La Lega riscuote consenso a Ragusa, ma occorre stare attenti quanti vogliono solo salire sul carro del vincitore

Massimo Iannucci e Graziana Di Giacomo sono, al momento, i referenti locali della Lega di Salvini e stanno operando sul territorio, provvedendo al tesseramento.
Si fa luce, quindi, su quelli che sono i responsabili del partito di Salvini che, da tempo, lavorava sul territorio per trovare proseliti: prima ci furono contatti concreti, nel passato, con Ciccio Barone e il suo gruppo, che non trovarono sbocco, un errore fatale di Barone e dei suoi più stretti collaboratori, alla luce del consenso che riscuote, oggi, la Lega, anche a Ragusa.
Il nuovo corso imposto da Salvini, con l’estromissione, di fatto, di gente come Attaguile e Pagano e con il commissariamento affidato all’attuale sottosegretario Candiani, ha tolto di mezzo anche gli ultimissimi che si erano accostati a Salvini, con tanto di foto ricordo, da Manuela Nicita a Maurizio Tumino che, in campagna elettorale per le comunali, si era alleato, anche lui con tanto di foto ricordo, con l’attuale Ministro degli Interni.
Vicende che non ci sono note, hanno visto, alla fine, prevalere Massimo Iannucci che, messo da parte, di fatto, dai 5 Stelle, dopo 5 anni di buon governo (questo detto, prima di tutto, dai 5 Stelle), ha trovato accoglienza per la sua affidabilità e serietà.

“Il tesseramento in provincia – dichiara la Di Giacomo – è stato superiore alle reali aspettative ed è stato portato a compimento con grande interesse da parte del territorio ibleo.
Da parte nostra c’è grande aspettativa sulle politiche della Lega, e riteniamo indispensabile che ogni territorio partecipi alla riorganizzazione del Paese.”
In un comunicato si fanno valutazioni sulle politiche della Lega e sulle possibili influenze positive per la Sicilia, ma le attuali fasi della politica nazionale ci dicono quanto sia poco facile passare dalle parole ai fatti, per cui, al momento, il consenso nei confronti di Salvini è un consenso non esclusivamente ideologico, ma dettato dalla necessità di escludere dal proscenio della politica personaggi che, ormai, non convincono più.

Che il comunicato della lega iblea sia frutto della solita estenuante retorica politica lo si evince dall’affermazione della Di Giacomo che parla di “grande capacità politica del leader Matteo Salvini che, in coerenza con il contratto di governo, sta attuando tutto quando era stato detto in campagna elettorale, dalla flat tax allo stop alla Fornero oltre al decreto sicurezza ed immigrazione.
E’ sotto gli occhi di tutti che la flat tax per il momento non potrà essere attuata, come non ci sarà una eliminazione della Legge Fornero, tutto il resto è subordinato ad una estenuante trattativa sul contratto di governo con gli alleati della Lega che, da parte loro, hanno promesso cose che non potranno mantenere.
Piuttosto, questi nuovi portavoce di Salvini perché non ci parlano di cosa vogliono fare, concretamente, per l’autostrada Siracusa Gela o per la Ragusa-Catania o per l’aeroporto ?

Più concreto e realista, come del resto non ci aspettavamo diversamente, l’intervento di Massimo Iannucci che ha fotografato la surreale situazione determinata, a Ragusa, da pochi facinorosi ideologici del Movimento 5 Stelle, per interessi personali, che hanno buttato al vento quanto fatto, di buono, in cinque anni: “Negli ultimi anni ho guardato al territorio in veste di amministratore, essendomi speso per dare risposta alle istanze dei cittadini, lavorando per la città, tutta la città, non facendo alcuna distinzione di sorta tra gruppi, associazioni di categoria e fazioni politiche, come è giusto che qualsiasi amministrazione locale faccia, in quanto ritengo che le divisioni non portino a nulla.
Avevo riposto parecchie speranze nel Movimento Cinque Stelle, di cui facevo parte, ma in Sicilia, a differenza di quanto avviene a Roma, tra M5s e Lega che stanno portando avanti un contratto di governo per il bene dell’Italia nella sua totalità, determinate persone decidono per tutti, non tenendo conto appunto del territorio, ponendo le proprie visioni e ambizioni politiche, molto miopi, davanti a tutto.
Tutto ciò non rispetta il mio modo di vedere o pensare le cose, che diversamente è quello con cui proprio Salvini ha coniato il motto secondo cui a vincere è la squadra”.
“Ho seguito con attenzione – aggiunge ancora Iannucci – l’evoluzione politica della Lega negli ultimi sei mesi, sin da quando Salvini nel dicembre 2017 tolse la parola Nord dal simbolo, segno inequivocabile e tangibile di una importante fase di cambiamento, sottolineando che tra queste due parti del Paese non deve più esserci alcun tipo di concorrenza ma anzi mutualità e compenetrazione degli obiettivi.
Ho apprezzato molto le parole del senatore Candiani, il quale ha ricordato, attraverso una sua recente intervista, che sul nascere innegabilmente la Lega ha rivendicato le proprie azioni contro altri territori, immaginando anche nel Sud la controparte, ma l’evoluzione politica della Lega, l’esperienza maturata ha dimostrato che quella era una visione sbagliata ed incompleta.
Quindi, da questo, si capisce benissimo che la Lega è maturata a tal punto da capire che per rendere centrali le istanze dei cittadini si deve essere sotto un’unica bandiera. E che, quindi, questo processo deve essere compiuto insieme agli altri territori e non contro gli stessi.
Per tutta questa serie di ragioni, ritengo che ci siano le premesse, così come dimostrato in occasione del tesseramento, per fare un buon lavoro anche nella nostra città e nel territorio ibleo più in generale”.

Visione politicamente più accettabile e affidabile quella di Iannucci, il problema, per la Lega a Ragusa, sarà quello di selezionare l’aspirante classe dirigente del partito, perché non saranno pochi quelli che cercheranno di salire sul carro dei vincitori, in una terra dove i peripatetici della politica sono di casa.

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