Ringraziamo il Presidente Confcommercio — Associazione Commercianti e Imprenditori di Modica – Giorgio Moncada per averci messo a disposizione il
DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI APERTURA
Premessa al Piano per il Centro Storico di Modica
Un invito alla città intera
Confcommercio Modica presenta al Comune, al Consiglio Comunale, alle istituzioni del territorio e a tutti i cittadini un piano articolato per la rigenerazione del centro storico. Lo fa in forma pubblica, attraverso il protocollo ufficiale e la stampa, perché ritiene che le questioni che riguardano il cuore di una città appartengano a tutti — non solo a chi le amministra, non solo a chi vi lavora, non solo a chi vi abita.
Questo documento non è una presa di posizione. È un invito.
«Non chiederti cosa può fare la tua città per te: chiediti cosa puoi fare tu per la tua città.»
— liberamente ispirato a J.F. Kennedy
Il piano che accompagna questa premessa nasce da un lavoro di analisi serio — fondato su dati, su esperienze comparate, su proposte tecnicamente percorribili. È stato elaborato da Confcommercio Modica, è stato presentato in forma giornalistica e ospitato dal mensile Dialogo, ed è stato ripreso dai principali organi di stampa del territorio.
Non è un documento interno di categoria: è già, nella sua sostanza, un contributo pubblico al dibattito sulla città.
Lo presentiamo oggi al Consiglio Comunale aperto sapendo bene una cosa: nessun piano, per quanto ben costruito, può essere sufficiente da solo. La rigenerazione di un centro storico non si decreta: si co-costruisce. E la co-costruzione richiede che attorno a un tavolo siedano non solo chi ha più voce, ma anche chi ne ha meno; non solo chi rappresenta categorie organizzate, ma anche chi vive quei vicoli senza appartenere ad alcuna associazione.
Il perimetro del «noi» che immaginiamo
Confcommercio rappresenta le imprese commerciali e artigianali. Ma la città è molto di più. Residenti, proprietari immobiliari, associazioni culturali, scuole, comunità religiose, professionisti, giovani che hanno lasciato Modica e potrebbero tornarci, studenti che potrebbero sceglierla: tutti questi soggetti hanno un interesse legittimo nel futuro del centro storico, e tutti hanno qualcosa da dire e da dare.
Questa premessa vuole essere esplicitamente aperta: le proposte che presentiamo non sono dogmi. Sono punti di partenza. Siamo pronti a discuterle, a integrarle, a modificarle alla luce di punti di vista che non abbiamo considerato. Quello che non siamo disposti a fare è aspettare ancora.
Il piano è articolato in sette parti. Contiene una diagnosi ancorata ai numeri, lezioni dall’Italia e dall’Europa, un bilancio onesto di ciò che Confcommercio ha già fatto e dei limiti incontrati, una roadmap in tre fasi con strumenti identificati e scadenze verificabili, cinque assi strutturali di intervento — cui si aggiunge la proposta di riportare una presenza universitaria stabile nel centro storico — e due proposte legislative di respiro regionale e nazionale: il rifinanziamento della Legge Ibla per tutti i Comuni UNESCO del Val di Noto, e un Superbonus dedicato al recupero dei centri storici Patrimonio dell’Umanità.
Non chiediamo che tutto venga accolto. Chiediamo che venga discusso — seriamente, con scadenze, con la volontà di tradurre la discussione in atti verificabili.
L’interesse che ci muove
Confcommercio non ha un interesse separato dalla città. Le nostre imprese prosperano quando la città è viva. Le nostre imprese soffrono quando la città si svuota.
Non esiste un futuro per il commercio in un centro storico senza residenti, senza servizi, senza funzioni quotidiane, senza qualità urbana.
Per questo il piano che presentiamo non parla solo di negozi. Parla di case da recuperare, di uffici pubblici da riportare in centro, di università da attrarre, di strade da rendere sicure, di una governance capace di trasformare le intenzioni in decisioni.
Perché una città viva dà opportunità di crescita a tutti — non solo agli imprenditori, ma a ogni persona che la abita, la frequenta, la ama.
Questa premessa è rivolta a chi amministra Modica, chiedendo coraggio istituzionale e atti verificabili.
È rivolta a chi siede in Consiglio Comunale, chiedendo di trasformare l’ascolto in indirizzo formale.
È rivolta ai proprietari degli immobili del centro storico, chiedendo di vedere nella rigenerazione non un rischio ma un’opportunità.
È rivolta ai residenti rimasti, che tengono vivo un tessuto prezioso con la loro sola presenza quotidiana.
È rivolta a chi se ne è andato, dicendo che le condizioni per tornare possono essere create — ma serve che qualcuno inizi a costruirle.
È rivolta, infine, a chi non appartiene ad alcuna delle categorie appena nominate ma sente che Modica è anche sua: questa città ha un patrimonio che appartiene all’umanità per riconoscimento UNESCO. Custodirlo non è un compito di qualcuno. È un compito di tutti.
Modica è grande non perché è antica. È grande perché ha sempre saputo rinascere. Ogni pietra del centro storico porta il segno di chi ha ricostruito dopo il terremoto del 1693, di chi ha trasformato la rovina in bellezza, la perdita in eredità.
Oggi non ci chiede di ricostruire dalle macerie. Ci chiede qualcosa di più difficile: ricostruire prima che cada.
Questo piano è il contributo di Confcommercio Modica a quel compito. Lo offriamo alla città aperta, con la disponibilità piena a costruire insieme ciò che da soli non si può fare.
Il Presidente
Giorgio Moncada
Confcommercio — Associazione Commercianti e Imprenditori di Modica
Modica, 18 aprile 2026
