La Città ha votato per un Sindaco, fatelo lavorare, fatelo anche sbagliare

Complice la comunicazione, a furia di comunicati stampa e di social, si è, ormai, consolidata una situazione alquanto strana.
Tutto quanto riguarda l’amministrazione della città deve essere condiviso, approvato, discusso, aggiustato con il contributo, quasi obbligatorio delle opposizioni.
Non c’è solo l’esigenza di un sereno dibattito politico nelle sedi opportune, ma sembra che le opinioni delle opposizioni debbano essere tenute in conto, senza discussioni.
Non si comprende perché, se ho votato una precisa parte politica e un candidato che la rappresenta, debbo ritrovarmi fra i piedi quelle idee e quegli esponenti politici che ho contribuito ad emarginare con il mio voto.
Siamo arrivati al punto che si sollevano casi per questioni che ancora non esistono, si vogliono anticipare soluzioni per gare da bandire, è così per il servizio scuolabus, per la piscina comunale, per i pass rosa.
Non si comprende perché non si attende l’esito di scelte che si considerano errate per dimostrare agli elettori che hanno sbagliato: quanto tutto andrà bene in città, anche con il contributo delle opposizioni, chi si prenderà il merito?
Saranno considerazioni opinabili, ma, al riguardo, vanno rivalutate le posizioni di esponenti politici che sono stati candidati alle recenti comunali, i cui prolungati silenzi sull’operato della nuova amministrazione superano ogni prevedibile bon ton politico e assumono i connotati di una attenta strategia tesa a poter affermare un corposo giudizio di merito sull’attività della giunta.
Troppo poco loquaci Sonia Migliore, Maurizio Tumino, Giorgio Massari, Peppe Calabrese e, anche, Antonio Tringali, per pensare che non abbiano argomenti per dire qualcosa.

I professionisti del comunicato, invece, che sembrano, talora, scrivere con una mano sola, scialano nella comunicazione e, per l’argomento ‘affidamento della gestione della piscina comunale,’ ci consegnano, nella prima mattinata, un loro dipinto di un Sindaco che non farebbe una marcia indietro ma, addirittura, una inversione a U, inseguito dai rilievi e dalle eccezioni sollevate dalle forze di opposizione.
Firrincieli del Movimento 5 Stelle parla di clamorosa marcia indietro per le argomentate perplessità delle opposizioni.
Non si è tenuto conto delle intercorse rivisitazioni di quanto era stato deciso in delibera, come non sono state considerate, forse anche perché non conosciute, istanze di diversi ambienti sportivi che hanno suggerito aggiustamenti, dopo la pubblicazione della delibera di giunta.
Anche in questo caso, pur considerando le modifiche volute dallo stesso sindaco, si sentenzia che non conviene affidare alla gestione ad un privato, che sono troppi 70.000 euro di canone, che l’impianto sportivo deve rimanere un bene pubblico del Comune per le ricadute sociali, rivolgendosi anche ai disabili, alle madri in gravidanza, agli anziani oltre che agli atleti, amatori ed agonisti.
Ma allora perché non lasciare liberi i posteggi e permettere che anziani, donne in gravidanza e disabili ne usufruiscano liberamente?
Perché non prevedere di costruire una seconda piscina, più economica, per venire incontro ad esigenze particolari e permettere la classica attività sportiva come su qualsiasi altro campo?
Ci si appella alla possibilità di servirsi, ma gratuitamente, di un consulente gratuito esterno proveniente dal Coni che si possa occupare di efficientare la struttura, ipotesi che fa rabbrividire solo al pensiero di come il CONI ha abbandonato lo sport sul territorio e di come abbia condotto allo sfacelo totale una struttura come la Scuola Regionale dello Sport.
Quindi, tutto merito dei 5 Stelle se, in tempo, siamo usciti dal baratro dove ci stava buttando il Sindaco Cassì, anche se c’è da dire che anche un altro consigliere dell’opposizione rivendica uguali meriti per aver fermato, in tempo, il primo cittadino, affermando quello che è più opportuno fare, come mantenere immutata la tariffa per l’ingresso, buttandola, anche per la piscina comunale, sulle esigenze delle fasce deboli che utilizzano la piscina comunale per finalità sociali.
Pura propaganda politica, considerato il fatto che, per esempio, entrambi hanno dimenticato gli immigrati che, come finalità sociale, meriterebbero, come altri, di poter usufruire della struttura.

Sia pure tardivamente rispetto al festival di comunicati organizzato dalle opposizioni sulla materia, ma si sa che l’apparato di comunicazione del primo cittadino è quello che è, il Sindaco ha trovato modo di ridimensionare la questione entro i termini di quanto avvenuto in Commissione:

Questo il suo pensiero, affidato prima alla pagina facebook e poi diffuso attraverso l’Ufficio Stampa del Comune:

Piscina comunale, credo sia opportuno fare chiarezza attorno a una struttura importante per la nostra città sulla quale è in corso una riflessione per ottimizzarne la gestione.
Nessuna riduzione della qualità dei servizi, anzi, ma la necessità di attuare una logica di efficientamento e di risparmio come sta avvenendo per altri impianti comunali.
Se, in un primo momento, avevamo ipotizzato di affidare la struttura ad un privato, per 9 anni, a fronte di garanzie sugli standard di qualità, venerdì in Commissione ho formulato l’idea di appaltare solo la gestione, in modo da mantenere un controllo pubblico, attuando però una serie di interventi pratici, utili a ridurre gli sprechi, con la consulenza volontaria di un esperto proveniente dall’ambito Coni.
Una via che intendiamo perseguire e che è frutto di colloqui intercorsi con tecnici ed esperti.
Sono felice che anche i consiglieri di opposizione, ai quali ieri ho presentato il progetto nel luogo che ritengo idoneo, ovvero la Commissione dedicata, esultino all’idea, salvo però cadere nella solita irresistibile tentazione di fare speculazione politica, prendendosi i meriti di un cambiamento di rotta a cui mi sarei uniformato.
Essendo stato il primo a parlare e ad esporre la propria idea, questa ricostruzione mi pare quantomeno singolare.
Diversamente dalle vecchie abitudini e rispettoso del ruolo dei consiglieri, ritengo che le Commissioni non servano a prendere atto di decisioni già prese ma siano invece il luogo delle proposte, come appunto ieri è successo. Il piacere di sbracciarsi in acqua per appuntarsi le medaglie lasciamolo a chi frequenta le piscine.

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