Comunicazione di bassissimo livello quella del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle al Comune di Ragusa, con una nota sulla decisione del Tar riguardante Neurologia e Stroke unit e Chirurgia Vascolare a Ragusa.
Non ci sarebbe da esultare per una sentenza del Tribunale Amministrativo, per un ricorso presentato dal Comune di Ragusa non ci sono meriti, se non quello dell’Istituzione che rivendica i propri diritti, se meriti si devono assegnare vanno ripartiti fra quanti si sono adoperati attivamente per far rispettare la legge.
Il nostro intervento, in merito, non può essere travisato o interpretata male, perché siamo stati, siamo e saremo estimatori di Federico Piccitto, come persona e come Sindaco, pur nel contesto di posizioni non sempre condivise ma sempre pervase dall’apprezzamento di fondo.
Ma fare becera propaganda su questo tema, riservando ogni merito dell’azione al Sindaco Piccitto e ai 5 Stelle, senza nominare il vero protagonista di una azione epocale, unanime te riconosciuta dentro il Palazzo, al tempo anche da Piccitto, quando i rapporti con l’allora Presidente del Consiglio Iacono erano idilliaci, è puramente ridicolo.
Al tempo, fu Giovanni Iacono, a vedere come erano stati ignorati i diritti dell’ospedale del capoluogo in termini di reparti e di primariati che alcuni soggetti, di concerto con la politica, volevano gestire in forma quasi privatistica.
In piena e totale sintonia con il Sindaco Piccitto, fu Giovanni Iacono, al tempo ai vertici di FederSanità ANCI, regionale e nazionale, a verificare quanto stava accadendo, con il conforto di eminenti figure della sanità nazionale, a redigere di suo pugno gli elementi essenziali per ricorrere al Tribunale Amministrativo, a partecipare alle audizioni in Commissione Sanità all’Assemblea regionale Siciliana dove anche la parlamentare grillina del tempo gli cedette la parola per esporre le rivendicazioni della città, che erano rivendicazioni prive di appartenenza politica, secondo anche lo stile di Giovanni Iacono non incline a sceneggiate per le quali altri, invece, hanno spiccate qualità e sono particolarmente versati.
Peraltro la piattaforma rivendicativa prese le mosse da un Consiglio Comunale aperto, nella piazza dell’Ospedale Civile, e non con un atto di Giunta.
Va bene esprimere soddisfazione per la sentenza del TAR, ma siamo certi che anche Federico Piccitto riconoscerebbe i meriti di Giovanni Iacono, peraltro verificabili e comprovabili in atti e note protocollate del Comune di Ragusa.
Ignorare l’operato del Presidente del Consiglio del tempo rende quanto mai poco credibile una comunicazione del gruppo 5 Stelle che altre volte abbiamo avuto modo di non condividere e che questa volta, incomprensibilmente, coinvolge la deputata Stefania Campo, solitamente scevra da questi scivoloni.
Quanto alle acclarate capacità politiche del sindaco 5 Stelle, del tutto vanificate dal truppone dell’epoca e dai grillini di Ragusa per le note vicende interne e per le contrapposizioni personali, va anche precisato che, in merito alla questione in oggetto non c’erano detrattori del tempo, come pure i detrattori di Piccitto sono stati sempre e solo all’interno del Movimento, al netto delle fisiologiche posizioni delle opposizioni consiliari.
Viene da chiedersi perché il gruppo consiliare 5 Stelle non sia altrettanto solerte nella comunciazio e a proposito dei rilievi della Corte dei Conti, per esempio, sull’utilizzo delle royalties.
Sarebbe quanto mai opportuno, per il bene del Movimento 5 Stelle a Ragusa, che, per primi i componenti del gruppo consiliare, contribuissero a far luce sui fatti interni del Movimento dal luglio 2017, sin dai tempi delle candidature per le regionali, passando da quelle per le nazionali e spiegassero tutti i fatti interni relativi alle comunali del 2018.
Poi si potrebbero occupare, serenamente e in maniera credibile, di politica.
Di buono nel comunicato dei 5 Stelle c’è solo l’impegno, del quale nessuno dubita, dell’on.le Stefania Campo che, nella veste di parlamentare regionale non lascerà spazio ad ulteriori esitazioni perché la decisione del TAR sia applicata in tempi celeri, innescando le opportune procedure per dare al capoluogo quanto dovuto, con buona pace dei ‘santoni’ della sanità locale, molti dei quali, politici e operatori sanitari, fortunatamente, ormai in quiescenza.
