghiera alla Pace che il Sindaco Santo, nel 1965, scrisse”.
Giorgio La Pira, è riuscito a trasmettere tutta la sua visione del mondo pregando “…la Vergine della Tenerezza” di Kiev e di Mosca a cui chiedeva di aiutare Oriente e Occidente a riscoprire il tesoro nascosto di immenso valore che è la fede cristiana”.
Non si può non sottolineare la straordinaria generosità degli abitanti del quartiere che, da veri “padroni di casa”, hanno accolto e contribuito alla riuscita della serata.
Queste le giornate delle varie rappresentazioni:
Ragusa, Cava Gonfalone 30 dicembre 6 gennaio
Ragusa, Parrocchia San Paolo 1,6,7 gennaio
Giarratana, 30 dicembre 1, 5 e 6 gennaio,
Monterosso Almo 1, 5, 6 e 7 gennaio
Ispica 1, 6, e 8 gennaio
Pozzallo 30 dicembre 6 gennaio.
