La responsabile cittadina dei 5 Stelle propongono la Consulta delle Comunità Straniere, l’assessore Adamo disponibile a istituire un Comitato Multilivello per l’inclusione

A rilanciare l’idea dell’istituzione della Consulta, contenuta nel programma elettorale del M5S delle ultime amministrative, è stata la rappresentante cittadina del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Najla Hassen, che parte da una serie di considerazioni.
“Il Comune prenda in considerazione la nostra proposta di istituire la Consulta delle Comunità straniere.
Un organo consultivo che potrebbe fungere da ponte tra le comunità non italiane e l’Amministrazione comunale”.
“C’è molta preoccupazione e rabbia da parte dei cittadini ragusani nei confronti di cittadini stranieri, in seguito ad alcuni episodi di violenza che anche noi condanniamo.
Si parla spesso di “insicurezza” e di impossibilità di convivenza, ma sono convinta che si tratti di un eccessivo allarmismo alimentato da una certa politica propagandistica che fa leva sulla paura delle persone.
Non neghiamo che alcuni problemi siano collegati alla multiculturalità della nostra comunità; tuttavia, semplificare le criticità proponendo solo soluzioni repressive non lo riteniamo efficace, poiché andrebbe ad eliminare solo i sintomi senza affrontare i problemi alla radice.
Riprendiamo dunque l’idea della costituzione della Consulta degli stranieri ed invitiamo l’assessora Elvira Adamo a valutare questo strumento, che potrebbe rappresentare un mezzo per comprendere meglio alcuni problemi e adottare soluzioni più efficaci.
Se come ha spiegato la stessa Adamo, il Ragusa Pride non si chiama Gay Pride perché vuole essere un’occasione per parlare di diversità nel senso più ampio, includendo anche le diversità culturali, non si può non rilevare che quello che si vede oggi è solo qualche festa folcloristica che sicuramente non dispiace, ma non basta per creare un vero legame con una buona fetta della nostra comunità che ad oggi è ancora sconosciuta.
Se si desidera affrontare e risolvere i problemi collegati alle comunità straniere, queste ultime non devono essere escluse, ma devono avere un ruolo attivo e partecipativo.
Come Movimento 5 Stelle, non stiamo proponendo uno strumento sconosciuto: molte città in Italia, come Parma e Ivrea, ne fanno già uso con successo.
Costituire la Consulta delle Comunità Straniere stimolerà la collaborazione tra le diverse realtà, affinché l’intercultura diventi una questione portata avanti da molteplici voci, non dissonanti tra loro, ma convergenti verso un obiettivo comune: vivere in armonia e in pace, costruendo rispetto e conoscenza reciproca”.

Del problema, anche se assai tardivamente, si occupa anche l’assessore ai Servizi Sociali e per l’inclusione del Comune.

“Prendiamo atto della richiesta di istituire la Consulta delle Comunità straniere proposto dal M5S – dichiara l’assessora alle Politiche per l’Inclusione, Elvira Adamo – condividendo il principio di creare sempre più punti di incontro e di confronto tra le comunità presenti nel nostro territorio e l’Amministrazione comunale, favorendo una sana e corretta integrazione.
Questa proposta è già presente nel programma elettorale di Direzione Ragusa, in una forma che consideriamo più ampia e strutturata.
Il Comitato per l’inclusione a cui abbiamo pensato e a cui stiamo lavorando, infatti, non coinvolgerebbe solo comunità straniere e Comune, ma anche altre istituzioni ed enti del Terzo Settore.
L’obiettivo è quello di costituire un unico, sinergico luogo in cui favorire l’integrazione, l’inclusione e l’interscambio culturale, specialmente tra le nuove generazioni.
È seguendo questo obiettivo che nelle scorse settimane gli esperti di ANCSA, l’Associazione Nazionale Centri Storico Artistici, nell’ambito dell’analisi e delle linee di intervento per il Centro, ha coinvolto e intervistato sia le persone straniere e sia coloro che si interfacciano con loro nei più svariati ambiti.
Ho atteso la conclusione del progetto ANCSA perché ritengo che nel documento troveremo importanti spunti, connessi al tema del Centro ma non solo, che saranno una base per avviare il progetto.
Nel mese di gennaio 2026, dopo la pubblicazione del report ANCSA, con un avviso pubblico inviterò le rappresentanti e i rappresentanti delle comunità straniere, le associazioni e gli enti che si occupano del tema o che vorranno fare parte di questo progetto per cominciare a confrontarci sulle azioni da intraprendere”.

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