La comunicazione di Palazzo dell’Aquila a spasso, ogni tanto ci ripensano

Che la comunicazione a Palazzo dell’Aquila, nell’era Cassì, si possa considerare fuori dai canoni minimamente accettabili è cosa nota, ormai da tempo.
Si aggiunga che l’addetto stampa del Comune, un vero professionista della materia, che da decenni ha retto l’ufficio come meglio non si poteva, peraltro sostanzialmente emarginato nell’era Cassi per la prevalenza di soggetti collaboratori del primo cittadino, fra pochi giorni andrà in quiescenza; quindi, si intravedono tempi indefinibili perché oltre il buio non c’è nulla di più buio.

Di queste ore una nota che informava, precisamente alle ore 10 di ieri martedì 1° marzo, dell’aggiudicazione di lavori di recupero ed adeguamento normativo del Castello di Donnafugata finalizzato alla tutela ed alla valorizzazione, da realizzarsi con fondi previsti dal PO FESR 2014- 2020, Azione 9.3.1.
Solito ritornello della determinazione Settore Appalti e Contratti mediante la quale sono stati approvati gli esiti delle operazioni di gara relative alla procedura negoziata, preceduta da manifestazione di interesse.
Aggiudicazione all’impresa Nuovi Lavori s.r.l. di Casteltermini (AG), per il prezzo di euro 565.252,85
In verità, di questi resoconti di gara ne arrivano a decine, anche per piccoli interventi e, come si rileva dal monitoraggio dei lettori, poco importa all’opinione pubblica di tutta la parte burocratica, gare, ribassi, oneri di sicurezza, cose che, tutt’al più, possono interessare solo gli addetti ai lavori.

Piuttosto, alla gente, interessa capire la sostanza e l’entità degli stessi, servirebbe capire quando verrà aperto il cantiere e quali sono i tempi di realizzazione delle opere.
Interrogativi che ci eravamo posti anche ieri, trovando il comunicato, come sempre lacunoso e superficiale, soprattutto nella parte che parlava di lavori di recupero e adeguamento normativo finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del Castello, tanto da ignorarlo.

Cosa si muove attorno al Castello, quale tipo di interventi?
I nostri interrogativi non erano desueti, bene ha fatto l’assessore ai lavori pubblici Giuffrida a sentire l’esigenza di informare su quello che si va a fare, anche se ci restano sempre le perplessità per l’assenza dell’assessorato e dell’assessore alla cultura che, per il Castello dovrebbero intervenire in prima persona per le loro specifiche competenze. Ma sappiamo che, anche per espressa approvazione del primo cittadino, il fedelissimo assessore ai lavori pubblici sovraintende, oltre al suo settore, anche ai centri storici e agli altri assessorati ove ci siano interventi di opere pubbliche, così è per i parcheggi scambio, per le contrade, per le opere nelle ville, tutti settori per i quali gli assessori non hanno portafoglio per le opere che vogliono portare avanti.
Riteniamo che la cosa costituisca una anomalia, se non altro perché intasa l’attività dei lavori pubblici e, materialmente, distoglie l’assessore da compiti più importanti quali potrebbero essere urbanistica, piano regolatore e piano particolareggiato dei centri storici, settori che sono totalmente al palo.
Ma veniamo a questi interventi per il Castello di Donnafugata, per il quale si sfruttano, ancora una volta, fondi regionali PO FESR 2014- 2020.

Questo quanto specifica l’assessore Giuffrida in merito:

“Il processo di rigenerazione attuato da questa Amministrazione in diverse zone della città non può non coinvolgere anche Donnafugata.
Un percorso che ha già visto il completamento del Mudeco e la riqualificazione dei locali del borgo che, dopo aver inficiato per anni il panorama di chi si affacciava dalla terrazza del Castello con i loro tetti crollati, a breve ospiteranno il nuovo Museo del Prodotto Contadino.
Adesso, nell’ambito del Programma Operativo FESR Sicilia 2014/2020 per l’Agenda Urbana, azione 9.3.1., il Castello e il Parco si preparano a vivere un’importantissima azione di restauro e di ripristino, anche di spazi attualmente chiusi al pubblico.
Gli interventi, con un valore a base di gara pari a euro 777.577,33, riguarderanno infatti l’antico teatrino del Castello, tre cortili interni al momento inaccessibili, la torre belvedere da cui si gode di uno straordinario panorama, i tetti e gli infissi, così da sanare un cronico problema di infiltrazioni, e le cinque fontane del Parco. L’obiettivo è quello di migliorare l’esperienza di visita di Donnafugata e permettere ai ragusani di reimpossessarsi del loro patrimonio monumentale entro l’estate 2023”.

Per restare in tema di comunicazione, vorremmo precisare che il processo di rigenerazione di questa amministrazione non ha riguardato il Mudeco, se non per l’allestimento museale e l’impianto di condizionamento.
Ci spiace notare come un ingegnere approvi la dicitura ‘riqualificazione dei locali del borgo’, dicitura ormai inflazionata a sproposito, anche per il quartiere di Ibla, si tratta solo dei locali della corte esterna di ingresso al Castello
Quanto alle opere di Agenda Urbana ci sarebbe solo da protestare perché ci tiriamo avanti dall’epoca del sindaco Piccitto questa storia di Agenda Urbana, storia che ha visto, con questa amministrazione, ritardi e lentezze esasperanti, forse determinati da inadeguatezza al ruolo, tanto che, ancora, si è visto ben poco.
Comprendiamo le lungaggini della burocrazia, ma voci più autorevoli avrebbero potuto smuovere meglio le acque. Giova ricordare che il programma di Agenda Urbana fu definito fra febbraio e marzo del 2018, evidente la stasi che ha subito con questa amministrazione.
Quanto alla cifra disponibile, ancora più ridotta dal ribasso d’asta, da 777.577 a 565.252, ci sembrano somme esigue per tutti gli interventi presentati, non vorremmo che a metà del cammino, o ancora prima, ci si fermi per adeguamenti.
Teatrino, tre cortili interno, la torre quadrata, (mai chiamata ‘belvedere’ NdR), tetti, infissi, cinque fontane del Parco costituiscono lavori importanti e impegnativi, per i quali, peraltro, sarebbero state utilissime voci qualificate e competenti sulla natura degli interventi, dell’assessore Arezzo o, in subordine, dell’arch. Iacono.
Ma non è detto che chi si occupa della comunicazione ci ripensi e possiamo sapere qualcosa di più, in un prossimo futuro.

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