Le opere di Festiwall proiettano Ragusa sullo scenario mondiale della street art

Allarmati gli organizzatori di Festiwall perché un passaggio del nostro articolo dove non abbiamo condiviso la scelta di non annoverare OPEN AC, l‘installazione artistica sulla rotatoria di via Fieramosca, fra le opere di Festiwall 2019 li ha delusi.
Leggere che avrebbero fatto un torto al Sindaco, che ha accolto subito la proposta dell’installazione, è stato interpretato come se si fosse voluta dare l’idea di una scarsa considerazione per le attenzioni ricevute, non lo ha pensato chi scrive, né, tantomeno, riteniamo, il sindaco che non può essere sfiorato dall’idea che gli organizzatori poco abbiano considerato il suo sincero coinvolgimento nello spirito delle iniziative.
Una grande intuizione di Cassì nell’accogliere la proposta dell’installazione sulla rotatoria, un’opera che non solo riqualifica un sito anonimo ma caratterizza ancora di più Ragusa come città artisticamente all’avanguardia.
Non pensiamo che ci possano essere dubbi sulla riconoscenza degli organizzatori nei confronti del primo cittadino, per aver ricevuto condivisione e consenso per questa iniziativa che corona le 29 opere, 30 con quella voluta dall’AVIS ei pressi della sede, che proiettano la città sullo scenario mondiale della street art.
Un patrimonio enorme per Ragusa, scorrendo le immagini di tutte le opere, che abbiamo voluto raccogliere in una serie di articoli sul nostro giornale, si apprezza ancora di più il valore dell’idea di Vincenzo Cascone che ha saputo rivitalizzare, con sapienza, una città nei suoi punti critici, con opere indiscutibilmente di grande pregio, animate da un messaggio intrinseco di grande livello.
L’aver voluto annoverare OPEN AC come opera del 2018 ci lascia perplessi, delusi, non le concede le doverose luci della ribalta e non mette in risalto la valenza della scelta che va ben oltre il semplice posizionamento dell’installazione artistica.
Per gli organizzatori il ciclo è chiuso, ma siamo sicuri che sarà, per primo, il sindaco, a sollecitare qualche nuova iniziativa, della quale, presto, si sentirà l’esigenza.
Da parte nostra ci permettiamo solo sollecitare l’illuminazione, almeno limitata alle ore serali, fino a mezzanotte, convinti anche che molte delle opere possono essere ulteriormente valorizzate da una opportuna luce che ne esalta i particolari.

Ultimi Articoli