La Ragusa Catania non è all’Ordine del Giorno della riunione CIPE

Come si può rilevare dal telegramma di convocazione della prossima riunione del CIPE, a firma del leghista Giancarlo Giorgetti, ancora una volta la questione della Ragusa Catania non è all’Ordine del Giorno, è prevista solo una informativa.
Segnale che sulla possibilità di realizzare l’arteria ancora si discute, non ci sono punti fermi, nessuno dei parlamentari locali ha le capacità e l’autorevolezza di farsi dare notizie certe sulla questione, tantomeno i parlamentari appartenenti ai partiti di governo.
Da Ragusa, sono molto affievolite le voci a difesa della infrastruttura, solo il Sindaco segue la questione con particolare attenzione.
Per il resto, inutili proclami, come da decenni a questa parte.

Sugli impegni disattesi del Ministro Toninelli, per l’iter di infrastruttura che nessuno sembra volere, interviene il segretario generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro:

“È stata sbloccata in pochi mesi un’opera che era ferma da troppi anni: l’autostrada Ragusa-Catania. E il mio ministero ha avuto quel ruolo di regia che gli compete, ruolo che non avrebbe sortito i frutti sperati senza la fattiva collaborazione istituzionale della Regione Siciliana e degli enti locali interessati. Questa mattina ho incontrato, qui al dicastero, un gruppo di sindaci del Ragusano e finalmente è stata trovata la quadra sul progetto che sarà approvato dal Cipe (l’organo collegiale di governo per la programmazione economica) entro la prima metà di gennaio”.

Questo è quanto scriveva su Facebook il 20 dicembre dello scorso anno il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che Sanzaro definisce, inspiegabilmente, “autorevole rappresentante del Governo nazionale”.

Aggiunge Sanzaro: “Sappiamo come è andata a finire. E a distanza di sei mesi possiamo affermare, senza tema di smentita, che sono stati compiuti non uno ma venti passi indietro.
Soprattutto, quello che preoccupa di più è che sulla realizzazione di questa grande infrastruttura è calato un greve silenzio. Non se ne parla più, è come se fosse scomparsa dall’agenda politica e dalle priorità dei grandi palazzi.
Non sono servite le marce lente, le volontà manifestate dai sindaci locali, il fronte comune d’intenti che il comitato per la Rg-Ct ha cercato di costruire a più riprese.
La Rg-Ct rischia di rimanere chiusa nel cassetto in cui è rimasta seminascosta per vent’anni.
Sì, proprio così, ci sono voluti vent’anni prima di avviare un percorso che si potesse ì in qualche modo concretizzare nella maniera migliore.
La mancata realizzazione, o peggio il silenzio e l’incertezza, trascinano la provincia di Ragusa, e i suoi operatori economici, sempre più giù evidenziando il distacco tra il Nord e il Sud, costringendo centinaia di giovani a lasciare la nostra terra per mancanza di futuro. Ma possiamo issare bandiera bianca? Assolutamente no”.

Il segretario Sanzaro prosegue: “Come organizzazione sindacale, assieme al comitato, ai sindaci e a tutte le altre forze vive del territorio vogliamo diventare i promotori di un’attività di sensibilizzazione ai più alti livelli istituzionali che solleciti il Governo nazionale a esprimersi non a parole ma con fatti concreti.
Non si può continuare ancora con questo andazzo. Tutto è rimasto bloccato. Come se non ci fosse mai stato niente. Non possiamo essere d’accordo su questo modus operandi. D’altronde, le infrastrutture materiali e immateriali rappresentano l’anticamera dello sviluppo E siano certi i residenti della provincia di Ragusa che andremo in fondo su questa vicenda. Perché dovranno dirci chiaramente le reali motivazioni per cui, a questo punto, non vogliono la Rg-Ct”.

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