Le fibrillazioni e le agitazioni a Ispica esplodono nel Partito Democratico, con una nota congiunta il Segretario Regionale Barbagallo, il Segretario di Federazione, Giaquinta, e l’on.le Nello Dipasquale esprimono piena fiducia al consigliere Stornello

La mozione di sfiducia al sindaco di Ispica, Innocenzo Leontini, è fallita per un solo voto: a far mancare i numeri due consiglieri eccellenti, con un pedigree di tutto rispetto: Giovanni Stornello del Partito Democratico e Paolo Monaca di sud chiama Nord, che, al momento del voto, pur critici nei confronti dell’amministrazione, e intenzionati a restare all’opposizione, non hanno condiviso le motivazioni di fondo del tentativo di sfiducia.
Incautamente, senza raccordarsi con i vertici del partito, il segretario cittadino del PD ha fortemente criticato la scelta del consigliere Stornello, che ha fatto mancare il suo voto per la sfiducia al primo cittadino, abbandonando l’aula al momento della votazione, impedendo la caduta del governo cittadino, in netto contrasto con quella che sarebbe stata la linea politica decisa in modo unanime dalla segreteria e dal direttivo.
Evidentemente, scelte politiche assunte in modo collettivo, ma non unanime da parte del Partito Democratico di Ispica che viene sonoramente smentito e censurato dai vertici del partito.

E’ pervenuta una nota congiunta, sintetica ma assai significativa nei contenuti, dell’on. Anthony Barbagallo, segretario regionale Partito democratico, di Lino Giaquinta, Segretario Federazione provinciale del Partito Democratico, e dell’on.le Nello Dipasquale, deputato del Partito all’Assemblea Regionale Siciliana, con la quale si ribadisce “Piena fiducia al lavoro del nostro consigliere comunale di Ispica, Giovanni Stornello, che non ha votato la mozione di sfiducia al sindaco, promossa dal primo firmatario consigliere Angelo Galifi.
Noi siamo e restiamo il Partito di Pio La Torre e Piersanti Mattarella e con grande attenzione scegliamo, per storia e valori, gli alleati con cui condividere percorsi e azione politica, con l’unico comune denominatore il rispetto della legalità.

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