Ragusa ha un patrimonio di competenze inascoltate, una di queste è il consigliere comunale Rocco Bitetti

In città non mancano personaggi che, in molti settori, non temono confronti di idee e di soluzioni in ordine a molte emergenze della città. Molti restano inascoltati, perché la politica, sempre pronta a complicare le cose, peggio ancora se tramite persone ignoranti in materia, è più portata agli esperti, ai tavoli di concertazione, ai fiumi di parole, ai contrasti fra opposte fazioni politiche.
Uno dei settori maggiormente bisognevoli di competenze, esperienze e professionalità è quello della sanità: potremmo dire che a Ragusa il Direttore generale dell’ASP è un medico, con anni di esperienza di direttore sanitario di struttura ospedaliera, la persona giusta ma condizionato, purtroppo, dalla politica, quella palermitana dell’assessore regionale, quella del territorio con la deputazione intenta a strappare per il proprio bacino un primario, un reparto, qualche presidio di soccorso, dalle pretese dei singoli Comuni.
Ci sarebbe chi si dovrebbe occupare di sanità, il sindaco massima autorità in città, l’assessore, ma cincischiano con convegni e salotti, senza disturbare i manovratori, per esempio, per neurologia e stroke unit, per la casa di comunità, un presidio infermieristico a Ibla basta e avanza per una foto con il parlamentare di turno.

In uno scenario simile, resta almeno il piacere di ascoltare gente competente, ma la soddisfazione è passeggera, perché rimane inascoltata.

In un suo intervento nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Rocco Bitetti, rifuggendo dalle stucchevoli e nebulose avventure politiche del sindaco Cassì, ha scelto di parlare di Casa della Comunità che, a Ragusa, è già un mezzo scandalo.
Recuperata in extremis grazie all’interessamento dell’assessore Iacono, dopo che era stata scippata alla città, nonostante prevista dall’apposita legge, furto per il quale la classe politica cittadina non ha detto una parola, ci è stata concessa ma non realizzabile, come in altri posti, con i fondi PNRR, ormai assegnati.
Ci deve pensare l’ASP, il Comune pensa di andare incontro all’ASP, non si comprende in virtù di quale geniale idea, e offre il secondo piano della casa protetta, sfidando le normative di finanziamento e di utilizzo.
Sembra tutto risolto, ma l’ASP ritiene il piano insufficiente e chiede tutta la struttura: qui la barca spegne i motori, resta in alto mare e non se ne sa più nulla. Sfuma il progetto, per il Comune, di scrollarsi di dosso mezza casa protetta che, con l’inadeguatezza che gira a Palazzo dell’Aquila, costituisce un peso difficile da appioppare.
Per il resto silenzio, dell’ASP e degli amministratori che ben si guardano da sollecitare il Direttore Generale a operare le scelte decise dalla politica, che restano allo stato teorico.

Le idee che dovrebbero essere di capaci amministratori sono invece di un professionista, medico di base alle soglie della quiescenza che propone la realizzazione della “Casa della Salute” presso l’Ospedale Civile di Ragusa. Una struttura sanitaria integrata nel cuore della città per rendere i servizi più accessibili ed efficienti.
Una idea e una scelta oculata, di responsabilità, che costituirebbe, peraltro ossigeno per un’altra delle tante zone che l’attuale amministrazione ha portato allo stato comatoso, per restare in tema sanitario, fra luminari dei centri storici, delle opere pubbliche, del turismo, dei trasporti pubblici etc etc

Questa la proposta del dott. Rocco Bitetti che è anche il succo dell’intervento in aula consiliare:

Una proposta concreta e ambiziosa arriva in Consiglio comunale dal medico e consigliere dott. Rocco Bitetti, capogruppo di Fratelli d’Italia, che rilancia l’idea di istituire una Casa della Salute all’interno dell’Ospedale Civile di Ragusa.
Il progetto mira a riunire, potenziare e coordinare i servizi sanitari e sociosanitari già presenti nella struttura, per creare un polo moderno e funzionale al servizio della cittadinanza.
Attualmente l’Ospedale Civile ospita già diversi servizi: l’ambulatorio di psichiatria, il 118, la Centrale Operativa Territoriale (COT), le commissioni per l’invalidità civile e le cucine aziendali.
La proposta del dott. Bitetti prevede l’integrazione di nuovi servizi fondamentali, tra cui il poliambulatorio specialistico, il medico di medicina generale, la guardia medica, l’Ufficio Prestazioni, la Farmacia Territoriale e il Consultorio familiare, creando così un’unica sede sanitaria centrale, efficiente e facilmente accessibile.

“Abbiamo già una struttura centrale, funzionante, logisticamente favorevole e ben collegata. Non ha senso disperdere i servizi in sedi periferiche o frammentate,” ha dichiarato il dott. Bitetti.
“Una Casa della Salute nel centro di Ragusa, accanto alla caserma dei Carabinieri, garantirebbe sicurezza, prossimità e una reale integrazione territoriale.”

La posizione dell’Ospedale Civile, strategica e centrale, permette un facile accesso tramite i mezzi pubblici ed è prossima ad altri uffici pubblici e istituzionali. Secondo Bitetti, questo renderebbe la struttura il luogo ideale per ospitare una Casa della Salute che semplifichi il rapporto tra cittadini e sanità pubblica, in particolare per le fasce più fragili della popolazione.

“Una Casa della Salute nel cuore della città rappresenterebbe non solo una razionalizzazione dei servizi esistenti, ma anche un segnale di attenzione alla sanità territoriale, alla prossimità e alla riqualificazione intelligente del patrimonio pubblico,” ha aggiunto.

Nel suo intervento, Bitetti ha anche voluto prendere le distanze da logiche politiche fine a sé stesse:

“Come capogruppo di Fratelli d’Italia desidero proporre un progetto che può avere un impatto reale sulla qualità della vita dei nostri concittadini. Parlare di salute, accesso ai servizi e strutture funzionali significa fare politica utile, concreta e orientata al bene comune.”

La proposta si inserisce in una visione di sanità pubblica più vicina al cittadino, integrata nei territori e in grado di diventare un modello replicabile a livello regionale, con un uso più razionale delle risorse e maggiore attenzione alla qualità dei servizi offerti.”

Sarà ascoltato? Non ci crediamo

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